La Francia chiede a Frontex di rafforzare i controlli nella Manica

Pubblicato il 26 luglio 2021 alle 17:23 in Francia Immigrazione

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Il ministro degli Interni della Francia, Gerald Darmanin, ha chiesto all’agenzia europea Frontex di sostenere le autorità francesi nell’arginare il crescente flusso di migranti irregolari che cercano di attraversare la Manica e raggiungere il Regno Unito.

“Ho contattato io stesso Frontex, che si occupa principalmente dell’Europa meridionale, e ho chiesto loro di occuparsi anche dell’Europa settentrionale, in particolare della costa di Nord-Pas-de-Calais”, ha detto Darmanin ai giornalisti, sabato 24 luglio, durante una visita al porto francese di Calais. “Il 60% dei migranti che viene qui, passa dal Belgio. Quindi, il nostro spettro deve essere molto ampio. Abbiamo bisogno della sorveglianza aerea europea”, ha aggiunto.

L’appello del ministro degli Interni francese a Frontex arriva dopo che Londra e Parigi hanno deciso di rafforzare la protezione delle frontiere e contrastare insieme l’immigrazione irregolare e i trafficanti. In base all’accordo che i due Paesi hanno sottoscritto il 20 luglio, le pattuglie di polizia vengono incrementate lungo la costa francese, gli investimenti nella tecnologia di rilevamento migliorati e i controlli aerei rafforzati. Il Regno Unito, in particolare, si è impegnato a investire 62,7 milioni di euro nel 2021-2022 per aiutare la Francia ad arginare il flusso di migranti che cercano di attraversare la Manica in maniera irregolare.

Su Twitter, Darmanin ha definito l’accordo “storico” e ha affermato che consentirà ai due Paesi di “proteggere meglio il confine e di combattere le reti di contrabbando”. “Abbiamo già più di 5.000 agenti di polizia e gendarmi a Pas-de-Calais, molti dei quali sono coinvolti nella lotta all’immigrazione. Aumenteremo questi numeri”, ha specificato il ministro sabato. 

Il numero di migranti che tentano di attraversare la Manica verso la Gran Bretagna è in costante aumento dalla fine del 2018. Gli arrivi di quest’anno nel Regno Unito, su piccole imbarcazioni, via mare, hanno già superato il totale del 2020, quando erano stati registrati 9.500 attraversamenti o tentativi di attraversamento, il quadruplo rispetto al 2019. Le traversate nella Manica aumentano in genere anche per le condizioni climatiche favorevoli dei mesi estivi, nonostante gli avvertimenti delle autorità. Domenica 25 luglio, almeno 80 migranti sono stati salvati dalla Marina francese nel Canale. Tra le persone tratte in salvo c’erano 18 donne, tra cui una incinta, e 20 bambini. I migranti sono rimasti illesi e portati al porto di Calais. 

La Manica è una delle rotte marittime più trafficate del mondo con un traffico marittimo denso, forti correnti e vento costante. Nel suo punto più stretto, lo Stretto di Dover, il corso d’acqua è largo 33 chilometri e profondo tra i 120 e i 45 metri. L’anno scorso, almeno 4 persone sono morte nel Canale, mentre nel 2020 ci sono stati 6 morti e 3 dispersi. Finora, l’obiettivo della stragrande maggioranza delle missioni Frontex è stata la sorveglianza dei confini meridionali dell’Europa. Secondo le informazioni reperibili sul sito web dell’agenzia, le operazioni chiave includono Themis (Italia), Poseidon Sea (Grecia), Indalo e Minerva (Spagna), Balcani occidentali (Albania, Montenegro) e “attività in Bulgaria e Ungheria”.

Nonostante l’aumento delle traversate lungo la Manica, il Regno Unito continua a ricevere meno migranti e richieste di asilo rispetto a molti dei suoi omologhi europei. Le domande, presentate nel 2020, sono state circa 29.456, un numero significativamente inferiore alle 93.475 richieste presentate in Francia e alle 121.955 in Germania. Il governo di Parigi, insieme alla notizia dell’accordo con Londra, ha fatto sapere di voler dispiegare più pattuglie di polizia anche ai suoi confini con la Spagna e con l’Italia.

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Chiara Gentili

di Redazione

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