Guatemala: il procuratore anticorruzione Sandoval lascia il Paese

Pubblicato il 26 luglio 2021 alle 13:59 in America centrale e Caraibi

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Juan Francisco Sandoval, l’ex capo del procuratore speciale contro l’impunità (FECI), riconosciuto a livello nazionale e internazionale per il suo lavoro contro la corruzione, ha lasciato il Paese, il 24 luglio, per paura della sua integrità. Sandoval è entrato nel territorio salvadoregno per proteggere la sua sicurezza, senza fornire dettagli sulla sua destinazione finale, ed è il quinto operatore giudiziario a lasciare il Paese in meno di tre anni a causa delle indagini anticorruzione da lui svolte. “Purtroppo, diventa una dinamica che molti dipendenti pubblici in Guatemala devono sperimentare semplicemente perché non sono utili a un regime”, ha riferito Sandoval.

Accompagnato dall’avvocato per i diritti umani, Jordán Rodas e dall’ambasciatore svedese in Guatemala, Hans Magnusson, Sandoval ha raggiunto il confine di Las Chinamas, tra Guatemala ed El Salvador, situato a 120 chilometri dalla capitale guatemalteca. “Da dove mi trovo, continuerò a lavorare per il popolo del Guatemala”, ha affermato Sandoval.

Dal canto suo, il procuratore generale del Paese, Maria Porras, ha sottolineato in un comunicato, il 23 luglio, che l’allontanamento di Sandoval era dovuto a “costanti abusi e soprusi frequenti delle istituzioni del Pubblico Ministero” e ha aggiunto che c’è stata “mancanza di rispetto” nei suoi confronti, pur non spiegando a cosa facesse riferimento o presentando prove.

Sandoval ha rivelato, in una conferenza stampa. di ritenere che uno dei motivi della sua rimozione dall’incarico siano stati i progressi compiuti in un’indagine che ha coinvolto alti funzionari dell’attuale Governo del presidente Alejandro Giammattei, che ha pubblicamente affermato che “Porras è sua amica”, e che il Pubblico Ministero la avrebbe protetta.

Sandoval, oltre a essere considerato una delle persone chiave nello smantellamento di oltre 60 strutture criminali, ha contribuito, insieme alla Commissione internazionale contro l’impunità (CICIG), un organismo delle Nazioni Unite, a consegnare alla giustizia l’ex presidente del Guatemala, Otto Pérez Molina, e diversi membri del suo gabinetto per atti di corruzione. “La giustizia, anche se in ritardo, prevarrà”, ha dichiarato Sandoval.

I funzionari del Governo degli Stati Uniti hanno reagito immediatamente alla destituzione del procuratore. Julie Chung, sottosegretario ad interim dell’Ufficio per gli affari dell’emisfero occidentale del Dipartimento di Stato, ha definito il licenziamento di Sandoval una “significativa battuta d’arresto nello stato di diritto” che alimenta la percezione “di uno sforzo sistematico per minare coloro che sono noti per la lotta alla corruzione”. Anche Samantha Power, direttrice dell’Agenzia degli Stati Uniti per lo sviluppo (USAID) ha classificato la decisione di rimuovere Sandoval come “scandalosa”, sul suo account Twitter ufficiale.

L’amministrazione Biden aveva annunciato, il 26 marzo, l’intenzione di creare una task force anticorruzione in America Centrale per combattere quello che considera “uno dei maggiori motori della migrazione irregolare”. Juan González, consigliere per l’America Latina presso il Consiglio di sicurezza nazionale di Biden, aveva spiegato che “il problema della corruzione è endemico per l’America centrale” e che il presidente si era pertanto impegnato a contrastarlo. Gli Stati Uniti applicherebbero strumenti di cui già dispongono per combattere la corruzione, come la sospensione dei visti e il congelamento dei beni degli individui coinvolti in violazioni dei diritti umani e riciclaggio di denaro nel traffico di droga.

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Ludovica Tagliaferri

di Redazione

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