Gli USA continuano con il supporto aereo in Afghanistan

Pubblicato il 26 luglio 2021 alle 9:14 in Afghanistan Asia

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Il 26 luglio, l’ONU ha annunciato un nuovo record di violenze in Afghanistan e, nonostante il ritiro, un comandante delle forze armate degli Stati Uniti ha sottolineato che Washington continuerà a effettuare attacchi aerei per sostenere l’esercito afghano contro i talebani.

Durante una conferenza stampa a Kabul, il 25 luglio, il comandante del CENTCOM degli Stati Uniti, il generale Kenneth McKenzie, ha affermato che l’Afghanistan dovrà affrontare giorni difficili, ma ha sottolineato che si sta ancora lavorando ad una soluzione politica. In tale contesto, ha annunciato che: “Negli ultimi giorni gli Stati Uniti hanno aumentato gli attacchi aerei a sostegno delle forze afghane e siamo pronti a continuare questo livello di supporto nelle prossime settimane se i talebani continueranno con le loro offensive”. Sul sostegno degli Stati Uniti alle forze afgane, McKenzie ha aggiunto: “Il supporto specifico che ho rassicurato il governo che continueremo a fornire include attacchi aerei in difesa delle forze ANDSF sotto attacco da parte dei talebani, supporto logistico contrattuale sia qui a Kabul che oltre-l’orizzonte nella regione, finanziamenti, condivisione di intelligence e consulenza e assistenza attraverso la consultazione sulla sicurezza a livello strategico”. 

Le dichiarazioni del comandante statunitense arrivano a seguito di un incontro, avvenuto lo stesso 25 luglio, con il presidente Ashraf Ghani. McKenzie ha poi sottolineato di aver discusso di queste questioni con il ministro della Difesa in carica, Gen. Bismillah Mohammadi. “Ero qui anche per rassicurarli sul continuo sostegno degli Stati Uniti ai loro sforzi per la sicurezza”, ha affermato il generale degli USA. “Abbiamo avuto un ottimo dialogo sul piano di difesa del governo per stabilizzare la situazione della sicurezza”, ha aggiunto. Questo scambio arriva a seguito dell’annuncio, reso noto il 21 luglio, che il ritiro delle truppe straniere dall’Afghanistan sarà completato entro la fine del mese di agosto. Intanto, lo stesso 21 luglio, il presidente dei capi di Stato Maggiore degli USA, Mark Milley, ha riferito che i talebani hanno acquisito “slancio strategico” in Afghanistan e ora controllano circa metà del territorio, mentre cercano di isolare i centri abitati. I combattenti del gruppo hanno preso il controllo di circa la metà dei 419 distretti afghani e stanno “facendo pressione alla periferia” di 17 dei 34 capoluoghi di provincia. 

A seguito di un picco di violenza registrato a maggio, le vittime civili riportate nel Paese durante la prima metà del 2021 hanno raggiunto livelli record, secondo quanto riferito dall’ONU in un rapporto pubblicato il 26 luglio. Il documento sottolinea che 1.659 civili sono stati uccisi e altri 3.254 sono stati feriti, con un aumento del 47% rispetto allo stesso periodo del 2020. Il periodo gennaio-aprile 2021 ha visto 2.791 vittime civili (876 morti e 1.915 feriti). L’ONU ha avvertito che senza una significativa riduzione dell’escalation, il 2021 sarà l’anno con il numero più alto mai registrato di vittime tra la popolazione documentate dall’inizio del monitoraggio dell’UNAMA. A destare grave preoccupazione è l’acuto aumento del numero di civili uccisi e feriti nel periodo dal 1 maggio, data in cui era stato previsto il ritiro delle truppe statunitensi nell’accordo tra talebani e USA firmato a Doha, in Qatar, il 29 febbraio 2019. Il numero di vittime civili nei mesi di maggio e giugno – 783 morti e 1.609 feriti – è il più alto per quei mesi da quando l’UNAMA ha iniziato la sua documentazione sistematica nel 2009.

In tale contesto, i progressi diplomatici appaiono sempre più lenti e scarsi. Il primo incontro di un nuovo round di negoziazioni a Doha, in Qatar, si è tenuto il 16 luglio ed è durato due giorni. In tale occasione, i delegati hanno deciso di continuare con le discussioni e accelerare gli sforzi di pace. Tuttavia, i rappresentanti delle due parti non sono riusciti a raggiungere un accordo su un cessate il fuoco. Il prossimo incontro delle delegazioni di alto livello sia della Repubblica islamica dell’Afghanistan sia dei talebani si svolgerà all’inizio di agosto, secondo quanto riferito da fonti vicine alle squadre negoziali a Doha. Queste hanno aggiunto che saranno compiuti nuovi sforzi verso il dialogo, alla luce del completamento del ritiro delle truppe straniere dal Paese, entro la fine dello stesso mese. Intanto, dai talebani arrivano lamentele sulla formazione del gruppo inviato in Qatar per negoziare. “Sarebbe utile se questa volta una squadra autorevole partecipasse alla riunione, ma se la delegazione ha meno autorità, non ci saranno risultati”, ha affermato l’ex comandante del gruppo, Sayed Akbar Agha.

In Afghanistan, l’escalation si è intensificata da quando la nuova amministrazione statunitense, guidata dal presidente Joe Biden, ha confermato il graduale ritiro delle truppe, ad aprile. Tuttavia, è da decenni che il Paese è caratterizzato da una profonda instabilità politica. I talebani, un’organizzazione di matrice fondamentalista islamista, sono stati dapprima impegnati nella lotta antisovietica in Afghanistan. Una serie di guerre intestine hanno poi visto trionfare questi ultimi, che nel 2001 controllavano la maggioranza del territorio afghano. Lo stesso anno, con l’intervento degli Stati Uniti e il successivo sostegno offerto dalla NATO il regime teocratico instaurato dai talebani è stato rovesciato. Tuttavia, il gruppo ha continuato a lottare per il controllo del territorio e per l’imposizione di un emirato islamico in Afghanistan, lanciando attacchi contro le truppe della coalizione internazionale dell’Alleanza Atlantica schierate in Afghanistan, nonché contro le forze governative di Kabul, considerate “burattini” della potenze occidentali. 

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Maria Grazia Rutigliano 

di Redazione

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