Il Giappone contesta la visita del premier russo nelle Isole Curili

Pubblicato il 26 luglio 2021 alle 12:48 in Giappone Russia

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Il primo ministro della Federazione Russa, Mikhail Mishustin, si è recato, lunedì 26 luglio, in visita ufficiale nelle Isole Curili, la cui sovranità è contesa tra Mosca e Tokyo. Di conseguenza, il viceministro degli Esteri del Giappone, Takeo Mori, ha convocato l’ambasciatore russo nel Paese, Mikhail Galuzina, presso il Ministero degli Esteri per contestare la visita del premier moscovita nei “Territori del Nord”.

Mishustin ha iniziato, il 26 luglio, il tour nelle Isole Curili. La prima tappa è Iturup, l’isola maggiore dell’arcipelago. Il viaggio proseguirà poi a Kunashir, Shikotan e Habomai. A riferirlo, il medesimo lunedì, è stata l’agenzia di stampa russa RIA Novosti, citando quanto annunciato dalla controparte giapponese Kyodo. A seguito della convocazione presso il suddetto Dipartimento, Galuzina ha definito “inaccettabili” le contestazioni di Tokyo. Anche il Cremlino, attraverso il proprio portavoce, Dmitry Peskov, ha commentato la posizione di Mori. Il premier moscovita “visita le regioni russe che ritiene opportune e sul cui sviluppo intende concentrarsi, anche in collaborazione con i nostri partner”, ha dichiarato Peskov.  Quest’ultimo ha poi ricordato che la sottoscrizione di un trattato di pace russo-giapponese potrebbe essere la soluzione migliore per porre fine alla storica disputa territoriale tra i due Paesi.

La visita di Mishustin giunge a poche settimane dalla richiesta avanzata dal ministro degli Esteri della Federazione Russa, Sergey Lavrov. Quest’ultimo, l’8 luglio, ha dichiarato che Mosca e Tokyo dovrebbero avviare consultazioni per firmare un accordo di pace che permetta di normalizzare le relazioni bilaterali. Attualmente, i due Paesi non sono impegnati in colloqui per un eventuale trattato; nonostante, nel corso del 2020, i rappresentanti di Russia e Giappone si siano incontrati in più occasioni al fine di raggiungere un compromesso.

Mosca ritiene che la firma di un accordo bilaterale non dovrebbe essere focalizzata solo sulla risoluzione della disputa territoriale. L’intesa dovrebbe essere più ampia e dovrebbe permettere di rilanciare la partnership a più livelli, quali commerciale, culturale, e diplomatico. Dall’altra parte, Tokyo sembra essere concentrata solo sul contenzioso territoriale. Un altro aspetto che contribuisce a creare attrito tra le due potenze è l’alleanza militare tra Giappone e Stati Uniti. La Russia vede tale cooperazione come un’alleanza “diretta contro il Cremlino”, come dimostrano le “armi statunitensi” dispiegate sul territorio Asiatico. Nello specifico, la preoccupazione di Mosca non è legata all’alleanza statunitense-giapponese in sé, “ma ai suoi obiettivi”. Tokyo aveva più volte assicurato a Mosca che non avrebbe mai permesso agli USA di dispiegare armi sul territorio giapponese poiché avrebbe rappresentato una “minaccia per la sicurezza delle Russia”. Nonostante ciò, ha ribadito Lavrov, questo è quanto sta accadendo al momento. Inoltre, il fatto che la Casa Bianca definisca il Giappone come il suo “alleato principale”, è un altro fattore che allarma la Federazione.

La disputa tra Russia e Giappone sulla sovranità delle Isole Curili trova le sue origini alla fine del 1855, quando le due parti ratificarono il Trattato di Shimoda. Quest’ultimo assegnava a Tokyo il controllo dei quattro territori più prossimi al Giappone e a Mosca le restanti Isole. Più tardi, nel 1875, con il Trattato di San Pietroburgo la Russia rinunciò alla sovranità su Kunashir, Iturup, Shikotan e Habomai in cambio del controllo totale della strategica isola di Sachalin. La situazione geopolitica, tuttavia, ha subito profondi mutamenti a seguito della Seconda guerra mondiale. Sulla base degli accordi di Jalta dell’11 febbraio 1945, la Russia si impegnava ad entrare in guerra contro il Giappone. La promessa venne mantenuta e culminò con l’occupazione delle Isole Curili, nello specifico della catena che si estende dall’isola giapponese di Hokkaido alla penisola russa di Kamchatka, a Nord. Tra gli obiettivi, Mosca era intenzionata ad assicurarsi il controllo sugli stretti di fronte alla base navale di Vladivostok sul Pacifico, area chiave per il controllo del Mar del Giappone e del Pacifico Nordoccidentale.

Strategicamente, il controllo delle Isole assicura alla Russia l’accesso all’Oceano Pacifico per la propria flotta di navi da guerra e sottomarini con base a Vladivostok, per la durata di tutto l’anno, poiché lo stretto tra Kunashir e Iturup non gela durante l’inverno. In aggiunta, Mosca ha aperto basi militari nell’arcipelago e ha dispiegato sistemi missilistici sulle Isole. Non da ultimo, la zona è ricca di sorgenti calde, minerali e metalli rari come il renio, il quale viene utilizzato nella produzione di aerei supersonici.

 

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Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione

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