Cina-USA: cosa deve fare Washington per migliorare i rapporti con Pechino

Pubblicato il 26 luglio 2021 alle 17:11 in Cina USA e Canada

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Il vice ministro degli Esteri della Cina, Xie Feng, ha incontrato la vice segretaria di Stato degli USA, Wendy Sherman, a Tianjin, in Cina, il 26 luglio. In tale occasione, la Cina ha proposto due elenchi agli Stati Uniti, uno nel quale ha richiesto a Washington la correzione di politiche, parole e azioni sbagliate nei confronti della Cina, l’altro contenente alcune questioni che preoccupano Pechino.

Nel primo elenco, la parte cinese ha esortato quella statunitense a revocare incondizionatamente sia le restrizioni sui visti ai membri del Partito comunista cinese (PCC) e ai loro familiari, sia le sanzioni contro leader, funzionari e dipartimenti governativi cinesi. Pechino ha altresì richiesto a Washington di interrompere le pressioni sulle propie aziende e sugli istituti Confucio e di smettere di creare problemi agli studenti provenienti dalla Cina che studiano negli USA. Infine, Xie ha chiesto il ritiro della registrazione dei media cinesi come “agenti stranieri” o “missioni straniere”, così come della richiesta di estradizione della vice presidente e direttore finanziario (CFO) di Huawei, Meng Wanzhou, che è anche la figlia del fondatore del colosso tecnologico cinese, Ren Zhengfei.

Nella seconda lista, la Cina ha invece elencato le principali questioni che per Pechino sono motivo di preoccupazione. Tra queste vi sono il rifiuto di concedere visti ad alcuni studenti cinesi che studiano negli USA e il trattamento non equo riservato ai cittadini della Cina negli Stati Uniti. Xie ha affermato che alcuni malviventi statunitensi hannp causato problemi e attaccato l’ambasciata e i consolati di Pechino negli USA e che nel Paese occidentale sono cresciuti i sentimenti anti-asiatico e anti-cinese, citando casi di attacchi violenti contro alcuni propri cittadini. Agli USA è stato quindi chiesto di risolvere tali problematiche e di rispettare e proteggere i diritti e gli interessi legittimi dei cittadini e delle istituzioni cinesi negli Stati Uniti.

Oltre alla consegna delle due liste, a conclusione dell’incontro con Sherman, Xie ha affermato che le relazioni sino-statunitensi si trovano in una fase di stallo e stanno affrontando gravi difficoltà. A detta del vice ministro degli Esteri della Cina, ciò sarebbe dovuto al fatto che alcune persone negli Stati Uniti considerano la Cina un “nemico immaginario”. Secondo alcuni esperti citati da Xinhua, gli USA starebbero paragonando la Cina al Giappone durante la Seconda Guerra Mondiale e all’Unione Sovietica durante la Guerra Fredda e, srecondo Xie, starebbero altresì cercando di far scaricare sulla Cina l’insoddisfazione per la politica interna, l’economia e la società statunitensi, così come di contenere lo sviluppo cinese. Xie ha quindi esortato gli USA cambiare il loro attuale modo di pensare sbagliato e la loro politica pericolosa verso la Cina.

Come riferito dal portavoce del Ministero degli Esteri della Cina, Zhao Lijian, durante l’incontro a Tianjin, oltre a chiedere agli USA di correggere i propri comportamenti, le parti hanno anche affrontato questioni di interesse comune quali il cambiamento climatico, la questione nucleare iraniana e la questione nucleare Nord-coreana. Le parti hanno poi discusso tematiche di scontro quali le origini del coronavirus, Taiwan, lo Xinjiang, Hong Kong e il Mar cinese Meridionale. Zhao ha poi citato le parole di Xie affermando che gli USA non dovrebbero sottovalutare la determinazione, la volontà e la capacità di 1,4 miliardi di cinesi di salvaguardare la sovranità nazionale, la sicurezza e gli interessi di sviluppo della Cina. Il portavoce ha poi descritto i colloqui tra Xie e Sherman come approfonditi e franchi, sostenendo che hanno migliorato la comprensione delle posizioni reciproche e che sono stati utili per uno sviluppo sano delle relazioni sino-statunitensi.

Come sottolineato da South China Morning Post, durante l’incontro del 26 luglio, la Cina ha elencato una serie di “linee rosse” e di azioni riparatorie che gli USA possono intraprendere per risanare le relazioni bilaterali, per la prima volta. Dopo aver incontrato Xie, Sherman potrebbe incontrare il ministro degli Esteri cinese, Wang Yi. La visita in Cina della vice segretaria di Stato degli USA si inserisce all’interno di un tour asiatico che ha portato Sherman in Giappone, Corea del Sud e Mongolia, dove ha ribadito l’impegno degli USA per un Indo-Pacifico libero e aperto e per mantenere  l’ordine internazionale basato su regole.

L’incontro sino-statunitense si colloca in un momento di accese tensioni tra le parti. Tra gli ultimi episodi, lo scorso 19 luglio, gli USA e alcuni loro alleati occidentali, compresi  la NATO, il Regno Unito e l’Unione europea (UE), hanno accusato il Ministero per la Sicurezza Statale della Cina di essere coinvolto in attacchi informatici. Prima ancora, il 16 luglio, Washington aveva poi imposto sanzioni contro sette vicedirettori dell’Ufficio di collegamento del governo centrale cinese a Hong Kong, accusati di aver danneggiato le libertà sull’isola.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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