Il fatto più importante della settimana, Stati Uniti e Germania

Pubblicato il 23 luglio 2021 alle 7:00 in Germania Russia USA e Canada

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Il 21 luglio, la Germania e gli Stati Uniti hanno annunciato di aver raggiunto un accordo sulla questione del Nord Stream 2. Tuttavia, l’Ucraina e la Polonia hanno sottolineato che le loro preoccupazioni in merito all’ingerenza russa non sono diminuite. 

L’intesa stabilisce un nuovo partenariato per il clima e l’energia tra Berlino e Washington, finalizzato alla riduzione della dipendenza energetica dalla Russia, tramite l’accelerazione delle transizioni verdi dei Paesi dell’Europa centrale e orientale. Per aiutare a sostenere la transizione verde di Kiev, la Germania si è impegnata ad istituire ed amministrare un cosiddetto “Fondo verde” dedicato al Paese, fornendo una donazione iniziale di 175 milioni di dollari e lavorando per generare almeno 1 miliardo da altre fonti, incluso il settore privato. Inoltre, l’Ucraina riceverà altri 70 milioni di dollari da Berlino per abbandonare il carbone e sostenere progetti energetici bilaterali. Infine, la Germania si è impegnata a vigilare sulla situazione nella regione e ad intervenire, proponendo sanzioni dell’UE, nel caso in cui la Russia “utilizzi l’energia come arma o lanci ulteriori atti aggressivi contro l’Ucraina”. 

Kiev, da parte sua, ha chiesto colloqui formali con Bruxelles e Berlino per discutere dei propri timori, invocando una clausola del proprio accordo con l’UE sull’associazione politica e l’integrazione economica. Inoltre, il ministro degli Esteri ucraino, Dmytro Kuleba, ha sottoscritto una dichiarazione congiunta con il suo omologo polacco, affermando che gli sforzi per placare le preoccupazioni dei due Paesi “non possono essere considerati sufficienti”. La dichiarazione ucraino-polacca afferma che la decisione del presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, di smettere di opporsi al gasdotto “ha creato una minaccia politica, militare ed energetica per l’Ucraina e l’Europa centrale, aumentando al contempo il potenziale della Russia di destabilizzare la situazione della sicurezza in Europa, perpetuando le divisioni tra NATO e Unione Europea”. 

Le trattative tra Berlino e Washington sono state avviate, il 15 luglio, in occasione di quello che potrebbe essere l’ultimo incontro di alto livello tra Biden e Merkel. Quest’ultima terminerà il suo mandato il 26 settembre, data in cui si terranno le elezioni in Germania. In tale occasione, i due leader avevano concordato di voler impedire alla Russia di mettere a rischio la sicurezza energetica dell’Europa. Merkel, da parte sua, ha ribadito che il gasdotto non dovrebbe sostituire il transito del gas attraverso l’Ucraina. Pertanto, la Germania “sarà reattiva se la Russia priverà l’Ucraina del diritto di transito”, che le spetta sulla base del principio di sovranità territoriale.

Gli Stati Uniti hanno a lungo criticato il progetto Nord Stream 2, definendolo una minaccia alla sicurezza energetica europea. Una delle principali ragioni è che, una volta completato, il gasdotto aumenterebbe la dipendenza dell’UE dal gas russo e ridurrebbe le possibilità degli USA di penetrare il mercato europeo con il proprio Gas Naturale Liquefatto (GNL). Di conseguenza, il timore è che Mosca si possa servire di tale leva energetica per esercitare pressioni politiche sulle nazioni vulnerabili dell’Europa Orientale e Centrale, con particolare riferimento all’Ucraina. Nonostante le numerose sanzioni imposte dall’ex presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, con lo scopo di impedire il completamente del gasdotto, Biden ha recentemente rinunciato a nuove misure punitive per varie motivazioni. La prima fa riferimento al fatto che il progetto è ormai pressoché completato. La seconda riguarda le relazioni bilaterali con la Germania. Gli Stati Uniti non intendono comprometterle applicando sanzioni contro società tedesche coinvolte nella costruzione. Tale mossa non era stata accolta con favore né dai membri del congresso statunitense, tantomeno dai Paesi dell’Europa Centrale, quali Ucraina e Repubbliche Baltiche.

Il Nord Stream è uno dei più grandi gasdotti esistenti al mondo. Passando attraverso il Mar Baltico, viene utilizzato per trasportare il gas dalla Russia all’Europa. Il primo progetto prese forma nel 1997, quando Gazprom e Neste, compagnia petrolifera finlandese, costituirono la North Transgas Oy. In seguito ad accordi e gare di appalto, l’8 novembre 2011, la cancelliera tedesca, Angela Merkel, inaugurò il Nord Stream 1 insieme all’ex presidente della Federazione Russa, Dmitrij Medvedev, e l’ex primo ministro francese, François Fillon. In un secondo momento, nell’ottobre 2012, la Russia valutò un ampliamento della cubatura di gas da trasportare in Europa, così si avviò il progetto Nord Stream 2. Ora in fase di completamento, la lunghezza prevista per il gasdotto è di 1.230 chilometri e il percorso che seguirà è analogo a quello del gasdotto Nord Stream 1. Il Nord Stream 2 attraverserà le zone economiche di 5 Paesi, quali Russia, Germania, Danimarca, Finlandia e Svezia e permetterà alla Russia di raddoppiare i volumi di gas trasportati, arrivando a 110 miliardi di metri cubi di gas all’anno.

Il fatto più importante della settimana è una rubrica a cura della Redazione di Sicurezza Internazionale.

Tutti i venerdì. 

di Redazione

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