Madagascar: arrestato anche un francese per il tentato omicidio del presidente Rajoelina

Pubblicato il 23 luglio 2021 alle 14:15 in Francia Madagascar

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Un cittadino francese è tra le 6 persone arrestate giovedì 22 luglio, in Madagascar, per il fallito complotto volto a uccidere il presidente, Andry Rajoelina, e altre figure politiche di spicco della nazione africana. “Uno degli arrestati è francese, mentre due di loro hanno doppia nazionalità, francese e malgascia. Gli altri tre sono malgasci”, ha dichiarato nella serata di ieri Rodellys Fanomezantsoa Randrianarison, ministro della Pubblica sicurezza. Patrick Rajoelina, consigliere del presidente, ha specificato che due degli arrestati avevano lavorato in passato nell’esercito francese. Il Ministero degli Esteri di Parigi ha affermato di essere stato informato degli arresti e ha specificato che i cittadini francesi avrebbero potuto ottenere assistenza consolare se l’avessero richiesto.

Le rivelazioni sono giunte poco dopo la notizia che le autorità avevano arrestato, martedì 20 luglio, diversi sospettati nell’ambito di un’operazione riguardante un presunto “attacco alla sicurezza dello Stato”. Il procuratore generale, Berthine Razafiarivony, ha affermato che il complotto sventato includeva “l’uccisione e la neutralizzazione” di figure politiche di alto livello, oltre al presidente, senza fornire ulteriori dettagli sul presunto piano. Randrianarison, in precedenza, aveva spiegato che la polizia stava raccogliendo informazioni rilevanti “da mesi”. Gli arresti sono stati effettuati in diverse parti del Paese e, nelle operazioni, sono stati altresì sequestrati denaro e armi. “Ci sono anche documenti ufficiali che dimostrano il loro coinvolgimento”, aveva detto, aggiungendo: “Il sospettato straniero ha nascosto i suoi schemi dannosi dietro la sua attività commerciale”.

L’ex colonia francese ha vissuto una lunga storia di colpi di stato e disordini da quando ha ottenuto l’indipendenza dalla Francia, nel 1960. Rajoelina ha prestato giuramento come presidente del Paese insulare dell’Oceano Indiano nel 2019, dopo un’elezione combattuta. L’uomo, 44 anni, è un ex disc jockey che ha conquistato il potere rovesciando, con un colpo di Stato militare, l’ex presidente Marc Ravalomanana, il 17 marzo 2009. Conosciuto per la sua retorica e il suo carisma, era stato, ai tempi, il più giovane presidente dell’Africa, all’età di 34 anni. Durante i suoi primi anni al potere, dal 2009 al 2014, la povertà e la corruzione erano aumentate e gli investitori e i donatori stranieri avevano tagliato progressivamente gli aiuti. In questo periodo, Rajoelina aveva rivestito la carica di presidente di transizione. Successivamente, in occasione delle elezioni del 20 dicembre 2013, ad entrambi gli ex presidenti venne impedito di partecipare. I risultati elettorali segnarono perciò la vittoria di Hery Rajaonarimampianina. Rajoelina ha sostenuto Rajaonarimampianina alle elezioni del 2013, dopo aver accettato di non essere in grado di aiutare a ristabilire l’ordine. Ricandidatosi alle elezioni presidenziali del 2018, ha vinto contro Ravalomanana e si è ufficialmente insediato il 19 gennaio 2019. Il rivale ha condannato il voto, ritenendolo macchiato da frode. Al momento della sua rielezione, Rajoelina ha promesso lo sviluppo delle infrastrutture e la riqualificazione del paesaggio, soprattutto delle spiagge, per attirare più turisti e promuovere la creazione di posti di lavoro.

Secondo le stime della World Bank, l’80% della popolazione del Madagascar, pari a oltre 25 milioni di persone, vive in condizioni di povertà, nonostante le riserve di nichel, cobalto, oro, uranio e altri minerali. Nove persone su 10 vivono con meno di 2 dollari al giorno, mentre la regione meridionale del Paese è in preda a una dura carestia. Il colpo di Stato del 2009 ha portato ad una condanna internazionale e ridotto drasticamente la fiducia degli investitori stranieri, che hanno limitato l’afflusso di denaro nel Paese africano. 

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Chiara Gentili

 

di Redazione

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