La Nigeria riceve 6 caccia Super Tucano dagli USA

Pubblicato il 23 luglio 2021 alle 9:26 in Nigeria USA e Canada

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La Nigeria ha ricevuto dall’aviazione statunitense i suoi primi 6 aerei A-29 Super Tucano. La consegna arriva quattro anni dopo che gli Stati Uniti hanno accettato di vendere al Paese dell’Africa occidentale l’aereo da attacco leggero, utilizzato da Abuja per combattere i ribelli. La minaccia contro la sicurezza nigeriana è multiforme. Il governo è impegnato a contrastare i rapimenti di massa nelle scuole, compiuti da banditi locali o da membri di Boko Haram, le insurrezioni islamiste nelle regioni nord-orientali, le incursioni nei villaggi e i sequestri a scopo di riscatto.

Gli aerei costituiscono la prima metà di un ordine totale di 12 velivoli e sono arrivati, giovedì 22 luglio, nella città settentrionale di Kano. Alla cerimonia di consegna erano presenti il ministro della Difesa, Bashir Magashi, il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito (COAS), Faruk Yahaya; e il Capo di Stato Maggiore Aereo (CAS), Oladayo Amao.

Gli Stati Uniti, sotto l’ex presidente Donald Trump, hanno accettato di vendere gli aerei alla Nigeria nel 2017, resuscitando un accordo congelato dall’amministrazione di Barack Obama dopo che l’aeronautica nigeriana era stata accusata di un bombardamento su un campo profughi. La compravendita, che includeva migliaia di bombe, razzi e un accordo di manutenzione, è costata 593 milioni di dollari. Gli aerei a elica, dotati di capacità di ricognizione, sorveglianza e attacco, sono stati costruiti in Florida grazie a una partnership tra la brasiliana Embraer (EMBR3.SA) e la Sierra Nevada Corp of Sparks, di proprietà privata.

L’anno scorso l’Air Force aveva dichiarato che gli aerei da combattimento della Nigeria erano già negli Stati Uniti e stavano ricevendo una formazione aggiuntiva sull’uso e le applicazioni dei caccia. Gli aerei dovrebbero aiutare il governo nelle sue operazioni contro i ribelli islamisti e i banditi locali. 

Oltre ai caccia Tucano dagli Stati Uniti, la Nigeria si aspetta di ricevere anche altri caccia dal Pakistan. L’ex capo di stato maggiore dell’aeronautica, Sadique Abubakar, aveva dichiarato, lo scorso novembre, al comitato del Senato sull’aeronautica che un’altra serie di aerei da combattimento era attesa da parte del Paese asiatico. “Ci aspettiamo 3 caccia J-17 dal Pakistan, oltre a 12 super Tucano dagli Stati Uniti. Sei sono quasi arrivati perché quelli incaricati di gestirli sono stati inviati per ricevere formazione a tale scopo”, aveva detto Abubakar. “Un totale di 200 persone sta ricevendo formazione in nove diversi Paesi del mondo sulla gestione degli aerei da combattimento. Presto si uniranno ai loro colleghi nella lotta contro l’insicurezza e, in particolare, l’insurrezione nel Nord Est”, aveva aggiunto.

L’area nordoccidentale della Nigeria è tra le più colpite dalla violenza e dall’ondata di criminalità dei gruppi di banditi locali, che sono soliti compiere rapimenti di massa di studenti e rapine a mano armata, per poi ritirarsi in nascondigli remoti. Il fenomeno del banditismo deriva da una serie di antiche divisioni interne, che hanno alimentato la violenza armata, come, per esempio, la competizione per la terra e le risorse idriche tra le etnie Fulani e Hausa, unite ad altri fattori, tra cui la diffusione di armi leggere e di piccolo calibro. Inoltre, secondo quanto emerso da una ricerca dell’Institute for Security Studies (ISS), a rendere ancora più pericolosa la minaccia sarebbe il fatto che i gruppi di banditi starebbero formando alleanze con i militanti islamisti appartenenti a Boko Haram. Quest’ultima è un’organizzazione nata nel 2002 in Nigeria come movimento religioso finalizzato a riformare la società in base ad un’interpretazione letterale della Sharia. Nel 2013, le forze di sicurezza regionali hanno inferto duri colpi al gruppo di Boko Haram, costringendolo a trasferirsi nelle zone rurali, dove ha continuato a perpetrare attacchi in tutto il Nord-Est, prendendo di mira sia i militari che i civili. 

Oltre a Boko Haram, uno dei gruppi più temuti nell’area è ISWAP, nato da una divisione interna all’organizzazione madre. Il 7 marzo 2015, Abubakar Shekau, leader di Boko Haram, ha promesso fedeltà allo Stato Islamico della Siria e del Levante, che ha accettato i nuovi adepti e ha annunciato l’espansione del califfato in Africa occidentale. Tuttavia, nell’agosto 2016, la leadership dello Stato Islamico in Siria e Iraq ha riconosciuto e nominato Abu Musab al-Barnawi come leader de facto dell’ISWAP, cosa che Shekau ha rifiutato di accettare. A causa di lotte intestine, la neonata organizzazione si è divisa tra la fazione di al-Barnawi (ISWAP) e la fazione di Shekau (Boko Haram). Si stima che lo Stato Islamico dell’Africa Occidentale contasse tra i 3.500 e i 5.000 combattenti, nel febbraio del 2020. Il 6 giugno, l’ISWAP ha annunciato che Shekau sarebbe morto a seguito dell’esplosione di un ordigno, il 18 maggio, mentre tentava di scappare da un assalto dei militanti dello Stato Islamico. 

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Chiara Gentili

di Redazione

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