Gli Stati Uniti sanzionano il ministro della Difesa e i Berretti Neri di Cuba per la repressione delle proteste

Pubblicato il 23 luglio 2021 alle 11:21 in Cuba USA e Canada

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Gli Stati Uniti hanno sanzionato, giovedì 22 luglio, il ministro della Difesa cubano, Álvaro López Miera, e la Brigata Speciale Nazionale del Ministero degli Interni, nota come Berretti Neri, per i loro sforzi nel sedare le proteste a favore della democrazia nella nazione delle Antille. Il presidente degli USA, Joe Biden, ha sostenuto che le sanzioni sono state imposte affinché il Governo cubano sia “responsabile delle sue azioni” e ha anche avvertito che potrebbero essere annunciate nuove misure contro “i responsabili dell’oppressione del popolo cubano”. “Questo è solo l’inizio. Il nostro sostegno al popolo cubano è assicurato”, ha riferito il capo di Stato americano.

Cuba Decide, un gruppo in favore della democrazia, ha denunciato, il 20 luglio, che circa 219 persone sono state arrestate o sono scomparse nell’ambito delle proteste. Il Dipartimento del Tesoro ha affermato che la Brigata Speciale Nazionale del Ministero degli Interni è stata schierata dal Governo cubano durante le manifestazioni con lo scopo di “reprimere e attaccare i manifestanti”.

L’isola caraibica ha criticato, mercoledì 21 luglio, gli Stati Uniti e il presidente del Paese, Joe Biden, per una serie di dichiarazioni di alti funzionari che cercano di giustificare un intervento militare nella nazione delle Antille.

Johana Tablada, vicedirettrice per gli affari degli Stati Uniti presso il Ministero degli affari esteri di Cuba, ha affermato che i funzionari americani non sono a conoscenza della “vera situazione” dello Stato latino-americano, che sta affrontando una crisi economica e una nuova ondata di infezioni da coronavirus. “Si parla solo di un cattivo Governo e di persone che stanno combattendo per la loro libertà, stereotipi che spaventano chiunque non abbia mai messo piede a Cuba”, ha comunicato Tablada, in un’intervista con l’agenzia di stampa The Associated Press. “I funzionari americani sono molto interessati a dipingere un quadro simile perché le recenti rivolte non sono state sufficienti a giustificare la guerra che vogliono condurre contro di noi”, ha concluso la vicedirettrice.

Le proteste a Cuba sono iniziate l’11 luglio, quando migliaia di persone sono scese in piazza in diverse città del Paese, dall’Avana a Santiago, per protestare contro il Governo a causa della mancanza di cibo e delle medicine, delle interruzioni della connessione a Internet e della gestione della pandemia di Covid-19. A ciò si aggiunge anche l’embargo commerciale imposto dall’amministrazione dell’ex presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. In seguito alle manifestazioni, il Governo del Paese latino-americano ha arrestato centinaia di manifestanti e ha temporaneamente revocato i dazi sull’importazione di cibo, medicinali e altri beni essenziali.

Biden è stato messo sotto pressione dai cubani-americani e dai politici statunitensi per respingere la repressione e fornire accesso remoto a Internet nella nazione delle Antille, che si trova a circa 145 chilometri dalla costa dello stato americano della Florida. In un comunicato, Biden ha inoltre affermato che sta lavorando con le organizzazioni della società civile e il settore privato per fornire accesso a Internet al popolo cubano e per inviare le rimesse senza che “vengano confiscate dal regime”.

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Ludovica Tagliaferri

di Redazione

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