El Salvador: ordinato l’arresto dell’ex presidente Sánchez Cerén

Pubblicato il 23 luglio 2021 alle 15:09 in America centrale e Caraibi

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

L’ufficio del procuratore generale di El Salvador ha ordinato l’arresto dell’ex presidente, Salvador Sánchez Cerén, e di nove alti funzionari del Governo dell’ex presidente Mauricio Funes, nell’ambito di un’indagine per riciclaggio di denaro e corruzione. I funzionari detenuti includono gli ex capi dei Ministeri della Salute, delle Finanze, del Lavoro, dell’Agricoltura e dell’Ambiente.

In una conferenza stampa, il procuratore generale, Rodolfo Delgado, ha aggiunto che avrà bisogno dell’aiuto internazionale per localizzare Cerén. Il presidente in carica, Nayib Bukele, ha descritto il suo predecessore come un “fuggiasco” che ha lasciato il Paese, nel dicembre del 2020. Bukele ha anche ricevuto diverse critiche per la rimozione di un procuratore generale e di cinque giudici della Corte Suprema, nonché la chiusura di un ufficio anticorruzione.

Il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti ha identificato più di 50 funzionari ed ex funzionari, inclusi ex presidenti e legislatori attivi, sospettati di corruzione o di minare la democrazia in tre Paesi dell’America centrale, ovvero Guatemala, Honduras ed El Salvador. La lista è stata consegnata al Congresso degli Stati Uniti ai sensi del US-Northern Triangle Enhanced Engagement Act, che richiede al Dipartimento di Stato di fornire una lista al Congresso almeno una volta all’anno. Ricardo Zúñiga, inviato speciale della Casa Bianca per il Triangolo Nord dell’America Centrale, ha dichiarato che l’elenco non è definitivo.

In El Salvador, sono state inserite diverse figure politiche salvadoregne nella lista, tra le quali il capo di Stato maggiore, Carolina Recinos, l’ex ministro della sicurezza, Rogelio Rivas, e il legislatore Guillermo Gallegos, leader del partito GANA, dopo la destituzione di cinque alti giudici della Corte Suprema e del Procuratore Generale che erano ritenuti ostili al presidente, il primo maggio. In risposta, Bukele ha sottolineato, il 2 maggio, che “El Salvador ha intenzione di lavorare con la comunità internazionale, ma questa dovrebbe prima uscire dagli affari del Paese”.

La pubblicazione dell’elenco avviene in un momento in cui il Governo del presidente degli USA, Joe Biden, sta dedicando maggiore attenzione alla corruzione nella regione, considerandola uno dei fattori che stanno contribuendo alla migrazione dal Centroamerica agli Stati Uniti. “La corruzione e le trasgressioni della democrazia sono viste come alcune delle cause più importanti dell’immigrazione irregolare dal Triangolo del Nord”, ha affermato Zúñiga, sottolineando come stiano minando gli sforzi per sviluppare gli Stati dell’America Centrale.

Anche Adriana Beltrán, direttrice della sicurezza dei cittadini presso l’Ufficio di Washington per l’America Latina (WOLA), che è un’organizzazione non governativa focalizzata sulle questioni dei diritti umani, ha riferito che “il fatto che il Congresso richieda la lista riflette una crescente preoccupazione per il livello di corruzione sistemica in Honduras, Guatemala ed El Salvador”.

Il Segretario del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti, Antony Blinken, ha invitato le nazioni centroamericane a combattere la corruzione nella regione, durante la sua prima visita in Costa Rica, che si è conclusa il 3 giugno. Blinken ha osservato che l’America centrale si trova in un momento in cui “la democrazia e i diritti umani vengono preclusi a causa dell’erosione dell’indipendenza giudiziaria e degli attacchi contro la stampa indipendente, nonché la cancellazione della lotta alla corruzione”.

Leggi Sicurezza Internazionale, il solo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Ludovica Tagliaferri

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.