Siria: Israele colpisce ancora, per la seconda volta in una settimana

Pubblicato il 22 luglio 2021 alle 8:19 in Israele Siria

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Le forze di difesa aerea siriana hanno riferito di aver respinto un attacco, presumibilmente condotto da Israele, contro Homs, nella Siria orientale.

L’annuncio, riportato dall’agenzia di stampa SANA, è giunto nella mattina di giovedì 22 luglio, con riferimento a un attacco perpetrato verso le ore 1:13. Stando a quanto dichiarato da fonti militari, i missili di Israele, provenienti dal Nord-Est di Beirut, miravano a colpire la zona di al-Qusayr, nella periferia di Homs. Ad ogni modo, le forze di Damasco sono riuscite ad abbattere la maggior parte dei missili “ostili” e, al momento, non sono state registrate vittime, ma soltanto danni materiali. La notizia è stata confermata anche dall’Osservatorio Siriano per i Diritti Umani (SOHR), secondo cui l’obiettivo dei raid israeliani era rappresentato dalla base aerea di Sahyrat, situata nel Sud-Est di Homs, e dalle postazioni militari del gruppo sciita Hezbollah, nei pressi dell’aeroporto militare di al-Dabaa e di al-Qusayr, nella periferia Ovest di Homs. A detta del SOHR, i raid del 22 luglio hanno causato la distruzione di depositi di armi e munizioni. Come evidenziato, era stata proprio la zona di al-Qusayr ad essere teatro, nel 2013, di violente battaglie tra i gruppi dell’opposizione siriana ed Hezbollah, conclusesi, a giugno dello stesso anno, con la vittoria delle forze filogovernative, legate al presidente Bashar al-Assad.

Quello del 22 luglio costituisce il secondo attacco, attribuito al “nemico israeliano”, respinto nel corso dell’ultima settimana. Il primo risale alla tarda serata del 19 luglio. In tal caso, i raid sono stati lanciati contro la periferia Sud-Est di Aleppo, con l’obiettivo di colpire diverse postazioni nella regione di al-Safyrah, nella Siria Nord-occidentale. Oltre a danni materiali, il SOHR ha riferito che 5 combattenti, membri di milizie filoiraniane, sono stati uccisi. Secondo quanto monitorato dal medesimo Osservatorio, nei primi 200 giorni del 2021, sono stati almeno 14 gli attacchi aerei e missilistici presumibilmente condotti da Israele contro i territori siriani. Questi hanno provocato 104 morti, di cui almeno 5 civili e 38 uomini fedeli ad Assad e alle forze alleate. In totale, sono stati distrutti 41 obiettivi, tra cui edifici, depositi, basi e veicoli militari, situati perlopiù a Damasco, Quneitra, Homs, Hama, Deir Ezzor, Al-Suwaidaa, Latakia e Aleppo.

È dal 2011 che Israele è considerato l’autore di attacchi aerei in Siria, volti a prendere di mira i suoi principali nemici nella regione mediorientale, Iran ed Hezbollah in primis. Uno degli episodi del mese scorso risale al 17 giugno, quando Israele, a detta dell’esercito siriano, ha preso di mira una postazione presumibilmente appartenente ad Hezbollah, nella regione meridionale di Quneitra. Ancora prima, nella tarda serata dell’8 giugno, almeno 11 persone hanno perso la vita a seguito di un attacco attribuito a Israele contro postazioni delle forze siriane e dei suoi alleati. In particolare, i raid hanno colpito i dintorni della capitale Damasco, le province di Homs, Hama e Latakia, oltre al villaggio di Khirbet al-Tin, alla periferia di Homs, e a un deposito di armi appartenente ad Hezbollah. 

Negli ultimi mesi, le operazioni attribuite a Israele hanno mirato a colpire soprattutto le milizie filoiraniane, stanziate nella Siria orientale, meridionale e Nord-occidentale, oltre che nei sobborghi intorno a Damasco. Tra gli attacchi più violenti del 2021 vi è quello del 13 gennaio, quando le forze aeree israeliane sono state accusate di aver perpetrato 18 raid aerei contro Deir Ezzor e al-Bukamal, nell’Est della Siria. In tale occasione, sono state provocate circa 57 vittime, tra cui almeno 10 tra le fila dell’esercito di Damasco, mentre gli altri individui deceduti appartenevano ai gruppi armati legati all’Iran, ad Hezbollah e alla Brigata Fatemiyoun, una milizia sciita afgana formata nel 2014 per combattere in Siria.

Oltre all’Iran, nel mirino israeliano vi sono altresì i gruppi palestinesi e l’organizzazione paramilitare libanese Hezbollah, considerati un pericolo per l’integrità dei propri confini territoriali. A detta di Israele, Teheran starebbe provando a intensificare la propria presenza in Siria, creando una base permanente, sebbene le operazioni israeliane abbiano contribuito a limitare l’influenza del nemico iraniano. Inoltre, fonti di intelligence regionali hanno dichiarato che i gruppi armati filoiraniani, tra cui le Quds Force, hanno rafforzato la propria presenza nei dintorni di Sayeda Zainab, nel Sud di Damasco, dove si pensa siano state create diverse basi sotterranee. Funzionari militari siriani e dell’intelligence occidentale hanno poi affermato che in cima alla lista dei target di Israele vi sono le infrastrutture che potrebbero consentire all’Iran di produrre missili a guida di precisione sul territorio siriano, erodendo il vantaggio militare regionale di Israele.

 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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