Nigeria: arrestato leader di un gruppo separatista

Pubblicato il 22 luglio 2021 alle 7:03 in Benin Nigeria

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Il leader di un movimento separatista nigeriano, Sunday Adeyemo, meglio conosciuto nel Paese come Sunday Igboho, è stato accusato dalle autorità di Abuja di tramare un’insurrezione contro il governo. Arrestato nel vicino Benin, è stato riportato in Nigeria martedì 20 luglio. Non ci sono state ancora conferme ufficiali da parte di fonti governative.

Secondo quanto riferito dai media locali, l’uomo, membro del gruppo etnico degli Yoruba, è stato fermato, alle 2 del mattino di lunedì 19 luglio, mentre si trovava all’aeroporto di Cotonou e stava per imbarcarsi su un volo per la Germania. È il secondo leader separatista nigeriano ad essere arrestato questo mese fuori dal Paese.

L’arresto di Sunday Igboho arriva circa tre settimane dopo che gli agenti di sicurezza nigeriani avevano fatto irruzione nella sua casa, il primo luglio, arrestato parenti e complici e dichiarato la sua persona ricercata per stoccaggio di armi. Dopo il raid nella sua abitazione, Igboho era fuggito alle autorità nigeriane e si era recato in Benin. L’attivista e oppositore nigeriano è salito alla ribalta a gennaio dopo aver chiesto di cacciare i pastori di etnia Fulani dalle terre degli Yoruba, nello stato sud-occidentale di Oyo. Il gruppo etnico cui appartiene Igboho è uno dei tre più grandi della Nigeria. Il conflitto tra agricoltori e pastori è un problema comune in tutto il Paese e causa spesso conflitti e scontri mortali in diverse regioni. Il Dipartimento dei Servizi di Stato nigeriani (DSS) ha affermato che, all’epoca dell’irruzione della casa di Igboho, i suoi agenti avevano ingaggiato un pesante scontro a fuoco con le guardie dell’oppositore, due delle quali erano rimaste uccise. Secondo il DSS, l’uomo e il suo gruppo stavano pianificando “di condurre una violenta insurrezione contro lo Stato nigeriano” e lo avevano invitato a costituirsi.

Parlando con Sahara Reporters, un’agenzia di notizie online con sede negli Stati Uniti, il consulente legale di Igboho, Pelumi Olajengbesi, ha confermato il suo arresto e ha dichiarato: “Stiamo facendo sforzi per assicurarci che stia bene”. Quest’ultima detenzione evidenzia la crescente repressione delle autorità nigeriane nei confronti dei movimenti separatisti. Questi ultimi hanno acquisito slancio negli ultimi anni, dal momento che, secondo gli esperti, starebbe diventando sempre più evidente l’incapacità del governo nigeriano di affrontare l’insicurezza diffusa. I più critici accusano le autorità di Abuja di essere pesanti nel reprimere i movimenti separatisti, ma lenti nell’affrontare attività criminali, come i rapimenti su larga scala compiuti da gruppi di banditi a scopo di riscatto.

A fine giugno, le autorità nigeriane hanno arrestato, in una località sconosciuta al di fuori del Paese, Nnamdi Kanu, leader degli indigeni del Biafra, un gruppo che si batte per la secessione della regione sudorientale, e lo hanno riportato ad Abuja. Ora deve affrontare processi che includono accuse per, ad esempio, reati di tradimento. La notizia dell’arresto di Kanu è iniziata a circolare il 29 giugno, riferita dal procuratore generale e ministro della Giustizia nigeriano, Abubakar Malami, che ha aggiunto che il leader separatista era stato arrestato il 27 giugno e “riportato” in Nigeria, senza specificare da dove. “È stato intercettato grazie agli sforzi collaborativi dei servizi di intelligence e sicurezza nigeriani”, ha dichiarato Malami. L’uomo è comparso in tribunale il 29 giugno e il suo caso è stato aggiornato al 26 e 27 luglio.

Kanu è il leader del popolo indigeno del Biafra (IPOB), un gruppo che l’esercito nigeriano ha etichettato come un’organizzazione terroristica. Ifeanyi Ejiofor, avvocato dell’IPOB, ha chiesto al governo di garantire la sicurezza di Kanu, mentre si trova in detenzione. “Insistiamo sul fatto che gli venga concesso un processo equo, che è un suo diritto costituzionalmente protetto”, ha scritto l’avvocato su Facebook. L’uomo ha già trascorso due anni in carcere accusato di associazione a delinquere e appartenenza a un’organizzazione illegale, ma era scomparso dopo essere stato rilasciato su cauzione nell’aprile 2017. Da allora, la posizione del leader dell’IPOB non è stata chiara, ma il governo ha fortemente criticato i suoi post sui social media, ritenendoli la causa della crescente insofferenza che avrebbe portato ad una nuova ondata di attacchi nel Sud-Est della Nigeria. A maggio, la polizia ha lanciato un’operazione in tale regione, per reprimere l’aumento della violenza, scatenando il timore di un ritorno alla guerra.

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Chiara Gentili

 

di Redazione

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