Mali: la Francia annuncia l’uccisione di 2 terroristi

Pubblicato il 22 luglio 2021 alle 20:26 in Francia Mali

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L’esercito francese ha dichiarato di aver ucciso 2 membri del gruppo terroristico dello Stato Islamico nel Grande Sahara (ISGS), nella regione di Menaka, nell’Est del Mali. Lo ha riferito, giovedì 22 luglio, il ministro francese delle Forze Armate, Florence Parly, specificando che l’operazione è avvenuta, durante la notte, in coordinamento con l’esercito degli Stati Uniti.

“Quest’ultima operazione evidenzia la nostra determinazione a continuare la lotta contro le organizzazioni terroristiche armate, lavorando a fianco dei nostri partner nel Sahel e in coordinamento con i nostri alleati europei e americani”, si legge nella nota del Ministero francese. Parigi è in procinto di rimodellare la sua presenza militare nella regione saheliana, dove per anni è stata in prima linea nella lotta contro i gruppi islamisti. Nello specifico, il 3 giugno, la Francia aveva annunciato una riduzione delle sue operazioni militari nel Sahel, in risposta al secondo colpo di Stato condotto in Mali nell’arco di un anno. A tal proposito, il presidente Emmanuel Macron aveva affermato che l’operazione francese Barkhane, che vede circa 5.100 soldati stanziati nell’area, aveva bisogno di una “profonda trasformazione” tramite un ampliamento che avrebbe dovuto prevedere una maggiore partecipazione internazionale. Tuttavia, pochi giorni fa, il 2 luglio, Parigi ha annunciato di aver ripreso le operazioni militari congiunte con l’esercito del Mali, dopo una serie di trattative e consultazioni con le autorità transitorie del Paese.

La decisione arriva mentre cresce la minaccia terroristica nell’area del Sahel, con il nuovo leader di al-Qaeda nel Maghreb Islamico (AQIM) che nel suo primo discorso, tenutosi il 20 giugno, ha promesso attacchi sempre più frequenti e letali contro le forze armate straniere. Questo dopo che, il 5 giugno, i soldati francesi erano riusciti a “neutralizzare” Baye Ag Bakabo, capo di AQIM ritenuto responsabile del rapimento e della successiva morte di due giornalisti francesi, Ghislaine Dupont e Claude Verlodeaths, uccisi il 2 novembre 2013, a Kidal. In più, il 16 giugno, la Francia ha annunciato la cattura di un alto comandante dello Stato Islamico del Grande Sahara (ISGS), Dadi Ould Chouaib, noto anche come Abou Dardar. L’uomo è stato arrestato l’11 giugno nella regione al confine tra Niger, Mali e Burkina Faso, luogo di frequenti attacchi da parte di gruppi jihadisti. 

Nell’area di confine tra questi tre Paesi, nota come “tri-border area”, le violenze sono cominciate ad aumentare a seguito di un’insurrezione jihadista, nel 2012, durante la quale un gruppo di militanti ha preso il controllo del Nord del Mali, per poi espandersi nei Paesi vicini, soprattutto Burkina Faso e Niger. Oggi, numerosi gruppi armati continuano ad essere attivi nella regione e sono affiliati ad al-Qaeda o allo Stato Islamico. La loro presenza ha esacerbato i conflitti etnici e religiosi già presenti, ha causato migliaia di vittime e ha costretto milioni di persone ad abbandonare le loro case. L’assalto più letale nella regione è avvenuto il 4 giugno, quando un gruppo di uomini armati ha ucciso circa 132 civili in un attacco durante la notte, in un villaggio nel Nord del Burkina Faso, nella provincia di Yagha, al confine con il Niger. 

Una delle organizzazioni terroristiche presenti da più tempo nella regione è proprio al-Qaeda nel Maghreb Islamico. Si tratta di un gruppo nato dai militanti che avevano preso parte alla guerra civile algerina. Il suo predecessore, un’organizzazione nota come il “Gruppo Salafita per la Predicazione e il Combattimento” (GSPC), ha promesso fedeltà ad al-Qaeda nel 2006 e ha assunto il nome attuale all’inizio del 2007. Si è trattato della prima vera presenza jihadista transnazionale nella regione e, sebbene AQIM abbia operato in tutto il Sahel, oggi il gruppo rimane radicato in Mali, specialmente nelle regioni di Kidal e Timbuktu. Nell’area è molto attivo anche lo Stato Islamico nel Grande Sahara (ISGS), che è invece un’organizzazione militante islamista affiliata allo Stato Islamico dal 2015.

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Chiara Gentili

di Redazione

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