Colombia: almeno 70 arresti in seguito alle proteste antigovernative

Pubblicato il 22 luglio 2021 alle 11:08 in America Latina Colombia

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Le autorità della Colombia hanno annunciato, mercoledì 21 luglio, che almeno 70 persone sono state arrestate in seguito alle ultime proteste antigovernative. Il direttore della polizia nazionale, il generale Jorge Luis Vargas, in un video trasmesso su Twitter, ha dichiarato che queste persone sono “responsabili di aver commesso diversi reati”, durante le manifestazioni del 20 luglio. Vargas ha indicato che, ad eccezione di uno dei detenuti, che è stato arrestato per omicidio, gli altri sono stati accusati di “ostruzione di strade pubbliche, danneggiamento di proprietà altrui, lancio di oggetti o sostanze pericolose ” e “fabbricazione, traffico e detenzione di armi da fuoco”. La polizia ha anche evidenziato che più di 90 agenti sono rimasti feriti, la maggior parte a Bogotà, a causa dei disordini registrati questo martedì.

Alle proteste del 20 luglio, indette dal Comitato nazionale per la disoccupazione (Cnp), hanno partecipato circa 40.000 colombiani. A questo proposito, il ministro della Difesa, Diego Molano, ha condannato le “violenze” compiute dai gruppi. “L’obiettivo della Polizia era di garantire la celebrazione del Giorno dell’Indipendenza della Colombia, e invece la giornata si è conclusa con ulteriori violenze”. Lo stesso giorno, si è anche svolta l’inaugurazione della legislatura al Congresso, in cui il Governo del presidente, Iván Duque, ha presentato una nuova proposta di riforma fiscale da 4 miliardi di dollari, per aiutare il Governo a pagare i programmi sociali e le spese legate alla pandemia. Duque, ha proposto la cosiddetta “Legge sugli investimenti sociali”, il 13 luglio, mirando a “proteggere i più vulnerabili”, a riattivare l’economia e a stabilizzare i conti pubblici.

Tuttavia, i manifestanti hanno affermato che il nuovo piano non è sufficiente per aumentare la qualità dell’istruzione e per la creazione di posti di lavoro in Colombia, dove l’economia si è contratta del 7% lo scorso anno e ha portato alla povertà circa 3 milioni di persone, secondo le statistiche del Governo nazionale. “La crisi economica e sociale nel nostro Stato continua perché il presidente Duque non ha risolto nessuno dei problemi che affliggono la società colombiana”, ha affermato Francisco Maltés, presidente della Central Unitaria de Trabajadores de Colombia, uno dei gruppi che hanno guidato le manifestazioni contro il Governo.

La sua organizzazione fa parte di una coalizione di movimenti e gruppi studenteschi che intende presentare al Congresso nazionale 10 suggerimenti per affrontare l’attuale crisi nella nazione. Queste proposte includono lo scioglimento della polizia antisommossa del Paese e la creazione di un programma di reddito di base che fornirebbe pagamenti mensili dell’equivalente di 260 dollari a 10 milioni di persone. Il programma di sussidi del Governo, invece, prevede pagamenti di 40 dollari al mese a circa 3 milioni di famiglie, in un Paese che conta 50 milioni di abitanti.

Le manifestazioni in Colombia, iniziate il 28 aprile, si erano generate da un iniziale progetto di riforma fiscale promosso dal presidente latino-americano. Gran parte dei lavoratori, degli studenti e dei membri della comunità indigena avevano ritenuto che l’iniziativa legale andasse a svantaggio della classe media e fosse inappropriata nel mezzo di una crisi economica scatenata dalla pandemia di coronavirus. Nonostante il presidente colombiano avesse ritirato l’iniziale riforma fiscale, le manifestazioni sono continuate nelle principali città della Colombia.

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Ludovica Tagliaferri

 

 

di Redazione

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