Ucraina: esercitazioni militari vicino al confine con la Crimea

Pubblicato il 21 luglio 2021 alle 17:43 in Russia Ucraina

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Il Ministero della Difesa dell’Ucraina ha dichiarato, mercoledì 21 luglio, che le Forze Armate di Kiev hanno tenuto esercitazioni militari nei pressi del confine con la Crimea, territorio “temporaneamente occupato” dalla Federazione Russa. A riportare la notizia è stata l’agenzia di stampa russa RBC, il medesimo mercoledì. Nel corso delle manovre militari, è stata testata la prontezza delle unità di difesa aerea ucraina, attraverso il dispiegamento dei sistemi missilistici Buk. Il comandante delle Forze Armate del Paese, il tenente generale Sergey Naev, ha dichiarato che è stato respinto con successo un attacco aereo da un potenziale nemico.

L’Ucraina, nell’ultimo periodo, ha preso parte a numerose esercitazioni militari con diversi Paesi dell’Alleanza Atlantica. Le ultime, che si sono concluse il 10 luglio, sono le Sea Breeze 2021, capeggiate da Kiev e da Washington. Sono state avviate il 28 giugno nell’area Nord-Occidentale del Mar Nero e hanno coinvolto oltre 17 Paesi NATO e altri 15 Stati partner dell’Alleanza. Le manovre hanno visto dispiegati circa 32 navi da guerra, 40 aerei e 5.000 soldati. Da parte sua, la Federazione Russa aveva più volte richiesto l’annullamento delle esercitazioni, affermando di non gradire l’ingente presenza militare dell’Alleanza Atlantica nei pressi del confine con il Paese.

Al momento, le Forze Armate di Kiev sono impegnate in due esercitazioni militari, le Cossack Mace 2021 e le Three Swords 2021. Le prime sono state avviate il 12 luglio e si concluderanno sabato 24. Tali manovre coinvolgono oltre 2.000 militari e 300 unità di equipaggiamento di Ucraina, Gran Bretagna, Canada, Stati Uniti e Svezia. A fare da sfondo alle esercitazioni è la regione di Mykolaiv, la quale si torva nel Sud dell’Ucraina e si affaccia sul Mar Nero. Per quanto riguarda Three Swords, queste hanno avuto inizio il 17 luglio e occuperanno Ucraina, Stati Uniti, Polonia e Lituania fino al 30 luglio. Le manovre si svolgono presso il Centro Internazionale di Pace e Sicurezza (IPSC) di Yavoriv, non distante dalla città ucraina di Leopoli, a 70 chilometri dal confine con la Polonia. Tali esercitazioni coinvolgono circa 1.200 militari e oltre 200 veicoli e attrezzature belliche.

Le relazioni bilaterali tra Russia e Ucraina sono gravemente peggiorate a partire dal 2014, anno in cui la Russia ha annesso “illegalmente” la Crimea e ha supportato le forze separatiste della regione del Donbass, situata nell’Ucraina Orientale. Tali fratture si sono però esacerbate a partire dall’ultima settimana di marzo. In tale occasione, la Russia ha iniziato a trasferire il proprio arsenale militare e le proprie truppe lungo il confine dell’Ucraina dell’Est. La stampa internazionale ha definito tale dispiegamento russo il “più grande” dal 2014. In risposta, Kiev ha denunciato una potenziale provocazione russa nella regione di conflitto. Per il Cremlino, tale gesto è legittimo perché finalizzato a proteggere le linee di frontiera russe. Dall’altra parte, l’intelligence ucraina, la SBU, sostiene che le truppe moscovite avrebbero l’obiettivo prendere il controllo delle autoproclamate Repubbliche Lugansk e Donetsk – nel Donbass –, servendosi del pretesto di proteggere i residenti russi nella zona. Nonostante ciò, il 22 aprile, la Russia ha sorpreso la comunità internazionale e ha annunciato il ritiro delle truppe lungo la linea di contatto con l’Ucraina dell’Est.

La Crimea è diventata una regione russa a seguito del referendum del 16 marzo 2014, che non è stato definito legittimo da Unione Europea, Stati Uniti, Ucraina e da gran parte degli attori occidentali. In tale occasione, il 96,77% degli elettori della Repubblica e il 95,6% degli abitanti di Sebastopoli, capitale della Crimea, votò per l’annessione alla Russia. Il referendum si è tenuto un mese dopo il colpo di stato che ha avuto luogo in Ucraina, il quale ha innescato un conflitto armato interno nel Sud-Est del Paese. Mosca ha ribadito più volte che gli abitanti della penisola hanno votato nel pieno rispetto del diritto internazionale e della Carta delle Nazioni Unite e hanno fatto “una scelta consapevole a favore della Russia”. L’Ucraina, dal canto suo, considera la Crimea territorio ucraino temporaneamente occupato. In seguito all’annessione illegale della Repubblica, Kiev ha portato Mosca davanti alla Corte Europea dei diritti dell’Uomo (CEDU). Nella sentenza europea, emessa il 14 gennaio, si attribuiva alla Federazione Russa la responsabilità per le violazioni dei diritti umani in Crimea. Nel conflitto, sono state riportate quasi 13.000 vittime.

 

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Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione

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