Perù: il presidente vuole integrare diversi gruppi politici nel suo Governo

Pubblicato il 21 luglio 2021 alle 14:19 in America Latina Perù

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Il presidente del Perù, Pedro Castillo, ha riferito, martedì 20 luglio, di voler integrare diversi gruppi politici nel suo primo Governo. Castillo, che entrerà in carica il 28 luglio, è stato proclamato ufficialmente presidente dopo aver sconfitto la politica di destra, Keiko Fujimori, figlia dell’ex presidente in carcere Alberto Fujimori. Castillo, dopo aver chiesto ai cittadini “tranquillità e serenità”, ha affermato che questa decisione è un’opportunità per dare spazio ai diversi settori del Paese. “La gente ha bisogno di lealtà. Il mio Governo penserà alla salute del popolo peruviano e affronterà la crisi economica che ci sta attualmente affliggendo”, ha comunicato il politico di sinistra, che dovrà affrontare la pandemia di Covid-19 e riattivare l’economia nel Paese, che è il secondo produttore mondiale di rame.

Il sindacato delle compagnie minerarie ha affermato, in un comunicato, che “è tempo di dialogare” con il nuovo Governo per rafforzare la competitività del settore. “Oggi più che mai, abbiamo bisogno di autorità che si assumano con decisione l’impegno di intraprendere le riforme necessarie per rivitalizzare la nostra economia, garantendo lo stato di diritto”, ha affermato la National Society of Mining, Oil and Energy (SNMP).

Per quanto riguarda l’evoluzione della pandemia, secondo un rapporto del Ministero della Salute, i casi di Covid-19 in Perù sono saliti a 189 milioni dall’inizio della pandemia. Il Governo ha prorogato lo stato di emergenza fino al 2 settembre 2021, al fine di limitare la diffusione del coronavirus nel Paese.

Secondo il conteggio dell’Ufficio nazionale dei processi elettorali, Castillo ha ottenuto il 50,125% dei voti, mentre Fujimori ha ottenuto il 49,875%. Castillo dovrà anche impegnarsi per il mantenimento della stabilità politica, dopo che la politica di destra ha lanciato un appello in “difesa della democrazia” nello Stato latino-americano, sostenendo di aver perso le elezioni “illegittimamente”. Tuttavia, prima che la proclamazione di Castillo fosse ufficializzata, Fujimori ha dichiarato che “prenderà atto dei risultati, perché è ciò che comanda la Costituzione che ho giurato di sostenere”. Dal canto loro, diversi osservatori internazionali, come l’Organizzazione degli Stati Americani (OAS), l’Unione Europea, il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti, il Canada e il Regno Unito hanno affermato che le elezioni in Perù sono state “trasparenti ed eque”.

Castillo ha ricevuto le congratulazioni da vari Paesi, come gli USA, il Messico, l’Argentina, la Colombia, il Venezuela e Cuba, tra gli altri Governi della regione. Il politico socialista, sconosciuto alla maggioranza della popolazione fino a poco prima delle elezioni, non ha rinunciato alla sua promessa di redigere una nuova Costituzione che dia allo Stato un ruolo maggiore nell’economia, ma ha chiarito che questa rimarrà in vigore “fino a quando il popolo vorrà”.

Il rapporto di Castillo con il nuovo Congresso sarà fondamentale per le sue riforme. Il partito del presidente, Peru Libre, avrà 37 legislatori sui 130 membri del Parlamento unicamerale, mentre il partito di Fujimori, Fuerza Popular, possiederà 24 seggi. Il nuovo presidente del Perù governerà il Paese per i prossimi 5 anni, fino al 2026, e dovrà affrontare diverse questioni, tra cui la crescita delle disuguaglianze e della povertà e l’arrivo dell’ondata migratoria, principalmente venezuelana. L’inaugurazione di Castillo avverrà il prossimo 28 luglio, giorno in cui il Perù festeggerà anche 200 anni di indipendenza.

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Ludovica Tagliaferri

di Redazione

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