Nigeria: liberati oltre 100 ostaggi rapiti da banditi armati

Pubblicato il 21 luglio 2021 alle 12:52 in Africa Nigeria

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Le autorità dello Stato nordoccidentale di Zamfara, in Nigeria, hanno dichiarato di essere riuscite a liberare oltre 100 persone, principalmente donne e bambini, rapite da un gruppo di banditi armati l’8 giugno. Nell’incidente erano morte 4 persone.

Il governo regionale ha sottolineato di aver ottenuto il rilascio senza dover pagare alcun riscatto, ma dopo lunghe trattative. Nello specifico, Mohammed Shehu, portavoce della polizia di Zamfara, ha definito la liberazione degli ostaggi “incondizionata”, assicurando che sarebbe avvenuta “senza fornire alcun guadagno finanziario o materiale” alla banda. I nigeriani rapiti erano stati presi con la forza dopo un assalto contro il villaggio di Manawa e portati in un nascondiglio nella foresta. Una fonte a conoscenza dei negoziati ha riferito all’agenzia di stampa Agence France Presse, in condizione di anonimato, che i banditi hanno accettato di rilasciare gli abitanti del villaggio dopo che la polizia e le autorità statali “avevano assicurato che non sarebbe stata intrapresa alcuna azione contro di loro per il rapimento”. Secondo Al Jazeera, altre 24 persone devono ancora essere evacuate dalla foresta a causa delle loro condizioni di salute. In molti, infatti, sono rimasti feriti. Diversi sopravvissuti sono stati sottoposti a controlli medici in ospedale prima di potersi ricongiungere alle loro famiglie. 

Il Nord-Ovest e le regioni centrali della Nigeria sono caduti preda di bande armate di ladri e rapitori di bestiame negli ultimi anni. Nelle loro incursioni, questi gruppi di criminali sono soliti fare irruzione nei villaggi, uccidendo e rapendo i residenti, oltre a razziare gli allevamenti dopo aver saccheggiato e bruciato le case. I banditi hanno altresì intensificato i raid nelle scuole e i sequestri di studenti in cambio di riscatto. Ciò soprattutto dopo il famoso rapimento, nel 2014, di circa 276 studentesse della scuola secondaria di Chibok, organizzato da militanti islamisti dell’organizzazione terroristica di Boko Haram nello Stato del Borno.

Da dicembre 2020, più di 1.000 persone sono state rapite. La maggior parte è stata successivamente liberata, ma alcuni sono rimasti uccisi. I gruppi di banditi operano dai campi nella vasta foresta di Rugu, che attraversa gli stati di Zamfara, Katsina e Kaduna in Nigeria, fino al vicino Niger. Il presidente nigeriano, Muhammadu Buhari, ha ordinato all’esercito di stanare tutti i criminali attivi in queste aree. Lunedì 19 luglio, 13 poliziotti sono stati uccisi nello Stato di Zamfara, in un’imboscata da parte di una banda armata, mentre i militari tentavano di proteggere un villaggio. L’aviazione nigeriana ha spesso attaccato i campi di banditi attraverso raid aerei. Sempre nella giornata di lunedì, durante un raid contro una banda criminale, un aereo dell’aviazione è stato abbattuto al confine tra gli Stati di Zamfara e Kaduna. Il pilota è sopravvissuto all’attacco lanciandosi dall’aereo e mettendosi in salvo. Anche la strada del dialogo è stata più volte tentata. Alcuni Stati del Nord hanno cercato di negoziare con le bande offrendo amnistie in cambio del disarmo. Tuttavia, sia il dispiegamento militare che i tentativi di pace non sono ancora riusciti a porre fine alle violenze. Ciononostante, nelle ultime due settimane, voli giornalieri e notturni sugli Stati di Zamfara, Kaduna e Katsina hanno “neutralizzato” centinaia di banditi, secondo le dichiarazioni dell’aviazione di Abuja.

Le bande di criminali locali non sono l’unica minaccia per la regione settentrionale del Paese, dove da anni opera anche il gruppo terroristico di Boko Haram e la sua fazione separatista, conosciuta con l’acronimo ISWAP. Il 7 marzo 2015, Abubakar Shekau, leader di Boko Haram, ha promesso fedeltà allo Stato Islamico della Siria e del Levante, che ha accettato i nuovi adepti e ha annunciato l’espansione del califfato in Africa occidentale. Tuttavia, nell’agosto 2016, la leadership dello Stato Islamico in Siria e Iraq ha riconosciuto e nominato Abu Musab al-Barnawi come leader de facto dell’ISWAP, cosa che Shekau ha rifiutato di accettare. A causa di lotte intestine, la neonata organizzazione si è divisa tra la fazione di al-Barnawi (ISWAP) e la fazione di Shekau (Boko Haram). Si stima che lo Stato Islamico dell’Africa Occidentale contasse tra i 3.500 e i 5.000 combattenti, nel febbraio del 2020. Il 6 giugno, l’ISWAP ha annunciato che Shekau sarebbe morto a seguito dell’esplosione di un ordigno, il 18 maggio, mentre tentava di scappare da un assalto dei militanti dello Stato Islamico. 

Secondo le Nazioni Unite, i gruppi armati hanno costretto alla fuga quasi 2,4 milioni di persone in Nigeria e nei Paesi vicini.

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di Redazione

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