Haiti: Ariel Henry diventa il nuovo Primo ministro

Pubblicato il 21 luglio 2021 alle 12:46 in America centrale e Caraibi

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Ariel Henry ha assunto la carica di Primo ministro di Haiti, questo martedì 20 luglio. L’inaugurazione di Henry è avvenuta un giorno dopo le dimissioni del suo predecessore, Claude Joseph, consentendogli di servire come Cancelliere del Paese caraibico. “Sono un democratico, una persona che può parlare con tutti i settori della nazione. Ecco perché, molto umilmente, accetto questa missione”, ha dichiarato Henry, annunciando un nuovo Governo che sarà composto da 18 ministri, tra cui 5 donne. Lui stesso si occuperà del lavoro del portafoglio Affari Sociali e Lavoro.

Il Primo ministro ha promesso di indagare sulla verità dietro l’assassinio dell’ex presidente haitiano, Jovenel Moïse, il 7 luglio, e ha affermato che “tutti coloro che sono sospettati di essere autori materiali o intellettuali devono essere identificati e assicurati alla giustizia”. “Non dovremo mai più vivere una tragedia come questa”, ha riferito Henry.

Il direttore generale della polizia di Haiti, Leon Charles, ha negato le accuse secondo cui Joseph fosse coinvolto nella morte di Moïse. Charles ha sottolineato che ciò non può rispecchiare la realtà, in quanto non ci sono prove a sostegno. “Tutti quelli che mi conoscono sanno che non sono interessato a questa battaglia o a qualsiasi tipo di presa di potere”, ha dichiarato Joseph, sottolineando di essersi dimesso “per il bene della nazione”.

Il ministro delle elezioni di Haiti, Mathias Pierre, ha chiarito che Joseph ricoprirà l’incarico di ministro degli Affari Esteri. Questa decisione segue una dichiarazione rilasciata dal Core Group, il 17 luglio.  Il Core Group è composto dagli ambasciatori della Germania, del Brasile, del Canada, della Spagna, degli Stati Uniti, Francia, dell’Unione Europea e da diversi rappresentanti delle Nazioni Unite e dell’Organizzazione degli Stati Americani (OAS). Il gruppo ha spinto per la creazione di “un Governo consensuale e inclusivo” nel Paese dell’America Centrale e ha chiesto che “tutti gli attori politici, economici e della società civile nello Stato latino-americano sostengano pienamente le autorità nei loro sforzi per ripristinare la sicurezza”. Il Governo consensuale sarà incaricato di organizzare “nel più breve tempo possibile” le elezioni presidenziali e legislative previste per il prossimo 26 settembre, che devono essere “libere, eque, trasparenti e credibili”.

Charles ha osservato che 23 persone, tra cui 18 soldati colombiani in pensione, sono state arrestate nel contesto delle indagini sull’assassinio e ha aggiunto che la polizia haitiana sta ricevendo supporto da unità di intelligence in vari Paesi, incluso l’FBI.

Il 7 luglio, un gruppo di uomini armati, tra cui 26 colombiani e 2 haitiani-americani, ha fatto irruzione nella casa del presidente sulle colline di Port-au-Prince, la capitale del Paese, e lo ha ucciso con 12 colpi di arma da fuoco, secondo le autorità haitiane. Moïse, 53 anni, era entrato in carica nel 2017, in seguito a una controversa elezione per accuse di frode.

L’assassinio del presidente è avvenuto circa due mesi prima delle elezioni presidenziali e legislative previste per il 26 settembre. Per la stessa data, Moïse aveva indetto un referendum finalizzato ad approvare una nuova Costituzione, un progetto che non aveva tuttavia ricevuto il sostegno né dell’opposizione né della comunità internazionale.

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Ludovica Tagliaferri

di Redazione

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