Gran Bretagna-Nigeria: richieste informazioni sull’arresto del separatista del Biafra

Pubblicato il 21 luglio 2021 alle 9:29 in Nigeria UK

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La Gran Bretagna ha chiesto alla Nigeria di fornire informazioni riguardanti l’arresto di Nnamdi Kanu, un leader separatista con cittadinanza britannica. 

Le autorità nigeriane si sono rifiutate di riferire dove sia stato arrestato l’uomo e l’ambasciatore del Kenya in Nigeria ha negato che il suo Paese fosse coinvolto. “Stiamo cercando chiarimenti dal governo nigeriano sulle circostanze dell’arresto e della detenzione di Nnamdi Kanu”, ha dichiarato Tariq Ahmad, un funzionario del Ministero degli Esteri britannico, il 20 luglio. Rispondendo a una domanda sul caso di Kanu da parte di un legislatore, Ahmad ha affermato che Londra ha richiesto l’accesso consolare a Kanu ed è pronta a fornire assistenza.

Il 20 luglio è stato un giorno festivo in Nigeria e non è stato possibile raggiungere immediatamente un portavoce del Dipartimento dei servizi di stato del Paese, l’agenzia di sicurezza che detiene il leader separatista. L’avvocato di Kanu, Ifeanyi Ejiofor, ha affermato che l’uomo è stato rapito dalla polizia speciale del Kenya e trattenuto per otto giorni prima di essere consegnato alle autorità nigeriane. 

La notizia dell’arresto di Kanu è iniziata a circolare il 29 giugno, riferita dal procuratore generale e ministro della Giustizia nigeriano, Abubakar Malami, che ha aggiunto che il leader separatista era stato arrestato il 27 giugno e “riportato” in Nigeria, ma non ha specificato da dove. “È stato intercettato grazie agli sforzi collaborativi dei servizi di intelligence e sicurezza nigeriani”, ha dichiarato Malami. L’uomo è comparso in tribunale il 29 giugno e il suo caso è stato aggiornato al 26 e 27 luglio.

Kanu è il leader del popolo indigeno del Biafra (IPOB), un gruppo che l’esercito nigeriano ha etichettato come un’organizzazione terroristica. Ifeanyi Ejiofor, avvocato dell’IPOB, ha chiesto al governo di garantire la sicurezza di Kanu, mentre si trova in detenzione. “Insistiamo sul fatto che gli venga concesso un processo equo, che è un suo diritto costituzionalmente protetto”, ha scritto l’avvocato su Facebook.

Kanu ha già trascorso due anni in carcere accusato di associazione a delinquere e appartenenza a un’organizzazione illegale, ma è scomparso dopo essere stato rilasciato su cauzione nell’aprile 2017. Da allora, la posizione del leader dell’IPOB non è stata chiara, ma il governo ha fortemente criticato i suoi post sui social media, ritenendoli la causa della crescente insofferenza che avrebbe portato ad una nuova ondata di attacchi nel Sud-Est della Nigeria. A maggio, la polizia ha lanciato un’operazione in tale regione, per reprimere l’aumento della violenza, scatenando il timore di un ritorno alla guerra.

Il Popolo Indigeno del Biafra (IPOB) è un’organizzazione separatista nigeriana, il cui principale obiettivo è creare uno Stato indipendente del Biafra. Il gruppo è stato fondato nel 2012 dallo stesso Nnamdi Kanu, attivista nigeriano britannico. I sostenitori di IPOB includono principalmente persone dei gruppi etnici Igbo, Anang, Igbanke, Igala e Idoma all’interno dell’ex territorio del Biafra. Negli anni, l’organizzazione ha criticato il governo federale nigeriano per la distribuzione iniqua delle risorse, l’emarginazione etnica e la repressione militare. Il 18 settembre 2017 l’Alta Corte Federale di Abuja ha definito l’IPOB un’organizzazione terroristica ai sensi del Terrorism Act della Nigeria. L’organizzazione ha cercato di ribaltare la decisione del tribunale nel 2018, senza successo. 

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Maria Grazia Rutigliano 

 

di Redazione

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