Cuba: Biden valuta l’invio delle rimesse e l’aumento del personale nella sua ambasciata

Pubblicato il 21 luglio 2021 alle 7:23 in America centrale e Caraibi Cuba

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Il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, ha ordinato, il 19 luglio, al Dipartimento di Stato di creare un gruppo di lavoro per garantire che le rimesse inviate a Cuba “non vengano confiscate dal regime”. Biden anche ordinato un aumento del personale presso l’ambasciata degli Stati Uniti all’Avana, sperando che ciò possa facilitare la partecipazione diplomatica, consolare e della società civile, dopo una delle più grandi manifestazioni antigovernative nella storia recente della nazione delle Antille. L’amministrazione Biden sta riesaminando la politica di Washington nei confronti del Paese caraibico da circa 6 mesi.

Biden sta lavorando con il Congresso e il settore privato per cercare “strategie efficaci” che rendano Internet più accessibile per i cubani. Il Governo cubano aveva pertanto deciso di interromperlo con lo scopo di evitare che video o foto delle proteste potessero essere condivisi ulteriormente. Il presidente americano cercherà anche di collaborare con le organizzazioni internazionali per aumentare l’assistenza umanitaria. Da parte sua, l’Ufficio per il controllo dei beni esteri del Dipartimento del Tesoro prenderà in considerazione di sanzionare i funzionari cubani che hanno commesso violazioni dei diritti umani contro i manifestanti cubani.

Le proteste a Cuba sono iniziate l’11 luglio, quando migliaia di persone sono scese in piazza in diverse città del Paese, dall’Avana a Santiago, per protestare contro il Governo a causa della mancanza di cibo e delle medicine, delle interruzioni della connessione a Internet e della gestione della pandemia di Covid-19.

In seguito alle manifestazioni, il Governo del Paese latino-americano ha arrestato centinaia di manifestanti e ha temporaneamente revocato i dazi sull’importazione di cibo, medicinali e altri beni essenziali. Il presidente cubano, Miguel Díaz-Canel, ha invitato alla solidarietà e a “non lasciare che l’odio prenda il sopravvento sul Paese”. Dal canto suo, Biden ha dichiarato che “Cuba è purtroppo uno Stato fallito che reprime i suoi cittadini e il comunismo è un sistema che non può funzionare, un sistema universalmente fallito”. L’arresto dei manifestanti nell’isola caraibica è stato oggetto di critiche da parte dell’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Michelle Bachelet. Bachelet ha comunicato che “tutti coloro che sono stati detenuti per aver esercitato i loro diritti devono essere prontamente rilasciati”.

Díaz-Canel ha risposto, il 17 luglio, alle dichiarazioni del suo omologo statunitense, sostenendo che “gli Stati Uniti hanno fallito nel loro tentativo di distruggere Cuba”. “Uno Stato fallito è quello che, per compiacere una minoranza reazionaria e ricattatrice, è in grado di ignorare la volontà della maggioranza dei cubani, degli americani e della comunità internazionale”, ha affermato il presidente latino-americano, aggiungendo che se Biden avesse “una sincera preoccupazione umanitaria per il popolo cubano, potrebbe eliminare le 243 misure applicate dall’ex presidente americano, Donald Trump.

Il presidente americano ha assicurato che avrebbe spedito i vaccini contro il Covid-19 al Paese centroamericano, se questo avesse aderito al meccanismo COVAX, con il quale gli Stati Uniti lavorano a stretto contatto. Il COVAX è una piattaforma di condivisione globale supportata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) per garantire un accesso equo all’immunizzazione. L’isola caraibica ha registrato 288.000 casi totali e circa 1.966 decessi dall’inizio della pandemia di Covid-19.

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Ludovica Tagliaferri

di Redazione

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