Colombia: proteste contro il nuovo piano fiscale

Pubblicato il 21 luglio 2021 alle 11:22 in America Latina Colombia

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Le proteste contro la povertà e la disuguaglianza in Colombia sono riprese, martedì 20 luglio, dopo che il presidente del Paese, Iván Duque, ha presentato un nuovo piano fiscale da 4 miliardi di dollari per aiutare il Governo a pagare i programmi sociali e le spese legate alla pandemia. Duque, ha proposto la cosiddetta “Legge sugli investimenti sociali”, il 13 luglio, mirando a “proteggere i più vulnerabili”, a riattivare l’economia e a stabilizzare i conti pubblici.

Tuttavia, i manifestanti hanno affermato che il nuovo piano non è sufficiente per aumentare la qualità dell’istruzione e per la creazione di posti di lavoro in Colombia, dove l’economia si è contratta del 7% lo scorso anno e ha portato alla povertà circa 3 milioni di persone, secondo le statistiche del Governo nazionale. “La crisi economica e sociale nel nostro Stato continua perché il presidente Duque non ha risolto nessuno dei problemi che affliggono la società colombiana”, ha affermato Francisco Maltés, presidente della Central Unitaria de Trabajadores de Colombia, uno dei gruppi che hanno guidato le manifestazioni contro il Governo.

La sua organizzazione fa parte di una coalizione di movimenti e gruppi studenteschi che intende presentare al Congresso nazionale 10 suggerimenti per affrontare l’attuale crisi nella nazione. Queste proposte includono lo scioglimento della polizia antisommossa del Paese e la creazione di un programma di reddito di base che fornirebbe pagamenti mensili dell’equivalente di 260 dollari a 10 milioni di persone.

Il programma di sussidi del Governo prevede pagamenti di 40 dollari al mese a circa 3 milioni di famiglie, in un Paese che conta 50 milioni di abitanti. Il nuovo piano fiscale mira a fornire sussidi alle aziende che assumono dipendenti di età compresa tra 18 e 28 anni e a pagare le tasse universitarie agli studenti a basso e medio reddito. Il ministro delle Finanze colombiano, José Manuel Restrepo, ha affermato su Twitter, il 13 luglio, che è diventato chiaro che “ciò di cui i colombiani hanno bisogno e chiedono in questo momento è solo un’occupazione lavorativa”. La nuova riforma propone strategie di austerità nella spesa pubblica, tasse aggiuntive per il settore finanziario di tre punti percentuali fino al 2025, nonché diversi strumenti per riattivare l’economia.

Le manifestazioni in Colombia, iniziate il 28 aprile, si erano generate da un iniziale progetto di riforma fiscale promosso dal presidente latino-americano. Gran parte dei lavoratori, degli studenti e dei membri della comunità indigena avevano ritenuto che l’iniziativa legale andasse a svantaggio della classe media e fosse inappropriata nel mezzo di una crisi economica scatenata dalla pandemia di coronavirus. Le manifestazioni, che hanno provocato centinaia di morti e di feriti nonché denunce di abusi da parte della polizia, avevano portato anche alle dimissioni dell’allora ministro delle Finanze, Alberto Carrasquilla, autore della riforma fiscale che infine dovette essere ritirata dal Congresso. Nonostante il presidente colombiano avesse ritirato l’iniziale riforma fiscale, le manifestazioni sono continuate nelle principali città della Colombia.

Durante le proteste del 20 luglio, che sono state notevolmente inferiori a quelle di aprile e maggio, i manifestanti hanno segnalato di volere giustizia per i giovani morti di recente per mano della polizia. Ramírez ha difeso l’operato delle forze di sicurezza della Colombia e ha assicurato che questo è stato un “processo di distruzione sistematica, organizzata, pianificata e finanziata per deteriorare le condizioni sociali, politiche ed economiche” del Paese. Secondo il ministro, “in 15 mila eventi di protesta che hanno avuto luogo nello Stato, la forza pubblica è intervenuta solo in circa 1.400”, che corrisponde all’11%.

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Ludovica Tagliaferri

di Redazione

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