Cina: crescono le esportazioni di terre rare

Pubblicato il 21 luglio 2021 alle 7:46 in Asia Cina

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I dati rilasciati dall’Amministrazione per le dogane della Cina hanno rivelato che, nel mese di giugno 2021, le esportazioni di terre rare e di prodotti legati a tali beni sono ammontate a 9.071 tonnellate, aumentando del 49,4% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Secondo quanto riferito da South China Morning Post, nei primi sei mesi del 2021, i livelli delle esportazioni di terre rare, ovvero di 17 elementi chimici utilizzati nella produzione di una grande vastità di prodotti tecnologici, che va dagli smart phone agli aerei da guerra, sono tornati ai livelli pre-pandemia e, rispetto al 2019, sono cresciute del 16,5%. Tale crescita sarebbe avvenuta nonostante i tentativi degli USA di incrementare la propria catena di approvvigionamento domestica del bene e quelli dei produttori di automobili occidentali di trovare fornitori diversi.

Nel primo semestre del 2021, in Cina, oltre alle esportazioni di terre rare anche quelle di batterie a litio utilizzate in veicoli elettrici sono aumentate del 66,5% rispetto allo stesso periodo del 2020 e, al contempo, sono aumentate anche quelle di auto elettriche e ibride.

 Ad oggi, la Cina ne controlla la maggior parte della produzione estrattiva mondiale, circa il 90%, così come la lavorazione. Nel prossimo piano quinquennale del governo cinese per il periodo 2021-25, Pechino intende rafforzare la gestione e il controllo di tali prodotti ed è al momento impegnata a regolare il settore in generale, come annunciato dal ministro dell’Industria e delle Tecnologie dell’Informazione della Cina, Xiao Yaqing, il primo marzo scorso.

Le terre rare sono fondamentali per molti settori hi-tech, tra cui telecomunicazioni, elettronica, aerospaziale, difesa e produzione automobilistica. Insieme a materiali quali cobalto, litio e nichel, inoltre, le terre rare sono un componente necessario per le batterie che le auto elettriche. Con la crescita di quest’ultimo settore, più produttori esteri temerebbero un’eccessiva dipendenza dalla Cina come fornitore primario. Più case automobilistiche occidentali avrebbero cercato, per anni, di sostituire le terre rare e i produttori che rappresentano quasi la metà delle vendite globali avrebbero dichiarato di cercare tutt’ora di limitare il loro utilizzo.Le case automobilistiche in Occidente affermano di essere preoccupate non solo per quanto riguarda l’approvvigionamento, ma anche per le grandi oscillazioni dei prezzi e per i danni ambientali nella catena di approvvigionamento.

Visto il dominio cinese sul settore, l’allora presidente degli USA, Donald Trump, il 30 settembre 2020, aveva firmato l’Ordine esecutivo 13817 per valutare la dipendenza del proprio Paese da altri per ottenere tali risorse ed espandere l’estrazione di terre rare negli USA. Più tardi, il 21 gennaio scorso, l’azienda Lynas Rare Earths Ltd, il più grande produttore di terre rare fuori dalla Cina, aveva stretto un accordo con il Dipartimento della Difesa statunitense per ricevere finanziamenti per potenziare le capacità di lavorazione di tali elementi negli USA. Infine, l’attuale presidente statunitense, Joe Biden, ha firmato un nuovo ordine esecutivo con il quale ha richiesto una revisione della vulnerabilità delle catene di approvvigionamento del proprio Paese per materiali di grande importanza, quali le terre rare. Più tardi, a marzo, il Dipartimento per l’Energia degli Stati Uniti ha annunciato un’iniziativa da 30 milioni di dollari per garantire una catena di approvvigionamento nazionale per le terre rare e altri minerali che hanno un ruolo primario nella produzione di batterie quali il cobalto e il litio.

In tale quadro, l’Unione europea (UE) sta attuando piani per sostenere le catene di approvvigionamento di materiali critici, con la European Battery Alliance. Quest’ultima conta 500 membri ed era stata lanciata nel 2017 per garantire una catena del valore stabile nella produzione di batterie in Europa.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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