UE-Georgia: Michel a Batumi per discutere della crisi interna

Pubblicato il 20 luglio 2021 alle 6:37 in Europa Georgia

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Il primo ministro della Georgia, Irakli Garibashvili, ha incontrato, lunedì 19 luglio, il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel. Il summit si è tenuto a Batumi, una Repubblica autonoma nel Sud-Ovest della Georgia. L’attuazione dell’accordo europeo del 19 aprile, le prossime elezioni e le riforme politiche e giudiziarie. Sono state queste le principali questioni discusse dai due rappresentanti nel corso dell’incontro.

Il presidente del Consiglio europeo è giunto in Georgia per partecipare alla Conferenza internazionale di Batumi. Si tratta di un forum dedicato alla cooperazione di Georgia, Moldavia e Ucraina con l’Unione Europea. Dopo aver incontrato il presidente georgiano, Salome Zurabishvili, e alcuni funzionari dell’opposizione parlamentare, Michel ha accolto il premier di Tbilisi. Quest’ultimo ha definito “produttivi” i colloqui bilaterali, ribadendo che la Georgia si impegna ad attuare il piano UE Danielsson, il quale è stato presentato, il 19 aprile, ai partiti di opposizione parlamentare. Tuttavia, Garibashvili ha sottolineato che il maggiore ostacolo che impedisce ai gruppi politici di raggiungere un accordo risiede nel fatto che “gran parte dei partiti non ha ancora sottoscritto il patto”.

Nel corso di una conferenza stampa, il medesimo 19 luglio, il premier di Tbilisi ha affermato che la Georgia si impegna a svolgere le elezioni amministrative, calendarizzate per il prossimo ottobre, in un clima “trasparente”. Lo scopo è quello di evitare brogli elettorali, nonché speculazioni politiche. È per questo che Garibashvili ha esortato Bruxelles a inviare a Tbilisi numerosi osservatori per supervisionare lo svolgimento delle elezioni. Poco dopo, i due rappresentanti hanno altresì discusso delle riforme elettorali e giudiziarie che Tbilisi dovrebbe attuare per rafforzare lo stato di diritto e sradicare la corruzione.

Dall’altra parte, l’Unione Europea ha pubblicato un comunicato ministeriale contenente le dichiarazioni rilasciate dal leader di Bruxelles a margine dell’incontro con il premier georgiano.  Rivolgendosi a tutti i partiti politici di opposizione, Michel ha sottolineato che “la piena attuazione dell’accordo è la migliore garanzia per far avanzare l’agenda democratica della Georgia nell’interesse dei cittadini del Paese”. Il presidente del Consiglio UE ha poi sottolineato che anche il consolidamento dello Stato di diritto, attraverso riforme politiche e giudiziarie, svolge un ruolo chiave nel processo di democratizzazione del Paese. “La riforma giudiziaria è una parte fondamentale dell’accordo del 19 aprile e una condizione per l’erogazione dell’assistenza macro-finanziaria dell’UE alla Georgia”, ha ribadito il rappresentante di Bruxelles. 

In tal contesto, è importante ricordare che la Georgia, a partire dal 31 ottobre 2020, è stata colpita da una profonda crisi politica interna causata dalle elezioni parlamentari che sono state vinte dal partito Sogno Georgiano. Numerosi cittadini e gruppi politici dell’opposizione hanno accusato il partito di brogli elettorali, rifiutandosi di partecipare all’attività politica del parlamento georgiano. La situazione è peggiorata quando, il 18 febbraio, l’ormai ex premier del Paese, Grigorij Gacharija, ha rassegnato le dimissioni a causa dell’impossibilità di raggiungere accordi parlamentari tra i vari schieramenti. Qualche giorno dopo, il 23 febbraio, la crisi politica si è aggravata ulteriormente quando la polizia georgiana ha arrestato l’oppositore, Nika Melia, leader del partito Movimento Nazionale Unito (UNM).  

Bruxelles è intervenuta nella questione attraverso un piano, il documento Danielsson, presentato al Parlamento di Tbilisi il 18 aprile. Numerose trattative, complice il rilascio di Melia del 10 maggio, hanno portato il gruppo UNM a rientrare al Parlamento per partecipare alla vita politica del Paese. Tuttavia, Melia ha dichiarato che il suo partito non intende firmare il patto europeo a causa di alcuni punti che non condivide. Nello specifico, l’oppositore ha fatto riferimento alla durata dei mandati di figure rilevanti in ambito giudiziario. Il fatto che il presidente della Commissione Elettorale Centrale (CEC) – organo che si occupa della supervisione delle elezioni per garantirne la trasparenza – non sarà sostituito, così come i giudici e i funzionari corrotti, non permetterà di apportare cambiamenti reali al sistema politico del Paese.

Oltre a ciò, tra le soluzioni che l’Europa ha proposto, fondamentale è quella delle elezioni anticipate, che saranno indette nel 2022 se il partito attualmente al governo, Sogno Georgiano, otterrà meno del 43% alle elezioni amministrative che si terranno nell’ottobre 2021. Il nuovo patto, inoltre, prevede l’amnistia di tutti gli individui coinvolti nell’irruzione al Parlamento, avvenuta il 20 giugno 2019 e organizzata dal leader di UNM, Nika Melia, incarcerato e poi liberato come da disposizioni del documento Danielsson.

 

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Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione

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