Taiwan apre un ufficio di rappresentanza a Vilnius

Pubblicato il 20 luglio 2021 alle 18:36 in Cina Repubbliche Baltiche Taiwan

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La Cina ha affermato di opporsi a qualsiasi forma di scambio ufficiale tra i Paesi con cui ha rapporti diplomatici e Taiwan dopo che Taipei ha aperto un ufficio di rappresentanza in Lituania, il 20 luglio.  Tale struttura sarà la prima di tale genere per Taiwan in Europa.

Il ministro degli Esteri taiwanese, Joseph Wu, il 20 luglio, ha annunciato che Taiwan aprirà un ufficio di rappresentanza taiwanese nella capitale lituana Vilnius. Wu ha specificato che la Lituania sarà il primo Paese europeo che ha relazioni diplomatiche con la Cina che ospiterà un ufficio formalmente intestato a Taiwan che si chiamerà “Ufficio di rappresentanza taiwanese in Lituania”.

Allo stesso tempo, il Ministero degli Affari Esteri di Vilnius ha dichiarato che aprirà un ufficio commerciale a Taipei il prossimo autunno per diversificare i propri mercati di esportazione e cercare nuovi partner tra “gli Stati democratici nella regione dell’Indo-Pacifico”. Lo scorso 3 marzo, il Ministero dell’Economia e dell’Innovazione della Lituania aveva già annunciato che avrebbe aperto un proprio ufficio di rappresentanza a Taiwan per “rafforzare e diversificare la propria diplomazia nella regione asiatica”.

Parlando delle cosiddette “promozione di alto profilo di Taiwan” e “svolta diplomatica della Lituania”, il portavoce del Ministero degli Esteri della Cina, Zhao Lijian, ha affermato che la parte cinese si oppone all’apertura di “uffici di rappresentanza” di Taiwan in Paesi che hanno rapporti diplomatici con Pechino. Per tale ragione, Zhao ha esortato la Lituania ad aderire al principio “una sola Cina” e a rispettare gli impegni presi con l’istituzione delle relazioni diplomatiche con la Cina. Rivolgendosi a Taipei, Zhao ha poi aggiunto che: “L’indipendenza di Taiwan è un vicolo cieco” e che qualsiasi tentativo di creare “due Cine” a livello internazionale, una riferita a Pechino e l’altra a Taipei, non avrà successo.

Diversamente da Pechino, l’Ufficio per l’Asia orientale del Dipartimento di Stato degli USA ha dichiarato di accogliere con favore gli sforzi di Taiwan per espandere i propri partenariati internazionali. Anche l’American Institute in Taiwan, l’ambasciata de facto di Washington a Taipei, ha sostenuto l’iniziativa di Taipei e Vilnius

Ad oggi, Taiwan ha uffici di rappresentanza in 74 Paesi a livello globale e 18 tra questi fanno parte dell’Unione europea (UE). Al momento, l’ufficio competente delle relazioni tra Vilnius e Taipei ha sede a Riga, in Lettonia, e si occupa dei rapporti tra l’isola e gli Stati baltici. Prima di Vilnius, l’ultimo ufficio di rappresentanza taiwanese in Europa era stato istituito nel 2003 a Bratislava, in Slovacchia. Rispetto alla nomenclatura, il primo ufficio di rappresentanza ad aver riportato il nome di Taiwan nell’intestazione è stato quello stabilito in Somaliland nel 2020.Ad oggi, Taiwan ha relazioni diplomatiche formali con 15 Paesi mentre mantiene relazioni con gli altri attraverso gli uffici di rappresentanza.

In base al principio “una sola Cina” Pechino considera Taiwan una sua provincia e quindi parte integrante del territorio nazionale. A Taipei, però, è presente un esecutivo autonomo e l’isola si auto-definisce la Repubblica di Cina (ROC), sostenendo di essere un’entità statale separata dalla Repubblica Popolare Cinese (RPC) di Pechino. Dal 2016, tale esecutivo è guidato dalla presidente Tsai Ing-wen, a capo del Partito progressista democratico (PPD), la quale ha sempre rifiutato di riconoscere il principio “una sola Cina” ed è stata rieletta con un’ampia maggioranza alle ultime elezioni sull’isola dell’11 gennaio 2020. Tsai si è altresì impegnata ad intensificare i rapporti dell’isola con Washington, suo maggior fornitore di armi da difesa.

In tale quadro, oltre ad aver stabilito relazioni diplomatiche con Pechino il 14 settembre 1991 riconoscendone il governo, la Lituania fa parte del summit “17+1”, ovvero un raggruppamento creato nel 2012, tra la Cina e 17 Paesi dell’Europa centro-orientale, con l’obiettivo di fornire nuove alternative per l’economia. L’ultimo incontro del summit 17+1 risale allo scorso 9 febbraio, quando il presidente cinese, Xi Jinping, aveva promesso di potenziare il commercio e gli investimenti nell’area centro-orientale dell’Europa, così come di fornire vaccini. In tale occasione, la Lituania, insieme a Estonia, Lettonia, Bulgaria, Romania e Slovenia non avevano inviato i leader dei rispettivi governi all’evento ma rappresentanti di minor livello. Prima del 9 febbraio, la Lettonia e la Cina poi avevano assistito ad un altro momento di incomprensione dopo che la prima aveva messo impedito all’azienda cinese Nuctech di rifornire tre aeroporti. Quest’ultima è di proprietà dello Stato cinese e si occupa della fabbricazione di apparecchiature per i controlli di sicurezza.

Rispetto all’apertura di un ufficio commerciale a Taiwan, la Lithuania non sarebbe il primo membro del gruppo 17+1 a farlo. In precedenza, anche la Repubblica Ceca, l’Ungheria, la Polonia e la Slovacchia avevano aperto missioni a Taiwan. 

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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