Siria: respinto un attacco missilistico di Israele

Pubblicato il 20 luglio 2021 alle 8:14 in Israele Siria

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Le Forze di difesa aerea siriane hanno riferito di aver affrontato un attacco missilistico, attribuito a Israele, perpetrato contro diverse postazioni nella periferia di Aleppo, nella Siria Nord-occidentale.

La notizia è stata riportata dall’agenzia di stampa siriana SANA, sulla base delle informazioni fornite da una fonte militare. Nello specifico, a detta della fonte, alle ore 23:37 del 19 luglio, il “nemico israeliano” ha lanciato un attacco aereo contro la periferia Sud-Est di Aleppo, con l’obiettivo di colpire diverse postazioni nella regione di al-Safyrah. Le forze siriane, è stato specificato, sono state in grado di intercettare e colpire la maggior parte dei missili “ostili”. Inoltre, le perdite registrate sono state soltanto materiali. L’Osservatorio Siriano per i Diritti Umani (SOHR) ha aggiunto che i missili sono precipitati nei pressi dello Scientific Studies Research Centre di al-Safyrah, distruggendo una base e un deposito di armi impiegato da milizie filoiraniane.

Secondo fonti militari siriane, è soprattutto Teheran ad essere nel mirino israeliano, compresi ufficiali del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica stanziati nella base aerea militare di Kuweires, nel governatorato settentrionale di Aleppo. Come riportato da SANA, la medesima zona è stata colpita anche il 5 aprile scorso, e, anche in tale occasione, l’attentato è stato respinto. Per Damasco, episodi simili sono da inserirsi nel quadro di una “guerra terroristica”, nella quale Israele presta sostegno a organizzazioni terroristiche, attive anche nelle regioni meridionali.

È dal 2011 che Israele è considerato l’autore di attacchi aerei in Siria, volti a prendere di mira i suoi principali nemici nella regione mediorientale. Uno degli episodi più recenti risale al 17 giugno, quando Israele, a detta dell’esercito siriano, ha preso di mira una postazione presumibilmente appartenente ad Hezbollah, nella regione meridionale di Quneitra. Ancora prima, nella tarda serata dell’8 giugno, almeno 11 persone hanno perso la vita a seguito di un attacco attribuito a Israele contro postazioni delle forze siriane, affiliate al presidente siriano Bashar al-Assad, e dei suoi alleati. In particolare, i raid hanno preso di mira i dintorni della capitale Damasco, le province di Homs, Hama e Latakia, oltre al villaggio di Khirbet al-Tin, alla periferia di Homs, e a un deposito di armi appartenente al gruppo sciita Hezbollah. 

Negli ultimi mesi, le operazioni attribuite a Israele hanno mirato a colpire soprattutto le milizie filoiraniane, stanziate nella Siria orientale, meridionale e Nord-occidentale, oltre che nei sobborghi intorno a Damasco. Tra gli attacchi più violenti del 2021 vi è quello del 13 gennaio, quando le forze aeree israeliane sono state accusate di aver perpetrato 18 raid aerei contro Deir Ezzor e al-Bukamal, nell’Est della Siria. In tale occasione, sono state provocate circa 57 vittime, tra cui almeno 10 tra le fila dell’esercito di Damasco, mentre gli altri individui deceduti appartenevano ai gruppi armati legati all’Iran, ad Hezbollah e alla Brigata Fatemiyoun, una milizia sciita afgana formata nel 2014 per combattere in Siria.

Oltre all’Iran, nel mirino israeliano vi sono altresì i gruppi palestinesi e l’organizzazione paramilitare libanese Hezbollah, considerati un pericolo per l’integrità dei propri confini territoriali. A detta di Israele, Teheran starebbe provando a intensificare la propria presenza in Siria, creando una base permanente, sebbene le operazioni israeliane abbiano contribuito a limitare l’influenza del nemico iraniano. Inoltre, fonti di intelligence regionali hanno dichiarato che i gruppi armati filoiraniani, tra cui le Quds Force, hanno rafforzato la propria presenza nei dintorni di Sayeda Zainab, nel Sud di Damasco, dove si pensa siano state create diverse basi sotterranee. Funzionari militari siriani e dell’intelligence occidentale hanno poi affermato che in cima alla lista dei target di Israele vi sono le infrastrutture che potrebbero consentire all’Iran di produrre missili a guida di precisione sul territorio siriano, erodendo il vantaggio militare regionale di Israele.

 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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