Il Regno Unito riconosce Guaidó come presidente legittimo del Venezuela

Pubblicato il 20 luglio 2021 alle 12:11 in UK Venezuela

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Il Governo del Regno Unito ha riconosciuto “chiaramente e inequivocabilmente” il leader dell’opposizione, Juan Guaidó, come presidente “legittimo” del Venezuela. L’avvocato, James Eadie, ha dichiarato che Guaidó “è l’unico individuo a cui è riconosciuta l’autorità di agire per conto del Venezuela come capo di Stato”, il che significherebbe che il presidente dell’Assemblea Nazionale ha accesso ai beni venezuelani depositati in Inghilterra. Londra impedirebbe così all’attuale presidente latino-americano, Nicolás Maduro, di ottenere l’accesso a quasi 2 miliardi di dollari custoditi nella Banca d’Inghilterra. La Corte Suprema ha così aperto un processo per determinare chi dovrebbe essere considerato il presidente del Venezuela.

La Gran Bretagna ha dichiarato alla Corte che il riconoscimento di Guaidó come capo di Stato è “chiaro e di lunga data, e quindi è l’unica persona autorizzata a decidere come dovrebbe essere utilizzato l’oro detenuto dalla Banca Centrale britannica. La dichiarazione del Governo inglese è arrivata dopo che un tribunale di grado inferiore ha affermato che il riconoscimento del leader dell’opposizione da parte del Regno Unito era “ambiguo”. L’Ufficio per gli Affari Esteri, il Commonwealth e lo Sviluppo ha affermato, in una nota, che “Londra ha il diritto di decidere chi riconoscere come capo legittimo di uno Stato straniero”. Da parte sua, Maduro ha chiesto l’accesso all’oro per aiutare la sua nazione a combattere la pandemia di coronavirus, ma la Banca d’Inghilterra si è rifiutata di consegnarlo.

Nel mese di gennaio 2019, Washington e molti altri Paesi, tra cui la Colombia, il Brasile e l’Uruguay, avevano riconosciuto Guaidó come presidente ad interim dell’Assemblea Nazionale del Paese, sostenendo che l’elezione dell’attuale presidente, Nicolás Maduro, nel 2018, “fosse stata disonesta”, causando l’interruzione dei rapporti diplomatici tra gli Stati Uniti ed il Venezuela. Maduro, da parte sua, era riuscito a mantenere il potere grazie al supporto dei militari e dei suoi alleati internazionali, tra cui la Russia, la Cina e Cuba, e ha affermato, nell’anno 2019, che “Guaidó esegue ciò che gli viene ordinato dagli americani con il fine di rovesciare il governo”.

Le relazioni tra Washington e Caracas si sono aggravate ulteriormente quando l’ex presidente Donald Trump ha imposto sanzioni alla compagnia petrolifera statale venezuelana (PDVSA), nel tentativo di “allontanare il dittatore dal potere”. Nonostante ciò, dopo che Joe Biden è stato eletto nuovo presidente degli USA, Maduro ha dichiarato di voler riprendere i rapporti con la Casa Bianca. Un funzionario di Washington ha riferito all’agenzia di stampa Reuters, il 26 febbraio, che l’amministrazione Biden “non ha fretta” di revocare le sanzioni imposte dall’ex presidente Donald Trump al Venezuela, ma attualmente sta valutando di allentarle se Maduro dovesse essere disponibile per eventuali negoziazioni.

L’avvocato Eadie ha sostenuto una dichiarazione rilasciata dal Ministero degli Affari Esteri, nel febbraio del 2019, nella quale Guaidó è stato definito “presidente costituzionale ad interim del Venezuela” fino a quando non si fossero tenute elezioni “libere”. Dal canto suo, Leigh Crestohl, un avvocato dalla parte di Maduro, ha osservato che la posizione del Governo britannico “sta minacciando l’attrattiva della città di Londra e della Banca d’Inghilterra come rifugio sicuro per le attività estere”. “Gli osservatori internazionali potrebbero essere sorpresi dalla possibilità che una dichiarazione unilaterale di riconoscimento politico da parte del Governo britannico possa privare un sovrano straniero dei beni depositati a Londra “, ha affermato Crestohl, evidenziando che “tale riconoscimento nella pratica ignora la realtà”.

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Ludovica Tagliaferri

di Redazione

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