Pechino respinge le accuse di aver guidato attacchi informatici avanzate dagli USA

Pubblicato il 20 luglio 2021 alle 16:08 in Cina USA e Canada

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La Cina ha respinto le accuse ricevute dagli USA e da più Paesi occidentali sul suo presunto coinvolgimento in attacchi informatici al server di posta elettronica Microsoft Exchange risalenti a marzo 2021. Pechino ha affermato che, in realtà, più entità cinesi hanno subito attacchi informatici statunitensi.

Il 20 luglio, il portavoce del Ministero Affari Esteri della Cina, Zhao Lijian, ha definito le accuse statunitensi “irragionevoli” aggiungendo che esse siano discriminazioni e pressioni motivate politicamente. La Cina ha quindi respinto in toto le accuse ricevute aggiungendo che quando si sono indagini e si determina la natura di un incidente informatico dovrebbero esserci prove complete e sufficienti e si dovrebbe essere ancor più prudenti se si accusa un governo.

Zhao ha poi definito gli USA il Paese d’origine della maggior parte degli attacchi informatici perpetrati a livello globale. In particolare, secondo l’Azienda di Sicurezza Informatica della Cina, l’organizzazione APT, che proviene dal Nord-America, dispone di complesse tecniche di attacco e di sufficienti risorse strategiche, concentrandosi su settori e unità specifici. Secondo la Cina, nel 2020, circa 52.000 programmi dannosi situati all’estero controllavano server in Cina e, tra questi, i primi tre Paesi di provenienza erano gli USA e Paesi della NATO. Oltre a questo, l’organizzazione che compie attacchi informatici APT-C-39 dell’Agenzia centrale per l’intelligence degli USA avrebbe condotto attacchi contro istituti di ricerca aerospaziale, il settore petrolifero, grandi società Internet e le agenzie governative cinesi per undici anni. Tali azioni avrebbero gravemente danneggiato la sicurezza nazionale, economica, delle infrastrutture primarie e delle informazioni personali della popolazione in Cina.

Dopo aver parlato degli attacchi subiti dalla parte cinese, Zhao ha anche affermato che le intercettazioni statunitensi non sono indirizzate solamente contro avversari quali la Cina ma anche nei confronti dei loro alleati, tra cui gli europei. La Cina ha quindi ricordato quanto avvenuto tra USA e Danimarca che sono state accusate di aver effettuato intercettazioni nei confronti di diversi parlamentari e alti funzionari dei Paesi europei, tra cui la cancelliera tedesca, Angela Merkel.

Zhao ha quindi affermato che gli attacchi informatici sono una minaccia comune per il mondo. Pechino ha ribadito che i Paesi dovrebbero preservare la sicurezza informatica attraverso il dialogo e la cooperazione sulla base del rispetto, della fiducia e del r vantaggio reciproci. Il portavoce ha quindi affermato che un piccolo numero di Paesi “non può rappresentare la comunità internazionale” e screditare gli altri e che la Cina adotterà le misure necessarie a salvaguardare con la propria sicurezza informatica e i propri interessi.

Il 19 luglio, gli USA e alcuni loro alleati occidentali, compresi  la NATO, il Regno Unito e l’Unione europea (UE), hanno accusato il Ministero per la Sicurezza Statale della Cina di essere coinvolto in attacchi informatici al server di posta elettronica Microsoft Exchange risalenti a marzo 2021 e che hanno danneggiato account in tutto il mondo. Oltre a questo, il Dipartimento di Giustizia degli USA ha poi accusato quattro cittadini della Cina continentale di aver fondato un’azienda di facciata, la Hainan Xiandun Technology Development, che avrebbe lavorato insieme al dipartimento di sicurezza di Stato della provincia meridionale insulare di Hainan per eseguire il piano che ha colpito i server di posta elettronica di Microsoft in undici Paesi.

Secondo le fonti occidentali, tra e informazioni hackerate vi sarebbero stati segreti commerciali e informazioni relativi a tecnologie utilizzate per sommergibili e veicoli autonomi, manutenzione di aerei commerciali, tecnologie e dati di sequenziamento genetico e informazioni estere.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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