Pakistan: tensioni con Kabul, arriva l’inviato USA per l’Afghanistan

Pubblicato il 20 luglio 2021 alle 7:39 in Afghanistan Pakistan

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L’inviato degli USA per l’Afghanistan, Zalmay Khalilzad, si è recato in visita in Pakistan, il 19 luglio, dopo che le autorità di Kabul hanno ritirato il proprio ambasciatore a Islamabad, Najib Alikhil,  in seguito al rapimento della figlia del diplomatico.

Il 19 luglio, Khalilzad ha incontrato il capo dell’Esercito pakistano, il generale capo Qamar Javed Bajwa. Al momento, non è stato ancora divulgato il contenuto della conversazione tra i due. Khalilzad è arrivato a Islamabad dal Qatar, dove i rappresentanti dei talebani e del governo afghano hanno tenuto due giorni di colloqui che si sono conclusi il 18 luglio scorso, con l’impegno dei partecipanti in guerra di incontrarsi di nuovo. Khalilzad aveva invitato le parti a concordare su una tregua temporanea, in occasione della festa islamica di Eid al-Adha, che inizierà il 20 luglio nella maggior parte dei Paesi musulmani. Tuttavia, i colloqui si sono conclusi con un comunicato che ha offerto poche prospettive di porre fine ai combattimenti in tempi brevi, seppur sottolineando l’impegno a dialogare.

In tale contesto, il Pakistan è considerato come un possibile fattore chiave per raggiungere la pace in Afghanistan. Associated Press ha affermato che la leadership dei talebani ha sede in Pakistan e che Islamabad avrebbe quindi utilizzato la propria influenza per incoraggiare i talebani a parlare di pace. Tuttavia, il governo di Kabul sarebbe particolarmente critico nei confronti dell’assistenza di Islamabad ai talebani, compreso il presunto trattamento ospedaliero per i combattenti talebani feriti nelle battaglie in Afghanistan. Negli ultimi combattimenti nella città di Spin Boldak, nel Sud-Est dell’Afghanistan, ad esempio, secondo fonti di Associated Press, alcuni combattenti talebani sono stati visti ricevere cure in un ospedale pakistano oltre il confine a Chaman.

Prima dell’incontro del 19 luglio, alcuni alti funzionari della sicurezza pakistana che sono rimasti anonimi avevano affermato che Khalilzad aveva fatto pressioni sul Pakistan affinché spingesse i leader talebani ad accettare un cessate il fuoco o a ridurre la violenza in Afghanistan per consentire l’avvio di un processo di pace. In particolare, la leadership militare del Pakistan avrebbe avvertito i talebani di non fare pressione su Kabul e Islamabad avrebbe affermato che non riconoscerà un governo che salirà al potere con la forza. Al contempo, il Pakistan sarebbe stato anche particolarmente critico nei confronti di Kabul, accusandola di aver consentito che i talebani pakistani noti come Tehreek-e-Taliban Pakistan (TTP) trovassero rifugio in Afghanistan per lanciare attacchi contro il territorio pakistano. In tale quadro i due gruppi talebani sono separati, ma i leader hanno stretti legami tra loro. Secondo alcuni analisti il Pakistan temerebbe che, facendo eccessive pressioni sui talebani afghani, questi potrebbero incoraggiare i talebani pakistani ad intensificare i loro attacchi contro il Pakistan.

Secondo Associated Press, le relazioni tra il Pakistan e l’Afghanistan hanno una storia lunga e complessa connotata anche da scarsa fiducia e sospetti. Tra gli ultimi episodi di frizione, il 17 luglio, la figlia dell’ambasciatore dell’Afghanistan in Pakistan, Silsila Alikhil, è stata brevemente rapita, torturata, e poi liberata da aggressori sconosciuti. Il giorno dopo, Kabul ha ritirato il proprio ambasciatore a Islamabad affermando che il diplomatico non tornerà fin quando Islamabad sarà in grado di risolvere tutte le minacce di sicurezza che comprenderebbero l’arresto e il processo dei rapitori.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione