Mali: attacco con coltello contro il presidente

Pubblicato il 20 luglio 2021 alle 17:15 in Africa Mali

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Il 20 luglio, il presidente ad interim del Mali, Assimi Goita, è stato vittima di un tentativo di accoltellamento dopo le preghiere di Eid al-Adha, nella Grande Moschea della capitale, Bamako. 

“L’aggressore è stato immediatamente bloccato dalla sicurezza. Le indagini sono in corso”, ha riferito la presidenza in un post su Twitter. Goita è stato portato via e, poche ore dopo, ha annunciato che stava “molto bene”. Un funzionario della presidenza in seguito ha dichiarato che il presidente era “sano e salvo”. L’uomo è stato portato al campo militare di Kati, situato appena fuori Bamako, “dove la sicurezza è stata rafforzata”, secondo un funzionario. Due fonti militari hanno anche riferito all’agenzia di stampa Reuters che Goita è rimasto illeso dopo l’attacco. 

L’aggressione è avvenuta mentre un imam stava dirigendo i fedeli fuori dalla moschea per il sacrificio rituale. Il ministro per gli Affari Religiosi, Mamadou Kone, ha affermato che un uomo aveva “cercato di uccidere il presidente con un coltello”, ma è stato arrestato. Inoltre, Latus Toure, il direttore della Grande Moschea, ha dichiarato che un aggressore si è lanciato verso il presidente, ma ha ferito qualcun altro. Goita, 37 anni, è stato nominato presidente ad interim del Mali, il 28 maggio. In tale occasione, ha annunciato che il primo ministro dell’esecutivo transitorio sarebbe stato un membro dell’opposizione appartenente al Movimento del 5 giungo (M5-RFP), composto da rappresentanti della società civile.

Lo scorso 24 maggio, i militari, guidati da Goita, avevano arrestato l’ex presidente ad interim, Bah Ndaw, e l’ex primo ministro, Moctar Ouane. Questi sono stati rilasciati dopo aver presentato le dimissioni dai rispettivi incarichi il successivo 27 maggio. Il giorno dopo, Goita ha dichiarato che l’Esercito è dovuto intervenire, essendo stato costretto a scegliere tra “disordini o coesione” all’interno delle forze di difesa e sicurezza, e ha annunciato che “entro pochi giorni” sarà nominato anche un primo ministro. Goita ha quindi chiesto sostegno affermando che quest’ultimo ruolo sarà assegnato ad un membro dell’opposizione appartenente allo M5-RFP. Rivolgendosi al gruppo, Goita ha affermato: “O accettiamo di unirci per salvare il nostro Paese, o lanciamo guerre clandestine e falliremo tutti”.

Ndaw e Ouane erano a capo di un governo transitorio istituito in seguito al colpo di Stato miliare che aveva portato alle dimissioni dell’ex-presidente del Mali, Ibrahim Boubacar Keita, il 19 agosto 2020, dopo mesi di proteste popolari nel Paese contro il suo governo. L’esecutivo con a capo Ndaw e Ouane era stato istituito il 5 ottobre 2020, aveva il compito di guidare il Paese a nuove elezioni che avrebbero ripristinato un governo civile entro diciotto mesi ed era contrassegnato dalla presenza di più figure legate all’Esercito in posizioni dominanti. Il nuovo presidente del Mali Goita è stato il leader del colpo di Stato e, durante la presidenza di Ndaw, ha ricoperto il ruolo di vice presidente.

Prima del colpo di Stato, in Mali erano in corso da mesi manifestazioni e proteste che chiedevano le dimissioni dell’ormai ex-presidente per casi di corruzione e per il progressivo peggioramento delle condizioni di sicurezza in molte aree del Paese. Il 5 giugno, 2020, in seguito alla diffusione dei risultati elettorali delle votazioni del precedente 19 aprile, che avevano assegnato al partito del presidente in carica, il Raggruppamento per il Mali (Rpm), la vittoria, nonostante le votazioni fossero state organizzate in condizioni dubbie e precarie, la popolazione era scesa in strada e aveva intensificato le proteste. Da tale evento era nato il Movimento del 5 giungo (M5-RFP) costituito da leader religiosi, politici e da personaggi della società civile. L’intervento dei militari ha poi portato al colpo di Stato del 18 agosto, che ha rovesciato il presidente Keita. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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