Liberia: affonda una nave mercantile, si cercano i dispersi

Pubblicato il 20 luglio 2021 alle 11:50 in Africa Liberia

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In Liberia, diversi risultano ancora dispersi dopo che una nave mercantile locale, Niko Ivanka, che trasportava circa 18 persone, tra passeggeri e membri dell’equipaggio, è affondata al largo delle coste sudorientali del Paese. Il governo ha avviato, da quando è accaduto il fatto, sabato 17 luglio, una vasta operazione di ricerca e soccorso, in collaborazione con l’Autorità marittima (LiMA), il Ministero della Difesa nazionale e le forze armate della Guardia costiera. Il commissario generale della LiMA, Len Eugene Nagbe, ha riferito ai giornalisti, durante una conferenza stampa presso la base della Guardia costiera, sull’isola di Bushord, che, finora, 11 persone sono state ritrovate e tratte in salvo. Tra queste, ci sono 10 uomini e una donna. Nove di loro, tra cui sette membri dell’equipaggio, sono liberiani, uno è di nazionalità cinese e uno siriano. Sei sono stati salvati sabato 17 luglio, mentre i restanti sono stati salvati domenica 18 luglio. Non ci sono state ancora segnalazioni di vittime accertate.

Nagbe, ricostruendo la dinamica dell’incidente, ha raccontato che il Centro di coordinamento regionale del soccorso marittimo di Monrovia aveva informato LiMA di una situazione di pericolo a bordo della M/V Niko Invanka, una nave locale gestita da HYLAEA Inc., che operava tra i porti di Monrovia, nella contea di Montserrado, e Harper, nella contea di Maryland. La nave era partita da Monrovia per recarsi ad Harper, sabato 17 luglio, ma, mentre era in viaggio, avrebbe iniziato a imbarcare acqua a circa 6 miglia nautiche dalla costa di Marshall City. Dopo aver ricevuto le informazioni, LiMA, il Ministero della Difesa e la Guardia Costiera delle forze armate della Liberia hanno immediatamente mobilitato risorse materiali e personale per iniziare l’operazione di ricerca e soccorso e assistere la nave in difficoltà. Quando le autorità sono arrivate, l’imbarcazione era già parzialmente affondata.

A detta dell’agenzia di stampa Reuters, la nave era stata sottoposta a un ordine di detenzione per non aver soddisfatto i requisiti di sicurezza di base. “La LiMA desidera affermare che la nave in questione era stata trattenuta e non era stata autorizzata a navigare. In più, questa nave non è mai stata autorizzata a trasportare passeggeri o ad operare come nave passeggeri”, ha affermato Nagbe. L’imbarcazione aveva a bordo un equipaggio di 9 persone e c’erano 9 membri del personale del Consiglio d’esame dell’Africa occidentale come passeggeri. A detta del commissario, l’indagine determinerà anche il motivo per cui la nave è salpata e chi ha concesso ai passeggeri il permesso di imbarcarsi. Da parte sua, il ministro dell’Istruzione, Ansu Sonii, ha ringraziato LiMA e i suoi partner per l’enorme impegno nel salvataggio delle 11 persone recuperate, affermando che è necessario che tutte le parti coinvolte lavorino insieme per aiutare nell’operazione di salvataggio.

Il vice ministro dell’Informazione della Liberia, Jarlaywah Tonpoe, ha ipotizzato che a bordo dell’imbarcazione ci fossero più persone, incluso un capitano di nazionalità svedese. Secondo i soccorsi, ci sarebbero state in realtà 28 persone e 17 sarebbero i dispersi. Non è chiaro come o perché la nave sia stata in grado di lasciare il porto e non è stato appurato se stesse trasportando merci in quel momento. Il proprietario dell’imbarcazione, un cittadino cinese, è stato arrestato domenica pomeriggio. Anni fa, nel 2010, una situazione simile si è verificata quando una nave è naufragata mentre si stava dirigendo verso il Maryland e 8 persone sono morte, mentre altre sono rimaste scomparse.

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Chiara Gentili

di Redazione

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