Israele: lanciati missili dal Libano

Pubblicato il 20 luglio 2021 alle 11:46 in Israele Libano

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Le Forze di difesa israeliana (IDF) hanno riferito che due missili, provenienti dal Libano, sono stati lanciati verso Israele, nelle prime ore di martedì 20 luglio. Di questi, uno è stato intercettato, mentre l’altro è precipitato in uno spazio aperto, vicino alla costa. Finora, non sono state registrate vittime né danni materiali.

Stando a quanto specificato da Israele, il lancio dei missili ha attivato le sirene nella regione della Galilea occidentale, mentre l’esercito ha risposto all’attacco lanciando colpi di artiglieria contro le località da cui si pensa siano stati lanciati i razzi, nella regione libanese di Wadi Mahoul. È stato il sistema di difesa missilistico israeliano, noto con il nome di Cupola di Ferro, ad aver intercettato uno dei missili. Al momento, non sono stati dati ordini specifici alla popolazione della zona colpita, mentre il ministro della Difesa, Benny Gantz, il 20 luglio, ha dichiarato che il Libano è il responsabile dell’attacco, in quanto è tale Paese che consente ai “terroristi” di operare all’interno dei propri territori.

Alla luce di ciò, “Israele agirà contro qualsiasi minaccia alla propria sovranità e ai propri cittadini”, ha affermato il ministro israeliano, che ha specificato che le proprie forze risponderanno in base agli interessi del Paese, “al momento e nel luogo opportuno”. In tale quadro, Gantz ha aggiunto che Israele farà in modo che la crisi “sociale, politica ed economica” libanese non diventi una minaccia per la sicurezza di Israele, mentre la comunità internazionale è stata esortata a sostenere il Libano, aiutando Beirut a riacquisire stabilità durante quella che, per la Banca Mondiale, potrebbe trattarsi di una delle peggiori tre crisi registrate a livello internazionale negli ultimi 150 anni. Le forze di difesa israeliane credono che i missili siano stati lanciati da un gruppo palestinese stanziato nel Sud del Libano e non dal partito sciita Hezbollah, definito da Israele un “terrorista”. Ad ogni modo, anche tale gruppo gode di grande influenza nella regione meridionale libanese, il che rende improbabile che l’attacco del 20 luglio sia stato condotto senza il suo consenso.

In tale quadro, la Forza di Interposizione in Libano delle Nazioni Unite (UNIFIL) ha affermato di essere in contatto con l’esercito sia libanese sia israeliano e di averli esortati ad esercitare moderazione, al fine di evitare un’ulteriore escalation. La medesima forza onusiana ha poi riferito di aver avviato indagini sull’accaduto.

Risale al 14 luglio l’annuncio dell’esercito israeliano con cui ha rivelato la presenza di un deposito di armi appartenente ad Hezbollah, situato nella regione libanese centrale di Nabatiye, nelle vicinanze di una scuola. Il magazzino conterrebbe “una grande quantità di esplosivi”, da un potere distruttivo pari a circa la metà rispetto a quelli che hanno provocato la vasta esplosione presso il porto di Beirut, il 4 agosto 2020. Non da ultimo, il portavoce dell’esercito israeliano, Avichay Adraee, il 10 luglio, ha riferito che le proprie forze sono state in grado di frenare uno dei maggiori tentativi di contrabbando di armi al confine con il Libano, sequestrando circa 43 armi nel villaggio di Ghajar, nella regione del Golan.

Hezbollah, un’organizzazione paramilitare sciita appoggiata dall’Iran, continua a rappresentare uno dei principali rivali libanesi di Israele. Nel 2006, i due si sono scontrati in una battaglia lunga 34 giorni, nella quale circa 1200 persone sono morte in Libano, per lo più civili, e altre 158 hanno perso la vita a Israele, in gran parte soldati. Ciò ha portato al rafforzamento della Missione dell’Onu UNIFIL, istituita nel 1978 e rafforzata nel 2006, la quale ha il compito di far rispettare il cessate il fuoco tra Beirut e Tel Aviv e di monitorare il ritiro israeliano da una zona smilitarizzata di confine. La missione conta attualmente circa 10.500 unità, tra cui anche un contingente italiano.

Tra gli episodi del 2021, il primo febbraio, Hezbollah ha affermato che le proprie forze hanno intercettato e distrutto un drone israeliano, mentre questo sorvolava lo spazio aereo libanese. Da parte loro, le Forze di Difesa israeliana hanno ammesso che un proprio drone era precipitato nel Sud del Libano, senza rivelare ulteriori dettagli sulle dinamiche e le cause dell’incidente. Il Libano ha più volte denunciato violazioni del proprio spazio aereo da parte di velivoli, presumibilmente israeliani, i quali volano anche a bassa quota, soprattutto nelle aree costiere, meridionali e nella Valle di Bekaa. Le forze israeliane, dal canto loro, affermano che le loro incursioni sono necessarie, in quanto finalizzate a monitorare le attività “illegali” di Hezbollah, che, invece, dovrebbero essere controllate dal governo di Beirut.

Lo scorso anno, il 2020, le tensioni tra Israele e Hezbollah lungo il confine libanese si erano intensificate dopo che, il 20 luglio, le forze di difesa aerea siriana avevano intercettato una serie di missili provenienti dalle Alture del Golan, imputati a Israele e diretti verso il Sud della capitale, Damasco, contro obiettivi iraniani e del regime siriano. I missili avevano colpito postazioni di Hezbollah e di altri gruppi iraniani, causando la morte di 5 combattenti, di cui uno appartenente alla milizia sciita libanese. Sebbene Israele non avesse rivendicato l’attacco, Hezbollah aveva accusato il Paese di aver ucciso uno dei propri membri, Ali Kamel Mohsen, e aveva deciso di vendicare la morte del suo combattente. Di conseguenza, il 23 luglio successivo, Israele aveva stabilito di inviare rinforzi al confine settentrionale con il Libano, aumentandone la militarizzazione.

  

Leggi Sicurezza Internazionale, il quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.