Haiti: cerimonie per Moise in attesa del nuovo Primo ministro

Pubblicato il 20 luglio 2021 alle 14:39 in America centrale e Caraibi

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Gli haitiani stanno iniziando, martedì 20 luglio, una serie di cerimonie ufficiali per onorare l’ex presidente del Paese, Jovenel Moïse, quasi 2 settimane dopo essere stato assassinato in casa.

Le cerimonie si svolgono mentre il Primo ministro designato, Ariel Henry, si sta preparando a sostituire Claude Joseph, che ha assunto la guida di Haiti con il sostegno della polizia e dell’esercito. Henry dovrebbe prestare giuramento nel pomeriggio del 20 luglio, dopo aver promesso di formare un Governo provvisorio di consenso per guidare il Paese latino-americano fino alle elezioni. “Avremo bisogno di questa unità per superare le numerose sfide che ci affliggono”, ha comunicato Henry, sottolineando che molte persone “stanno osservando con stupore gli ultimi avvenimenti, interrogandosi sulla gestione della nazione”.

Il Primo ministro ad interim ha anche affermato di aver incontrato vari attori non identificati, nonché la società civile e il settore privato. “Ho intenzione di continuare ad approfondire le questioni più rilevanti, perché è l’unico modo per riunire la famiglia haitiana”, ha dichiarato Henry.

Joseph, che ha anche servito come ministro degli Esteri sotto l’ex presidente del Paese, si è dimesso dal suo incarico di Primo ministro, lunedì 19 luglio. “Tutti quelli che mi conoscono sanno che non sono interessato a questa battaglia o a qualsiasi tipo di presa di potere”, ha dichiarato Joseph, sottolineando di essersi dimesso “per il bene della nazione”.

Il ministro delle elezioni di Haiti, Mathias Pierre, ha chiarito che “i negoziati sono ancora in corso” e che Joseph tornerà a essere il ministro degli Affari Esteri. Questa decisione segue una dichiarazione rilasciata dal Core Group, il 17 luglio.  Il Core Group è composto dagli ambasciatori della Germania, del Brasile, del Canada, della Spagna, degli Stati Uniti, Francia, dell’Unione Europea e da diversi rappresentanti delle Nazioni Unite e dell’Organizzazione degli Stati Americani (OAS). Il gruppo ha spinto per la creazione di “un Governo consensuale e inclusivo” nel Paese dell’America Centrale e ha chiesto che “tutti gli attori politici, economici e della società civile nello Stato latino-americano sostengano pienamente le autorità nei loro sforzi per ripristinare la sicurezza”. Il Governo consensuale sarà incaricato di organizzare “nel più breve tempo possibile” le elezioni presidenziali e legislative previste per il prossimo 26 settembre, che devono essere “libere, eque, trasparenti e credibili”.

L’Organizzazione delle Nazioni Uniti (ONU) ha affermato, lunedì 19 luglio, che Joseph e Henry hanno compiuto progressi significativi nella scorsa settimana per porre fine alla crisi nel Paese e che stanno dialogando per trovare un “consenso minimo” per lo svolgimento di elezioni legislative e presidenziali eque.

Ad oggi, le autorità nazionali hanno arrestato più di 20 sospetti, dei quali la maggior parte sono ex soldati colombiani, per presunti collegamenti con l’omicidio di Moise. L’assassinio del presidente è avvenuto circa due mesi prima delle elezioni presidenziali e legislative previste per il 26 settembre. Per la stessa data, Moise aveva indetto un referendum finalizzato ad approvare una nuova Costituzione, un progetto che non aveva tuttavia ricevuto il sostegno né dell’opposizione né della comunità internazionale.

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Ludovica Tagliaferri

di Redazione

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