Francia: aperta un’inchiesta sulle attivitità di spionaggio di Pegasus

Pubblicato il 20 luglio 2021 alle 17:42 in Francia Marocco

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La procura di Parigi ha aperto un’inchiesta nel quadro del caso Pegasus, lo spyware israeliano accusato di spionaggio a danno di giornalisti francesi per conto del Marocco. Lo scandalo è emerso, domenica 18 luglio, grazie ad un’indagine condotta per mesi dall’organizzazione giornalistica no profit francese Forbidden Stories, con la collaborazione di Amnesty International. Le accuse sono state mosse in relazione ai telefoni di alcuni reporter che sarebbero stati infiltrati con lo spyware Pegasus dell’azienda israeliana Nso Group. Accuse che Rabat ha respinto con forza.

Tra le infrazioni figurano “oltraggio alla vita privata”, “intercettazione di corrispondenza”, “accesso fraudolento ad un sistema informatico” ed “associazione criminale”. Nel corsozio di media internazionali che ha fatto divampare il caso sono comprese testate come Le Monde, Washington Post, The Guardian ed un’altra decina di quotidiani. Il fascicolo è stato aperto dopo le denunce presentate dal sito Mediapart, la piattaforma di investigazione di cui due giornalisti, Edwy Plenel e Lénaig Bredoux, sarebbero stati spiati dai servizi segreti del Marocco. L’inchiesta riguarda, tra l’altro, infrazioni legate all’oltraggio di un sistema informatico, tra cui la potenziale introduzione, estrazione e trasmissione fraudolenta dei dati. L’inchiesta è stata affidata all’Ufficio centrale di lotta alla criminalità legata alle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (OCLCTIC).

Secondo quanto è emerso dall’inchiesta giornalistica, diversi governi di Paesi definiti “autoritari” avrebbero usato il software israeliano di spionaggio Pegasus per controllare attivisti, oppositori, giornalisti e politici in almeno dieci Stati. Nel caso del Marocco, Rabat avrebbe usato lo spyware per spiare giornalisti ed editori marocchini, ma anche giornalisti francesi. In Ungheria, hanno rivelato i media nazionali, un totale di circa 300 persone, tra giornalisti investigativi, editori, sindaci di opposizione e noti avvocati, sarebbe stato nel mirino di questo presunto spionaggio statale. Il ministro degli Esteri ungherese, Peter Szijjarto, ha tuttavia smentito le rivelazioni dei media sull’utilizzo di Pegasus da parte di Budapest.

Anche il governo del Marocco ha definito “false” le accuse avanzate da Parigi, che “non rappresentano la realtà”, così “come le precedenti accuse mosse da Amnesty International al riguardo”. Una posizione opposta a quella di Parigi, che ha descritto come “estremamente scioccanti” e “gravi” le rivelazioni sul software Pegasus. Il dossier potrebbe incrinare i rapporti tra i due Paesi. Non è chiaro se ieri, lunedì 19 luglio, il ministro degli Affari Esteri del Marocco, Nasser Bourita, abbia incontrato a Parigi l’omologo francese, Jean-Yves Le Drian. Allo stato attuale, non risulta ancora alcun incontro tra i due. In ogni caso, è probabile che la questione del presunto spionaggio marocchino ai danni di giornalisti francesi venga presto affrontata. Parigi è membro permanente del Consiglio di sicurezza dell’Onu ed è attualmente presidente di turno dell’organismo del Palazzo di Vetro. Le autorità marocchine intendono sfruttare questa finestra di opportunità per proporre la nomina di un nuovo inviato Onu per il Sahara, carica vacante dal 31 maggio 2019 dopo le dimissioni del tedesco Horst Kholer.

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Chiara Gentili

di Redazione

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