Egitto, centrale nucleare di El-Dabaa: sospesi gli incontri con la russa Rosatom

Pubblicato il 20 luglio 2021 alle 17:14 in Egitto Russia

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Il 19 luglio, l’Egitto ha annunciato la temporanea sospensione degli incontri con la società energetica russa Rosatom, incentrati sulla costruzione congiunta della centrale nucleare di El-Dabaa, la prima in Egitto. La causa della sospensione sarebbe legata al sostegno che la Russia ha espresso nei confronti dell’Etiopia rispetto alla controversa diga Grand Ethiopian Renaissance Dam (GERD), alla quale Sudan e Egitto si oppongono.

A riferirlo, lunedì 19 luglio, è stato il quotidiano in lingua inglese The New Arab, citando fonti autorevoli egiziane. Secondo quanto reso noto, agli incontri tecnici avrebbero dovuto partecipare la società statale russa, incaricata di costruire la centrale nucleare di El-Dabaa, e il Ministero dell’Elettricità dell’Egitto. In tal contesto, è opportuno sottolineare che la costruzione di El-Dabaa era stata affidata alla russa Rosatom sulla base dell’accordo preliminare raggiunto, nel febbraio 2015, da Mosca e Il Cairo. Tuttavia, la decisione di sospendere temporaneamente i negoziati, stando a quanto riferito dalla medesima fonte, è strettamente legata alla questione della controversa diga che l’Etiopia sta realizzando sul fiume Nilo Azzurro: la Grand Ethiopian Renaissance Dam (GERD). Ad aver alimentato i sospetti del Cairo è altresì stata la notizia dell’accordo militare che Mosca avrebbe raggiunto con l’Etiopia.

La fonte ha precisato che il “chiaro sostegno” che Mosca ha mostrato nei confronti di Addis Abeba ha avuto un impatto negativo sulle riunioni tecniche, calendarizzate per discutere del progetto russo-egiziano. Questo perché l’Egitto, così come il vicino Sudan, si oppongono da tempo all’enorme impianto idrico, la cui costruzione ha significativamente aggravato le relazioni bilaterali tra il Cairo e Khartoum da una parte, e Addis Abeba dall’altra. L’informatore egiziano ha poi riferito che la delegazione egiziana di alto livello – composta da funzionari del Dipartimento dell’Energia e da autorità nucleari del Paese – si sarebbe dovuta recare a Mosca. A causa degli ultimi sviluppi geopolitici, tale viaggio non è mai stato realizzato.

Tuttavia, la fonte ha chiarito che la temporanea sospensione dei meeting russo-egiziani rappresenta un tentativo de il Cairo di ottenere il sostegno di Mosca nella questione della diga. Anche perché l’ultimo incontro di persona tra le parti si è tenuto pochi giorni prima, il 16 luglio. In tale data, il direttore generale Rosatom, Alexey Likhachev, e il ministro dell’Elettricità e delle Fonti Energetiche Rinnovabili dell’Egitto, Mohammed Shaker, hanno visitato il cantiere della centrale nucleare di El-Dabaa

Per quanto riguarda la costruzione della GERD, questa è da anni motivo di tensione tra Sudan, Egitto ed Etiopia dal momento che i tre Stati non riescono a trovare un accordo sul progetto idroelettrico. La controversia riguarda soprattutto il Cairo e Addis Abeba. Quest’ultima ha avviato la realizzazione della diga, destinata a diventare la più grande del continente, nel 2011, ma da quel momento varie battute di arresto ne hanno rallentato la costruzione. L’Egitto ha sempre mostrato grande preoccupazione in merito. La posizione del Cairo è quella di assicurarsi che la costruzione della GERD non causi danni significativi ai Paesi situati a valle e che il suo riempimento avvenga in maniera graduale, così da non ridurre drasticamente il livello del fiume. Per l’Etiopia, invece, i serbatoi vanno riempiti subito, durante la stagione delle piogge, e, secondo Addis Abeba, il progetto idroelettrico sarà essenziale non solo per sostenere la sua economia, in rapida crescita, ma anche per favorire lo sviluppo di tutta la regione.

El-Dabaa è la prima centrale nucleare in l’Egitto ed è situata a nel governatorato di Matrouh, a circa 290 chilometri a Nord-Ovest dal Cairo. Il progetto, ancora non completato, prevede la realizzazione di quattro reattori, ciascuno dei quali produrrà 1.200 Mega-Watt. Secondo Rosatom, la costruzione dell’impianto potrebbe costare fino a 21 miliardi di dollari. Per il volume totale degli accordi, il contratto è subito entrato a far parte dei “record dell’industria nucleare globale”, secondo Likhachev.

La cooperazione tra Mosca e il Cairo per la costruzione della centrale nucleare El-Dabaa trova le sue radici nell’accordo del febbraio 2015, formalizzato poi attraverso il pacchetto di documenti sottoscritto l’11 dicembre 2017 dal presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin, e dall’omologo egiziano, Abdel Fattah al-Sisi.

Il complesso contratto è stato preparato dal team Rusatom Overseas, società affiliata a Rosatom e incaricata di promuovere la proposta integrata di progetti di costruzione di centrali nucleari e di centri scientifici, tecnologici e nucleari sui mercati esteri. Secondo gli obblighi contrattuali, la società russa non solo si occuperà della costruzione della centrale, ma si è anche fatta carico della fornitura di combustibile nucleare durante tutta la vita utile dell’impianto. Oltre a ciò, l’accordo impegna Rosatom ad occuparsi di operazioni di funzionamento e manutenzione, oltre che della formazione del personale egiziano per i primi dieci anni di attività. La società aiuterà l’Egitto a sbarazzarsi del combustibile nucleare esaurito e circa l’85% del costo della centrale sarà finanziato da un prestito russo di 25 miliardi di dollari. Si stima che l’impianto sarà operativo nel 2026, mentre il prestito accordato da Mosca dovrebbe andare in scadenza nel 2029. 

 

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Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione

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