Venezuela: Maduro vuole approfondire le indagini sulle bande criminali a Caracas

Pubblicato il 19 luglio 2021 alle 13:33 in America Latina Venezuela

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Il presidente del Venezuela, Nicolás Maduro, ha ordinato a Carmen Meléndeza, ministro dell’Interno, della Giustizia e della Pace, di approfondire le indagini e di cercare le armi, i proiettili e gli esplosivi che hanno i criminali del quartiere Sud-occidentale di Cota 905, a Caracas. Il 16 luglio, Maduro ha sottolineato che sono state neutralizzate più di 30 persone nel quartiere, dopo l’operazione delle forze di sicurezza chiamata “Operazione Gran Cacique Indio Guaicaipuro”. “Questo è un atto pieno di forza morale. Vogliamo costruire una patria con sicurezza”, ha affermato il presidente, accusando i Governi della Colombia, della Spagna e degli Stati Uniti di aver orchestrato le recenti violenze avvenute nell’Ovest della capitale.

Il Governo venezuelano ha comunicato che i combattimenti tra gli agenti di polizia e le bande armate a Caracas hanno provocato la morte di 26 persone. Il ministro degli Interni, Carmen Meléndez, ha riferito che il bilancio delle vittime include 22 criminali e 4 agenti. Le violenze sono iniziate mercoledì 7 luglio, quando i gruppi della criminalità organizzata di Cota 905 hanno tentato di espandere la loro area di influenza. I funzionari hanno schierato circa 2.500 agenti nel quartiere nel tentativo di respingere le bande armate.

Meléndez ha affermato che le autorità hanno già sequestrato circa 20.000 munizioni, 3 lanciarazzi, 4 mitragliatrici, 24.000 proiettili e numerose pistole durante l’operazione. “Abbiamo confiscato un arsenale militare di guerra”, ha sottolineato il ministro degli Interni. Il Governo venezuelano ha anche offerto una ricompensa di 500.000 dollari, ossia 420.000 euro, per avere informazioni sulla posizione dei capi dei gruppi della criminalità organizzata. Durante l’operazione, Meléndez ha aggiunto che è stato smantellato anche un laboratorio clandestino per la fabbricazione di stupefacenti. “Abbiamo colpito duramente il traffico di droga”, ha concluso il ministro.

Meléndez ha sottolineato, il 7 luglio, che le bande “hanno cercato di minare la pace in varie zone di Caracas” come risposta al ferimento di un presunto criminale noto con il soprannome di “Loco Leo”, che guida una banda della Valle-Cementiero ed è alleato di “el Koki”, leader impegnato nell’unificazione delle organizzazioni che operano in diverse zone di Caracas. Il ministro ha assicurato che le autorità “non si daranno pace” fino a quando non avranno ripreso il controllo del territorio. “L’invito è a rimanere al sicuro, a mantenere la calma e la fiducia nelle nostre istituzioni di sicurezza dello Stato, nonché a ignorare false informazioni e voci, poiché fanno parte dell’aggressione alla pace dei cittadini”, ha aggiunto Meléndez.

Il leader dell’opposizione venezuelana, Juan Guaidó, ha denunciato l’assenza dello Stato in queste aree e aveva avvertito che Caracas, in questo momento, è “una zona di guerra”. “La nostra capitale conta feriti e morti, con la paura della gente di lasciare la propria casa a causa dell’azione impunita delle bande armate”, ha comunicato Guaidó sui suoi social network. Il leader dell’opposizione aveva anche messo in dubbio l’azione delle Forze Armate di fronte a questa situazione di violenza che, da mesi, sta colpendo Caracas, con alcuni giorni più intensi di altri. “Le Forze Armate continueranno nelle parate e nelle esibizioni o svolgeranno il ruolo che gli corrisponde? Continuerà a cedere il territorio e difendere i criminali o eserciterà la sovranità e farà rispettare la costituzione?”, si è domandato Guaidó, evidenziando la necessità di agire prontamente.

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Ludovica Tagliaferri

di Redazione

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