Siria: la Cina ribadisce il sostegno per Assad

Pubblicato il 19 luglio 2021 alle 18:32 in Cina Siria

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il ministro degli Esteri della Cina, Wang Yi, si è recato in Siria, il 17 luglio, dove ha incontrato il presidente siriano, Bashar Al-Assad, e il suo omologo, Walid al-Mouallem. Wang ha ribadito il sostegno di Pechino per Assad e ha avanzato una proposta in quattro punti per risolvere la crisi siriana.

A Damasco, parlando con Assad, Wang ha affermato che: “In passato, qualunque atto di interferenza brutale in Siria non ha mai avuto successo e lo stesso varrà in futuro”. Wang ha quindi dichiarato che, sotto la leadership di Assad, la Siria ha ottenuto risultati preziosi, sia nella lotta al terrorismo, sia contro interferenze straniere. Per Pechino, la rielezione del presidente siriano alle elezioni del 26 maggio scorso ha rispecchiato la fiducia e il sostegno della popolazione locale. Wang ha quindi ribadito che la Cina si oppone a qualsiasi tentativo di cambiare regime in Siria e ha riaffermato il sostegno cinese a Damasco nella salvaguardia della propria sovranità nazionale, così come della sua integrità territoriale. Pechino aiuterà Damasco anche nel migliorare le condizioni di vita della popolazione e nell’accelerare la ricostruzione, accoglierà la Siria come nuovo partner nella costruzione delle Nuove Vie della Seta e aiuterà il Paese ad opporsi alle sanzioni unilaterali. Oltre a questo, Wang ha ribadito il sostegno cinese alla parte siriana nella lotta al terrorismo.

Oltre al dialogo con Assad, Wang ha avanzato quattro proposte per risolvere la questione siriana al suo omologo di Damasco. Innanzitutto, Wang ha sottolineato la necessità del rispetto della sovranità nazionale e dell’integrità territoriale della Siria, rispettando le scelte della popolazione e  abbandonando “illusioni” relative ad un cambio di regime. In secondo luogo, la Cina ha affermato l’importanza delle condizioni di vita della popolazione siriana e della ricostruzione del Paese e, a tal proposito, ha proposto di revocare tutte le sanzioni e i blocchi economici, aumentando gli aiuti. In terzo luogo, Wang ha ribadito l’importanza di portare avanti la lotta al terrorismo, rispettando il governo siriano e senza utilizzarla come scusa per alimentare divisioni politiche. Infine, il ministro cinese ha affermato che in Siria si debba promuovere una soluzione politica guidata dal popolo siriano.

Wang è stato il primo rappresentante di un governo estero ad essere accolto da Assad in seguito alla sua rielezione. Il presidente siriano ha ringraziato la Cina per il sostegno ricevuto specificando che Damasco considera Pechino “un partner e un amico sincero”. Secondo quanto riferito dal Ministero degli Esteri cinese, Assad ha dichiarato di perseguire una politica “rivolta verso Est” e di sostenere la Cina sulle questioni relative a Taiwan, Xinjiang e Hong Kong, aggiungendo di sperare di unirsi al progetto delle Nuove Vie della Seta e di rafforzare la cooperazione economica, scientifico-tecnologica, culturale e antiterroristica. Infine, Assad ha anche parlato di rafforzare gli scambi tra i partiti e di imparare dall’esperienza di successo del Partito comunista cinese (PCC).

 In Siria è tutt’ora in corso un conflitto interno scoppiato il 15 marzo 2011, quando parte della popolazione siriana ha iniziato a manifestare e a chiedere le dimissioni del presidente siriano Assad. Ad oggi, le forze governative controllano la maggior parte del territorio nazionale e la regione di Idlib è l’ultima porzione di territorio sotto il controllo dei ribelli. Damasco, appoggiata da Russia, Iran e dalle milizie libanesi di Hezbollah, sta combattendo per ripristinare il proprio controllo anche su tale area. Sul fronte opposto, parte dei ribelli riceve sostegno della Turchia.

Come sottolineato dal direttore dell’Istituto per gli studi del Medio Oriente dell’Università di Shanghai, Sun Degang, la Cina sta potenziando il proprio coinvolgimento negli affari politici e di sicurezza in Medio Oriente, che è diventato un’area di grande importanza per la diplomazia cinese. Per Sun, con il progressivo ritiro delle forze statunitensi dalla regione, la Siria e la Cina avrebbero maggiore interesse a lottare insieme contro il terrorismo. Oltre a questo, come sottolineato dallo studioso, la Cina avrà un ruolo importante nella ricostruzione della Siria.

La visita di Wang in Siria si colloca all’interno del suo secondo viaggio in Medio Oriente e Nord Africa del 2021, da 17 al 20 luglio. Wang ha visitato la Siria e l’Egitto e si recherà in Algeria. Oltre a tali incontri, Wang ha anche avuto un colloquio con il suo omologo iraniano, Mohammad Javad Zarif, al quale ha ribadito l’intenzione cinese di rafforzare le relazioni con il nuovo governo e di opporsi congiuntamente all’unilateralismo e al “bullismo”. Oltre a questo, prima del Medio Oriente, Wang aveva visitato i Paesi dell’Asia centrale con i quali aveva affrontato la questione afghana. In tale occasione, Wang aveva parlato con il suo omologo saudita, Faisal bin Farhan Al Saud, al quale aveva detto che le condizioni in Afghanistan mostrerebbero che qualsiasi tentativo di ingerenza da parte di forze militari esterne sia vano, così come qualsiasi tentativo di imporre un modello istituzionale ad altri Paesi.

Leggi Sicurezza Internazionale, il quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.