Nigeria: uomini armati attaccano 5 villaggi e rapiscono oltre 60 persone

Pubblicato il 19 luglio 2021 alle 15:05 in Africa Nigeria

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Un gruppo di uomini armati ha rapito almeno 60 persone nel Nord-Ovest della Nigeria, dopo una serie di attacchi contro cinque villaggi situati nell’area di Shinkafi, nello Stato di Zamfara. Una persona è rimasta uccisa nelle incursioni, iniziate nella notte di venerdì 16 luglio.

Secondo le dichiarazioni dei residenti, gli aggressori sarebbero stati circa 70, tutti a bordo di motociclette. Dopo essere entrati nei villaggi, avrebbero iniziato a sparato in aria e poi a prendere in ostaggio gli abitanti, prima di fuggire nella foresta circostante. Nella sparatoria, un capo villaggio è rimasto ucciso. “I banditi guidavano oltre 70 moto e ogni moto trasportava 3 persone armate che distruggevano le proprietà e rapivano le persone”, ha riferito telefonicamente, all’agenzia di stampa Reuters, Junaidu Badarawa, una delle cinque persone rapite ma poi rilasciate.

Nel frattempo, l’aeronautica nigeriana ha riferito, lunedì 19 luglio, che alcuni degli incendi appiccatti dai banditi nel corso delle loro razzie hanno causato lo schianto di un jet d’attacco nello stato di Zamfara. Il pilota, secondo fonti ufficiali, sarebbe sopravvissuto calandosi in tempo dall’aereo. Questo, un jet Alpha ad attacco leggero, stava tornando alla base da una missione al confine tra lo Stato di Zamfara e quello di Kaduna. “Il jet si è schiantato sotto un intenso fuoco nemico che ha causato il suo incidente”, ha riportato una dichiarazione dell’aeronautica, aggiungendo: “Il pilota Abayomi Dairo è uscito dall’aereo con successo, è sfuggito ai nascondigli dei banditi e alla fine si è diretto di notte verso un’unità dell’esercito”. Il governo si rivolge sempre più frequentemente all’aviazione per contrastare il banditismo. Le autorità nigeriane hanno affermato che, nelle ultime due settimane, voli diurni e notturni sugli Stati di Zamfara, Kaduna e Katsina hanno permesso di “neutralizzare” centinaia di banditi.

L’area nordoccidentale della Nigeria è tra le più colpite dalla violenza e dall’ondata di criminalità dei gruppi di banditi locali, che sono soliti compiere rapimenti di massa di studenti e rapine a mano armata, per poi ritirarsi in nascondigli remoti. Il fenomeno del banditismo deriva da una serie di antiche divisioni interne, che hanno alimentato la violenza armata, come, per esempio, la competizione per la terra e le risorse idriche tra le etnie Fulani e Hausa, unite ad altri fattori, tra cui la diffusione di armi leggere e di piccolo calibro. Inoltre, secondo quanto emerso da una ricerca dell’Institute for Security Studies (ISS), a rendere ancora più pericolosa la minaccia sarebbe il fatto che i gruppi di banditi starebbero formando alleanze con i militanti islamisti appartenenti a Boko Haram. Quest’ultima è un’organizzazione nata nel 2002 in Nigeria come movimento religioso finalizzato a riformare la società in base ad un’interpretazione letterale della Sharia. Nel 2013, le forze di sicurezza regionali hanno inferto duri colpi al gruppo di Boko Haram, costringendolo a trasferirsi nelle zone rurali, dove ha continuato a perpetrare attacchi in tutto il Nord-Est, prendendo di mira sia i militari che i civili. 

Oltre a Boko Haram, uno dei gruppi più temuti nell’area è ISWAP, nato da una divisione interna all’organizzazione madre. Il 7 marzo 2015, Abubakar Shekau, leader di Boko Haram, ha promesso fedeltà allo Stato Islamico della Siria e del Levante, che ha accettato i nuovi adepti e ha annunciato l’espansione del califfato in Africa occidentale. Tuttavia, nell’agosto 2016, la leadership dello Stato Islamico in Siria e Iraq ha riconosciuto e nominato Abu Musab al-Barnawi come leader de facto dell’ISWAP, cosa che Shekau ha rifiutato di accettare. A causa di lotte intestine, la neonata organizzazione si è divisa tra la fazione di al-Barnawi (ISWAP) e la fazione di Shekau (Boko Haram). Si stima che lo Stato Islamico dell’Africa Occidentale contasse tra i 3.500 e i 5.000 combattenti, nel febbraio del 2020. Il 6 giugno, l’ISWAP ha annunciato che Shekau sarebbe morto a seguito dell’esplosione di un ordigno, il 18 maggio, mentre tentava di scappare da un assalto dei militanti dello Stato Islamico. 

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di Redazione

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