Mercosur: l’UE appoggia la politica degli investimenti dell’Uruguay

Pubblicato il 19 luglio 2021 alle 14:16 in America Latina Uruguay

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L’ambasciatore dell’Unione Europea in Uruguay, Karl-Otto König, ha annunciato, nell’ambito della prima Revisione della politica degli investimenti dell’Uruguay, che l’UE vuole appoggiare il Paese latino-americano nelle sue iniziative. La decisione di sostenere lo Stato dell’America del Sud è basata sul fatto che questo è una nazione “con una lunga storia di attuazione di riforme volte a migliorare la qualità dei suoi investimenti”, ha affermato König, sottolineando che l’interesse dell’UE si spiega perché il blocco europeo è la più grande fonte di investimenti esteri per l’Uruguay e un importante partner commerciale per il Paese.

L’ambasciatore ha affermato che, nonostante la pandemia, gli investimenti dell’Unione Europea “sono aumentati e le prospettive ora sono più incoraggianti”, grazie al miglioramento della situazione sanitaria globale. “Ciò genererà occupazione, promuoverà l’innovazione e stimolerà l’integrazione delle filiere produttive”, ha concluso König, aggiungendo che lo storico accordo tra l’UE e il Mercosur, raggiunto il 28 giugno del 2019, non è andato avanti a causa di disaccordi politici tra i due blocchi. “L’Unione Europea ha bisogno di vedere segni chiari dell’impegno dei Paesi del Mercosur sui temi legati alla tutela ambientale e allo sviluppo sostenibile”, ha riferito il diplomatico, ritenendo necessario “rafforzare il dialogo biregionale sui temi ambientali e avvicinare le parti” poiché l’accordo può portare grandi vantaggi commerciali ed economici per entrambe le aree.

Il presidente dell’Uruguay, Luis Lacalle Pou, ha comunicato ai presidenti del Mercosur la decisione del Governo del Paese di avanzare negli accordi con altri Stati per aprire negoziati commerciali individualmente, l’8 luglio. Durante il suo discorso, il presidente ha sottolineato che “l’Uruguay vuole avanzare con il Mercosur ma ha anche una vocazione all’apertura”. “Abbiamo più forza, più dimensione e più potere negoziale con il mondo”, ha specificato il capo di Stato. La decisione di uscire e cercare individualmente nuovi mercati sarà pertanto effettuata nel rispetto di tutte le regole del blocco. “Il mondo sta già andando molto veloce e sta diventando commercialmente intrecciato” ha concluso Pou.

Da parte sua, il presidente argentino, Alberto Fernández, ha lanciato un appello a non infrangere il principio del consenso nel Mercosur. “Il consenso è la spina dorsale costitutiva del Mercosur. Non bisogna dimenticare questa regola in un contesto globale di grande incertezza e controversie commerciali che si verificano in tutto il mondo”, ha riferito Fernández.

Il Mercato Comune dell’America del Sud fu istituito nel 1991 da Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay e persegue una politica di integrazione economica degli Stati membri attraverso non solo la liberalizzazione degli scambi, ma anche l’adozione di normative comuni in materie quali l’ambiente, la disciplina della concorrenza, la tutela della proprietà intellettuale, i trasporti e il turismo. I quattro partner del blocco non erano stati in grado di consolidare una tariffa esterna comune e, tramite una risoluzione rilasciata nel 2000, avevano stabilito che gli Stati membri dovessero impegnarsi a negoziare congiuntamente. “Il Mercosur si muove per consenso e questo è un problema non secondario quando si tratta di analizzare delle decisioni”, aveva dichiarato ai giornalisti il presidente uruguaiano, il 26 aprile, evidenziando che l’organizzazione “non può essere un ostacolo” che impedisce l’avanzata commerciale del suo Paese.

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Ludovica Tagliaferri

di Redazione

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