Erdogan in visita nell’autoproclamata Repubblica turca di Cipro del Nord

Pubblicato il 19 luglio 2021 alle 12:53 in Cipro Turchia

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Il presidente della Turchia, Recep Tayyip Erdogan, è in visita nell’autoproclamata Repubblica turca di Cipro del Nord (TRNC), per un tour ufficiale della durata di due giorni. Prima del suo arrivo, lunedì 19 luglio, il leader turco ha dichiarato che avrebbe portato “buone notizie” nello Stato separatista. La visita, tuttavia, potrebbe alimentare ulteriormente le tensioni con i greco-ciprioti e con l’Unione Europea in merito allo status dell’isola e alla controversia marittima nelle acque del Mediterraneo orientale.

Durante la sua permanenza nell’autoproclamata TRNC, Erdogan interverrà nell’ambito di una sessione speciale del Parlamento turco-cipriota e parteciperà alle celebrazioni della cosiddetta “Giornata della pace e della libertà” del 20 luglio, per il 47esimo anniversario dell’intervento militare della Turchia nella parte Nord dell’isola, nel 1974. Il presidente incontrerà poi il leader turco-cipriota, Ersin Tatar, per scambiare con lui opinioni sugli ultimi sviluppi nel Mediterraneo orientale e sullo stato delle relazioni bilaterali. Erdogan parteciperà infine ad una cerimonia di inaugurazione di alcuni progetti turchi ormai completati nella TRNC.

“Spero che daremo nel miglior modo possibile un messaggio per l’instaurazione della pace mondiale per l’isola e per il mondo intero attraverso le cerimonie a Cipro del Nord”, ha detto il presidente turco in una dichiarazione rilasciata venerdì 16 luglio. In una mossa destinata a far salire le tensioni, tuttavia, Erdogan si recherà a trovare le truppe turche situate nella località balneare abbandonata di Varosha, che l’invasione ha svuotato dei suoi abitanti greco-ciprioti. Già a novembre 2020, nella sua ultima visita sull’isola, il presidente turco era stato a Varosha e aveva espresso il desiderio di riaprire al pubblico l’area abbandonata, sottolineando che i greco-ciprioti avrebbero potuto fare domanda presso una commissione turco-cipriota, la Commissione per i beni immobili, per rivendicare i loro diritti sulle proprietà che avevano nella località.

Mensur Akgun, professore di relazioni internazionali presso l’Università Kultur di Istanbul, ha affermato che, durante la sua visita, Erdogan ribadirà con forza il suo sostegno a una soluzione a due Stati per risolvere la controversia sull’isola. “La Turchia ha gradualmente spostato la sua posizione da una soluzione federale a una soluzione a due Stati poiché non è stato possibile trovare una soluzione alla controversia sulla base della prima, dopo decenni di colloqui”, ha rivelato ad Al Jazeera Akgun. “Tuttavia, la Turchia non ha ancora presentato una road map per convincere la comunità internazionale e la comunità greco-cipriota a deviare verso questa direzione”, ha aggiunto, osservando che questo dovrebbe essere il prossimo passo compiuto da parte di Ankara. 

Il presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha dichiarato, giovedì 15 luglio, che l’UE “non accetterà mai” una proposta a due Stati per la soluzione dello status di Cipro. “Voglio ripetere che non accetteremo mai e poi mai una soluzione a due Stati, siamo fermi su questo e molto uniti, e questo è ciò che Cipro può aspettarsi”, ha dichiarato von der Leyen durante una visita sull’isola. “La parte più preziosa è l’unità nell’UE e la consapevolezza che tutti i 26 Stati membri a livello europeo sono al tuo fianco”, ha detto, parlando al fianco del presidente cipriota, Nicos Anastasiades.

La Turchia è in contrasto non solo con Cipro ma anche con la Grecia per questioni riguardanti le risorse energetiche e la giurisdizione nelle acque del Mediterraneo orientale. In questa porzione di mare, la tensione è salita qualche giorno fa, venerdì 16 luglio, quando il portavoce del governo cipriota, Marios Pelekanos, ha condannato il “comportamento aggressivo” di Ankara dopo che la polizia cipriota aveva rilevato lo sparo di alcuni colpi di avvertimento da parte della Guardia Costiera turca contro una delle sue navi, al largo della costa settentrionale dell’isola. Il governo della Turchia smentisce queste dichiarazioni. In merito ai disaccordi con la Grecia, poi, Erdogan ha affermato che il Paese non cesserà le attività esplorative nel Mediterraneo orientale nonostante l’opposizione di Atene e dell’UE.  I problemi tra Grecia e Turchia, in particolare, nascono dal fatto che i due Stati hanno opinioni contrastanti sull’estensione delle rispettive piattaforme continentali e, di conseguenza, sui diritti di sfruttamento delle risorse di idrocarburi nelle acque adiacenti alle loro coste. 

Per quanto riguarda Cipro, nonostante la presenza di una forza di pace dell’ONU (UNFICYP), inviata nel Paese nel 1964, la situazione è peggiorata da quando, nel 1974, un colpo di Stato da parte dei nazionalisti greco-ciprioti, per l’annessione dell’isola alla Grecia, il 20 luglio, ha portato all’intervento militare della Turchia. Quest’ultima ha inviato le sue truppe “a protezione della minoranza turco-cipriota”, nella parte settentrionale di Cipro, e ha poi stabilito qui il suo controllo. Ad oggi, la Repubblica di Cipro occupa 2/3 del territorio dell’isola, mentre la parte restante è sotto il controllo della cosiddetta Repubblica Turca di Cipro del Nord, fondata nel 1983.

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Chiara Gentili

di Redazione

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