Egitto: rilasciata dopo 2 anni l’attivista Esra Abdel-Fattah

Pubblicato il 19 luglio 2021 alle 10:36 in Africa Egitto

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L’attivista e giornalista egiziana Esraa Abdel-Fattah, uno dei simboli della rivoluzione del 2011, è stata liberata, domenica 18 luglio, dopo quasi 22 mesi di detenzione preventiva. La donna, 43 anni, era stata arrestata nell’ottobre del 2019 con l’accusa di “diffusione di notizie false” e “collaborazione con un’organizzazione terroristica”.

Esraa era stata co-fondatrice, nel 2008, del movimento “6 aprile”, a sostegno delle proteste di massa e delle richieste di riforme politiche che avrebbero portato, tre anni dopo, al rovesciamento dell’allora presidente, Hosni Mubarak, svolgendo un ruolo cruciale nella rivolta pro-democrazia del 2011. L’attivista si era altresì opposta ai Fratelli Musulmani, che avevano preso il potere in Egitto nel 2012, e aveva sostenuto le proteste del 2013, terminate con la cacciata del presidente islamista Mohamed Morsi. La donna era stata infine arrestata nel 2019 in una città a ovest del Cairo, durante una repressione seguita a piccole ma rare proteste antigovernative. Centinaia di persone erano state messe in detenzione subito dopo gli arresti ma molte erano state successivamente rilasciate. Secondo la legge egiziana, la custodia cautelare può essere estesa fino a due anni.

Anche l’avvocata per i diritti umani, Mahienour el-Masry, è stata liberata, domenica 18 luglio, secondo quanto riferito da sua sorella Maysoon con un post su Facebook. El-Masry, ampiamente conosciuta per il suo attivismo nei movimenti sindacali e a sostegno dei rifugiati siriani e palestinesi che vivono in Egitto, era stata arrestata nel settembre 2019 durante una repressione governativa seguita ad una protesta di piccole dimensioni.

Le autorità egiziane hanno poi rilasciato il giornalista Gamal el-Gamal, stando a quanto confermato dall’avvocato per i diritti umani Nasser Amin. El-Gamal, noto per le critiche nei confronti del governo del presidente Abdel Fattah al-Sisi, era stato arrestato all’inizio di quest’anno all’arrivo all’aeroporto internazionale del Cairo dalla Turchia, dove viveva dal 2017. Tra le altre personalità scarcerate domenica ci sono i giornalisti Mustafa el-Aasar e Moataz Wadnan, in detenzione preventiva dal 2018, e Abdel-Nasser Ismail, vice capo del Partito Socialista dell’Alleanza Popolare, liberato dopo quasi due anni di prigionia. 

I rilasci sono seguiti alle richieste di legislatori e personaggi pubblici nonchè alla pressione degli Stati Uniti. La scorsa settimana, ampie proteste erano state portate avanti da difensori dei diritti civili dopo che i pubblici ministeri avevano processato Hossam Bahgat, un importante giornalista investigativo egiziano e difensore dei diritti umani. Bahgat era stato accusato di aver insultato l’autorità elettorale egiziana, diffuso false notizie su brogli elettorali e utilizzato i social media per commettere crimini. Le accuse derivavano da un tweet che Bahgat aveva scritto l’anno scorso in cui criticava il presidente dell’autorità elettorale per presunta cattiva gestione delle ultime elezioni parlamentari. 

Il portavoce del Dipartimento di Stato USA, Ned Price, ha condannato l’incriminazione di Bahgat e la detenzione di diversi leader della società civile egiziana, accademici e giornalisti, sotto il governo di al-Sisi. “Abbiamo comunicato al governo egiziano la nostra ferma convinzione che individui come Hossam Bahgat non dovrebbero essere presi di mira per aver espresso le proprie opinioni in modo pacifico”, aveva affermato Price, la scorsa settimana. “Come partner strategico abbiamo sollevato queste preoccupazioni con il governo egiziano e continueremo a farlo in futuro”, aveva aggiunto. 

Negli ultimi anni, da quando al-Sisi ha preso il potere, nel 2014, Il Cairo ha condotto un giro di vite su vasta scala contro il dissenso, incarcerando migliaia di persone, principalmente islamisti, ma anche attivisti laici, coinvolti nella rivolta della Primavera araba del 2011, che ha rovesciato l’allora presidente Hosni Mubarak. Anche i giornalisti sono stati presi di mira, con decine di loro arrestati e molti altri espulsi. Secondo il Committee to Protect Journalists, l’Egitto è tra i primi Paesi al mondo per numero di giornalisti incarcerati, dopo Cina e Turchia. 

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Chiara Gentili

di Redazione

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