Il Core Group sostiene Ariel Henry come Primo ministro di Haiti

Pubblicato il 19 luglio 2021 alle 10:40 in America centrale e Caraibi

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il Core Group ha deciso di dare appoggio, il 17 luglio, ad Ariel Henry per formare un nuovo Governo ad Haiti. Henry è stato nominato Primo ministro in un decreto firmato dall’ex presidente del Paese, Jovenel Moise, il 5 luglio, ma, non avendo prestato giuramento prima dell’assassinio del capo di Stato, il precedente Primo ministro ad interim, Claude Joseph, è rimasto al potere. Joseph, che inizialmente ha avuto il sostegno della comunità internazionale, ha guidato la nazione dell’America Centrale con l’appoggio della polizia e dell’esercito, nonostante Moise avesse annunciato la sua sostituzione due giorni prima di morire.

Il Core Group è composto dagli ambasciatori della Germania, del Brasile, del Canada, della Spagna, degli Stati Uniti, Francia, dell’Unione Europea e da diversi rappresentanti delle Nazioni Unite e dell’Organizzazione degli Stati Americani (OAS). In una dichiarazione, il gruppo ha spinto per la creazione di “un Governo consensuale e inclusivo” nel Paese dell’America Centrale e ha chiesto che “tutti gli attori politici, economici e della società civile nello Stato latino-americano sostengano pienamente le autorità nei loro sforzi per ripristinare la sicurezza”.

Il Governo consensuale, secondo il Core Group, dovrebbe essere incaricato di organizzare “nel più breve tempo possibile” le elezioni presidenziali e legislative previste per il prossimo 26 settembre, che devono essere “libere, eque, trasparenti e credibili”. Dalla morte di Moise, tre politici hanno gareggiato per il potere nel Paese dell’America Centrale, tra cui Joseph, Henry e anche il presidente del Senato, Joseph Lambert.

Il presidente degli USA, Joe Biden, ha formalmente escluso l’invio di truppe statunitensi ad Haiti dopo che Moise è stato ucciso nella sua casa di Port-au-Prince, il 7 luglio. L’uccisione, organizzata da un gruppo di uomini armati, tra cui 26 colombiani e 2 haitiani, ha gettato la nazione caraibicia in una crisi politica che potrebbe aggravare la situazione già fragile del Paese, dove si registra una scarsità di beni alimentari e un aumento della violenza criminale.

Il Pentagono, che è l’edificio sede del quartier generale del Dipartimento della difesa degli Stati Uniti d’America ha riferito, giovedì 15 luglio, che alcuni sospetti colombiani hanno ricevuto addestramento militare dagli USA. “Una revisione dei nostri database indica che diversi colombiani relazionati con l’assassinio di Moise avevano partecipato a precedenti programmi di addestramento militare nel nostro Paese, mentre prestavano servizio come membri attivi delle forze militari colombiane”, ha riferito il portavoce del Pentagono, il tenente colonnello Ken Hoffman.

L’omicidio dell’ex presidente di Haiti è avvenuto circa due mesi prima delle elezioni presidenziali e legislative previste per il 26 settembre. Per la stessa data, Moise aveva indetto un referendum finalizzato ad approvare una nuova Costituzione, un progetto che non aveva tuttavia ricevuto il sostegno né dell’opposizione né della comunità internazionale.

Leggi Sicurezza Internazionale, il solo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Ludovica Tagliaferri

di Redazione