Pakistan: rapita, torturata e liberata la figlia dell’ambasciatore dell’Afghanistan

Pubblicato il 18 luglio 2021 alle 9:10 in Afghanistan Pakistan

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La figlia dell’ambasciatore dell’Afghanistan in Pakistan è stata brevemente rapita ieri, sabato 17 luglio, da aggressori sconosciuti, che l’hanno torturata, lasciandola con ferite e segni di corde, e poi liberata. Silsila Alikhil, figlia dell’ambasciatore Najib Alikhil, stava tornando a casa, venerdì, quando è stata rapita a Islamabad da criminali ancora ignoti, secondo quanto riferito dal Ministero degli Esteri afghano. “Dopo essere stata rilasciata dalla prigionia, la signorina Alikhil è stata portata in ospedale dove si trova sotto cure mediche”, ha aggiunto la dichiarazione, sollecitando un’indagine sull’incidente e invitando a garantire maggiore protezione ai diplomatici afghani.

La cartella clinica della ragazza, redatta dall’ospedale statale del Pakistan Institute of Medical Sciences, dove è in cura Alikhil, ha indicato che la giovane, di 26 anni, è stata ricoverata con gonfiore e segni di corda ai polsi e alle caviglie. Il documento specifica poi che è stato notato anche del gonfiore nella regione occipitale posteriore del cervello. Il Ministero degli Esteri pakistano ha dichiarato in una nota che, secondo l’ambasciata afghana, Alikhil sarebbe stata aggredita mentre si trovava a bordo di un veicolo a noleggio.

Tra la costernazione espressa da entrambe le nazioni, le autorità afghane hanno convocato l’ambasciatore del Pakistan a Kabul per presentare una denuncia formale. In una dichiarazione, il Ministero degli Esteri dell’Afghanistan ha “condannato fermamente questo atto atroce ed espresso profonda preoccupazione per la sicurezza dei diplomatici, delle loro famiglie e dei membri del personale delle missioni politiche e consolari afghane in Pakistan”. La polizia pakistana, nel frattempo, sta indagando sull’accaduto e il governo ha stabilito di rafforzare la sicurezza nei confronti dell’ambasciatore e della sua famiglia. Il primo ministro pakistano, Imran Khan, ha affermato che la questione va trattata come una massima priorità e il ministro degli Interni, Sheikh Rashid Ahmed, ha assicurato che i colpevoli saranno catturati entro 48 ore.

I vicini Pakistan e Afghanistan hanno da tempo legami gelidi. Kabul accusa Islamabad di concedere rifugi sicuri ai combattenti talebani, mentre Islamabad accusa Kabul di consentire al gruppo armato di utilizzare il proprio territorio per compiere attentati in Pakistan. Questo è anche il caso dei membri di Tehreek-e-Taliban Pakistan (TTP), ovvero i talebani pakistani, che, in uno dei loro ultimi attacchi, il 3 giugno scorso, avevano ucciso due poliziotti nella capitale del Paese, Islamabad. Entrambe le parti negano le accuse reciproche.

Intanto, anche la situazione interna in Afghanistan è estremamente critica. In un’intervista resa pubblica il 21 giugno, il premier pakistano Khan ha affermato di temere una “guerra civile” a seguito del ritiro delle truppe statunitensi dal Paese vicino. “Nel caso in cui i talebani ottengano una vittoria totale, ci sarà un’incredibile spargimento di sangue e, lasciatemelo dire, il Paese che soffrirà di più dopo l’Afghanistan sarà il Pakistan”, ha dichiarato. Tuttavia, il primo ministro ha comunque escluso la possibilità che nuove basi militari statunitensi possano essere aperte in Pakistan. “Non consentiremo in alcun modo alcuna base, alcun tipo di azione dal territorio pakistano verso l’Afghanistan”, ha affermato. “Assolutamente no – ha aggiunto Khan – Saremo partner nella pace, non nella guerra”. Mentre le forze internazionali si ritirano, crescono i timori per i continui scontri tra forze armate afghane e talebani, con una recente avanzata di questi ultimi.

Il 14 luglio, i talebani hanno annunciato di aver preso il controllo di un valico di frontiera con il Pakistan. Tale area, nel distretto di Spin Boldak, a Sud della principale città meridionale dell’Afghanistan, Kandahar, è il secondo punto di ingresso più trafficato del Paese e rappresenta la principale arteria commerciale che collega la vasta regione Sud-occidentale afghana e i porti marittimi pakistani. 

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Chiara Gentili

di Redazione

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