OPEC+: raggiunto un accordo per aumentare la produzione

Pubblicato il 18 luglio 2021 alle 19:23 in Arabia Saudita Emirati Arabi Uniti

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Il Ministero dell’Energia degli Emirati Arabi Uniti ha annunciato che i maggiori Paesi produttori di petrolio hanno raggiunto un “accordo completo” per aumentare la produzione globale di greggio di 400.000 barili al giorno, a partire dal primo agosto. L’intesa mette fine a una situazione di stallo che ha fatto emergere una progressiva rivalità economica tra Emirati e Arabia Saudita.

L’annuncio di domenica 18 luglio ha dato una svolta all’impasse su come l’OPEC+, un gruppo di 23 Stati, inclusi i principali produttori ed esportatori di petrolio e i loro alleati, avrebbe dovuto procedere dopo aver limitato la produzione, lo scorso anno, a causa del crollo dei prezzi del greggio e della pandemia di coronavirus. Mentre il Covid-19 cominciava a colpire il consumo globale, i trasporti e le catene di approvvigionamento, l’OPEC+ aveva deciso, un anno fa, di tagliare dal mercato 9,7 milioni di barili al giorno e di ripristinare gradualmente le forniture entro la fine di aprile 2022.

Domenica, al termine della riunione ministeriale virtuale tenuta insieme ai partner non-OPEC, i membri dell’organizzazione hanno giustificato la decisione di aumentare la produzione di 400.000 al giorno, da agosto, affermando che contribuirà a stimolare una ripresa economica globale. Il gruppo “valuterà poi gli sviluppi del mercato” a dicembre, si legge nel comunicato diffuso al termine della videoconferenza. L’accordo estenderà inoltre a fine 2022, anziché ad aprile del prossimo anno, la scadenza per decidere se prorogare i tagli alla produzione. La proposta dovrà essere approvata da tutti i membri OPEC+, in un incontro di cui non è stata stabilita ancora la data. Se ci dovesse essere l’ok, il compromesso potrebbe aprire la strada a un aumento delle quote di produzione di petrolio, sebbene alcuni membri OPEC+ abbiano già bloccato la maggior parte delle proprie forniture fino ad agosto. 

La discussione interna all’organizzazione, soprattutto tra Riad e Abu Dhabi, aveva creato molta incertezza sul futuro della produzione petrolifera, ma ora le cose sembrerebbero essere cambiate. “I Paesi dell’OPEC prendono sempre decisioni basate sul business, e lo hanno fatto anche questa volta. Entro maggio 2022 avranno rivisto i costi di produzione e giungeranno ad un accordo. Le revisioni non sono niente di insolito, ma questa sembra essere stata istigata dalla disputa con gli Emirati Arabi Uniti”, ha rivelato ad Al-Jazeera Manouchehr Takin, consulente energetico con sede a Londra.

Mentre l’OPEC+ sta gradualmente aumentando la produzione da maggio, Abu Dhabi ha criticato la proposta saudita di estendere la produzione ridotta fino alla fine del 2022. L’insolito diverbio ha sottolineato una rivalità emergente tra gli alleati di lunga data del Golfo, con entrambi cercano di diversificare le loro economie nel mezzo di un progressivo distanziamento dall’industria petrolifera. Sia Riad che Abu Dhabi hanno di fatto espresso il desiderio di diventare il centro commerciale della regione. Gli Emirati Arabi Uniti, in particolare, sperano che aumentando la propria produzione a breve termine, con l’economia globale in leggera ripresa dalla pandemia di coronavirus, si potranno aumentare le entrate necessarie per sostenere i propri piani di diversificazione economica. L’Arabia Saudita, dal canto suo, ha avvertito che un aumento troppo grande potrebbe esercitare una pressione al ribasso sui prezzi, soffocando gli investimenti e portando in seguito a problemi di approvvigionamento.

Per superare il disaccordo, l’OPEC+ ha concordato nuove quote di produzione per diversi membri dell’organizzazione a partire da maggio 2022, tra cui Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita, Russia, Kuwait e Iraq. L’adeguamento complessivo aggiungerà 1,63 milioni di barili al giorno alla fornitura complessiva, da maggio del prossimo anno. Gli Emirati Arabi Uniti vedranno la loro produzione di base, da cui vengono calcolati i tagli, aumentare a 3,5 milioni di barili al giorno, dagli attuali 3,168 milioni. Arabia Saudita e Russia vedranno le loro linee di base salire a 11,5 milioni di barili al giorno ciascuna dagli attuali 11 milioni.

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Chiara Gentili

di Redazione

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