Cina-Malesia: salta un accordo da 2,4 miliardi di dollari

Pubblicato il 18 luglio 2021 alle 7:11 in Cina Malesia

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L’accordo tra la società statale cinese China Railway Engineering Corporation, il governo della Malesia e la compagnia malese Iskandar Waterfront Holdings (IWH) per la realizzazione di un progetto nei pressi di Kuala Lumpur è saltato, in base a quanto annunciato dalle parti il 14 luglio con una dichiarazione congiunta.

L’accordo dal valore di 2,4 miliardi di dollari prevedeva l’acquisizione da parte di IWH e della China Railway Engineering Corporation del 60% delle equity del progetto commerciale di sviluppo Bandar Malaysia. Quest’ultimo avrebbe dovuto ospitare un terminal per un collegamento ferroviario da Kuala Lumpur a Singapore che non sarà realizzato. Il progetto è di proprietà di TRX City, che è una sussidiaria del Ministero delle Finanze, era stato annunciato per la prima volta nel 2011 per poi essere cancellato nel 2017 e ripristinato nel 2019.

L’intesa era già scaduta lo scorso 6 maggio ed è stato interrotto il 14 luglio perché le parti non sono riuscite a rispettarne le condizioni. Nella dichiarazione rilasciata, i partecipanti hanno affermato di aver cercato soluzioni per preservare il loro partenariato, tuttavia, ad oggi, non sono riusciti a convenire sui termini della sua estensione.

IWH e la China Railway Engineering Corporation avrebbero dovuto costruire il progetto attraverso una joint venture e avevano pagato un deposito di 295 milioni di dollari nel 2020 al governo malese affinché fosse loro consentito di iniziare a lavorare a Bandar Malaysia. Ciò aveva spinto IWH a pianificare una quotazione in borsa nella prima metà del 2021 per raccogliere almeno 1,9 miliardi di dollari.

Il 14 luglio, TRX City ha affermato di essere ancora impegnata nel progetto e che “qualsiasi futuro piano commerciale e di commercializzazione terrà conto delle condizioni del mercato e dell’agenda socio-economica nazionale”. Nella dichiarazione ha poi aggiunto che China Railway Engineering Corporation continuerà a lavorare a stretto contatto con TRX City in qualsiasi futura cooperazione nel Paese.

Il progetto Bandar Malaysia era originariamente un accordo stipulato dall’ex primo ministro del Paese, Najib Razak, per alleviare l’onere del debito del fondo statale 1Malaysia Development Berhad (1MDB) afflitto da scandali, ma era fallito nel maggio 2017 per controversie sui pagamenti.

Il fondo sovrano 1MDB era stato istituito nel 2009 dal governo di Kuala Lumpur per eseguire investimenti nelle energie verdi e in iniziative turistiche e aveva accumulato miliardi di dollari a partire dal governo malese e dai mercati internazionali dei capitali. Poco dopo la sua istituzione, il fondo è stato però teatro di corruzione su larga scala. In particolare, indagini portate avanti sia dalla Malesia, sia dagli Stati Uniti hanno stimato che tra il 2009 e il 2014 sono stati rubati 4,5 miliardi di dollari da parte di funzionari di alto livello e loro complici. Due giornalisti dello Wall Street Journal, Tom Wright e Bradley Hope, hanno definite il caso “la più grande rapina finanziaria della storia”, sostenendo che non sarebbe potuta avvenire senza il coinvolgimento di banche e istituti finanziari internazionali.

Lo scandalo 1MDB aveva coinvolto anche l’ex-primo ministro della Malesia, Najib Razak, dopo che lo Wall street Journal aveva pubblicato un articolo, nel 2015, nel quale aveva affermato che il politico avesse ricevuto 681 milioni dal fondo. Dopo alcuni anni di ostacoli alle indagini, Najib è stato giudicato colpevole del furto a 1MDB e condannato a 12 anni di reclusione, lo scorso 28 luglio. L’uomo ha però respinto le accuse e ha richiesto un ricorso. Intanto, la coalizione politica dell’ex-premier, lo United Malays National Organisation (UMNO), aveva perso consensi da parte della popolazione e perdendo le elezioni del 2018, dopo aver governato per 6 decenni.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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