USA: caccia F-22 diretti nel Pacifico, messaggio alla Cina

Pubblicato il 17 luglio 2021 alle 16:20 in Asia USA e Canada

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L’Aeronautica degli Stati Uniti invierà, entro la fine di luglio, 25 caccia stealth F-22 Raptor, per un’esercitazione nel Pacifico occidentale, la cosiddetta Pacific Iron 2021. Si tratta di un dispiegamento di forze insolitamente grande che, secondo gli analisti, potrebbe essere un messaggio diretto alla Cina in un momento di alta tensione.

Lo ha riferito alla Cnn il generale Ken Wilsbach, comandante delle forze aeree del Pacifico. “Non abbiamo mai avuto così tanti Raptor schierati insieme nell’area delle operazioni delle forze aeree del Pacifico”, ha dichiarato, specificando che i 25 F-22 Raptor della Guardia nazionale aerea della base comune Elmendorf-Richardson si schiereranno nelle isole di Guam e Tinian per l’operazione. Gli F-22 sono jet da combattimento di quinta generazione, gli aerei da guerra più avanzati al mondo, che incorporano tecnologie stealth e collegano i sistemi di sensori di bordo con quelli di informazione esterni per offrire ai loro piloti una visione dettagliata dello spazio di battaglia. Gli F-35 ne sono un altro esempio.

“Il dispiegamento di un gran numero di F-22 per l’operazione Pacific Iron invia un messaggio immediato alla Cina in un momento in cui le relazioni sono tese su punti critici del Pacifico, come Taiwan e il Mar Cinese Meridionale”, ha affermato Carl Schuster, analista della difesa con sede alle Hawaii ed ex direttore delle operazioni presso il Joint Intelligence Center del comando del Pacifico degli Stati Uniti. I normali schieramenti di F-22 includono solitamente da 6 a massimo 12 velivoli, ha aggiunto.
“La Pacific Air Force sta dimostrando di poter schierare nel teatro tanti o più velivoli di quinta generazione con breve preavviso rispetto a quelli che la Cina ha attualmente”, ha specificato Schuster. L’aeronautica cinese possiede tra i 20-24 caccia operativi di quinta generazione, ma, ha notato l’analista statunitense, le capacità di Pechino stanno migliorando a un ritmo rapido.

L’US Air Force detiene invece circa 180 F-22 , anche se solo la metà è in grado di effettuare missioni in qualsiasi momento a causa dei requisiti di manutenzione. Ciò significa che Washington invierà più o meno il 25% degli F-22 della sua missione all’esercitazione Pacific Iron.

Grazie alla loro capacità di eludere il rilevamento radar, gli F-22 dovrebbero essere tra le prime armi utilizzate nei conflitti con il compito, tra gli altri, di eliminare le difese aeree di un avversario. “Gli Stati Uniti stanno esercitando attivamente gli schieramenti che faranno in caso di grave crisi o guerra. Stanno prendendo la Cina molto sul serio, stanno sviluppando la loro posizione di forza e addestrando le truppe per renderle in grado di spostarsi rapidamente in posizione”, ha affermato Peter Layton , un ex ufficiale dell’aeronautica australiana ora analista presso il Griffith Asia Institute.

Per l’operazione Pacific Iron, 10 caccia F-15 Strike Eagle, dalla base dell’aeronautica militare di Mountain Home, in Idaho, e 2 aerei da trasporto C-130J Hercules, dalla base aerea di Yokota, in Giappone, si uniranno agli F-22 per riempire la flotta aerea in ciò che l’Aeronautica chiama “Agile Combat Employment operation”. L’esercitazione va a sostegno della strategia di difesa nazionale del 2018, “che ha invitato i militari a essere una forza più letale, adattiva e resiliente”. L’operazione “Agile Combat Employment” è progettata per diffondere gli aerei da combattimento statunitensi e altre risorse belliche tra gli aeroporti di tutta la regione e aumentare la loro sopravvivenza contro gli attacchi missilistici nemici. Gran parte della potenza aerea da combattimento degli Stati Uniti nel Pacifico occidentale è concentrata su grandi installazioni militari, come la base aerea di Kadena, a Okinawa, o la base aerea di Andersen, a Guam. Un attacco su quelle basi potrebbe paralizzare la capacità dell’esercito americano di contrattaccare un avversario se troppa potenza aerea statunitense fosse concentrata lì.

Con Pacific Iron, le forze si eserciteranno da aeroporti più piccoli e meno sviluppati, come l’aeroporto internazionale di Tinian, sull’isola nelle Marianne settentrionali, l’aeroporto internazionale di Won Pat, a Guam, o a Northwest Field, una striscia remota separata dalle piste principali della base aerea di Andersen. Ciò aumenterebbe il numero di bersagli che i missili nemici dovrebbero potenzialmente distruggere e darebbe alla potenza aerea statunitense una migliore possibilità di reagire.

Un rapporto del 2019 del think tank RAND Corp, finanziato dalle forze armate statunitensi, mostra come il concetto sia concepito per contrastare le crescenti capacità cinesi. “L’Esercito popolare di liberazione cinese possiede una quantità e una qualità crescenti di missili balistici e da crociera di precisione a lungo raggio che possono minacciare obiettivi chiave nelle basi aeree”, afferma il report. “La distribuzione degli aerei in più luoghi migliora la sopravvivenza: un avversario deve sparare più missili per ottenere lo stesso effetto”, aggiunge.

L’analista australiano Layton, intervistato dalla Cnn, ha tuttavia evidenziato che l’utilizzo degli F-22 presenta all’aeronautica statunitense un certo grado di difficoltà. “L’F-22 è uno degli aerei più difficili per questo tipo di esercizio di spiegamento in termini di missione e supporto alla manutenzione. Se può essere fatto con l’F-22, farlo con qualsiasi altro aereo da combattimento tattico statunitense dovrebbe essere semplice”, ha affermato. Wilsbach, il comandante delle forze aeree del Pacifico, ha definito Pacific Iron “uno degli schieramenti più complessi che abbiamo mai organizzato”. Un’esercitazione di successo, ha osservato Layton, avrà un valore deterrente nei confronti della Cina. “Anche se è un’esercitazione, le stesse tecniche, i processi e le procedure saranno cruciali nelle operazioni dal Giappone o altrove. Per Pechino potrebbe significare che tali pacchetti di forze F-22 potrebbero essere schierati ovunque intorno alla periferia della Cina”, ha sottolineato l’analista.

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Chiara Gentili

 

di Redazione