Italia: la Camera rifinanzia la Guardia Costiera libica, polemiche in Parlamento

Pubblicato il 17 luglio 2021 alle 9:15 in Immigrazione Italia Libia

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Dopo l’approvazione alla Camera dei Deputati del decreto missioni, che prevede, tra le altre cose, il rinnovo dei finanziamenti per la Guardia Costiera libica, continuano i dissidi in Parlamento, con Italia Viva, il partito di Matteo Renzi, che ha assunto una posizione complessa, votando a favore della risoluzione di maggioranza ma rifiutandosi di partecipare al voto sulla scheda 48, riguardante la Libia. 

Il documento che autorizza le missioni militari all’estero per il 2021 è stato approvato, il 15 luglio, con una maggioranza netta. I voti favorevoli sono stati 438, i contrari 2 e gli astenuti anch’essi 2. La parte riguardante “l’assistenza nei confronti delle istituzioni libiche preposte al controllo dei confini marittimi” è stata tuttavia oggetto di maggiori discussioni. Alla fine, dopo l’ok alla relazione delle Commissioni Difesa ed Esteri con cui il governo si è impegnato a «verificare la possibilità che dalla prossima programmazione vi siano le condizioni per superare» la cooperazione con la Guardia costiera libica, trasferendola alla missione UE Irini, si è arrivati all’approvazione del testo con 361 voti a favore, 34 no e 22 astenuti. In base alle modifiche, approvate dopo lunghe trattative, nel 2022 sarà prevista la verifica delle condizioni per far transitare sotto l’egida della missione europea gli aiuti alla Guardia Costiera libica forniti oggi nell’ambito della missione italiana.

Proprio la questione libica ha accesso il dibattito in Aula sul voto. Complessa la posizione di Italia Viva che, tramite il suo capogruppo in Commissione Difesa, Giuseppina Occhionero, aveva dichiarato, poco prima di esprimersi: “Voteremo a favore della risoluzione di maggioranza perché siamo in piena coerenza con il sostegno all’azione del nostro Paese nelle missioni internazionali e soprattutto nel piano appoggio del governo Draghi”. Tuttavia, il capogruppo aveva chiarito: “Nel contempo, riteniamo necessario ribadire la nostra scelta di non partecipare al voto sulla scheda 48, quella riguardante lo scenario libico. È indispensabile esercitare la massima pressione dell’Italia nel prevenire le violazioni inaccettabili, sistematiche dei diritti umani e di tutti quei comportamenti criminali di affondamento dei barconi di migranti da parte della Guardia costiera libica”.

Per approvare il decreto missioni, la Camera ha respinto la risoluzione, a prima firma Erasmo Palazzotto, sottoscritta da circa 30 deputati, in cui si chiedeva di ritirare il sostegno italiano all’azione della Guardia costiera libica per il pattugliamento delle coste. Sulla risoluzione, il governo aveva espresso parere negativo. I favorevoli sono stati 40, i contrari 376, 21 gli astenuti. Tra i firmatari, anche parlamentari del Pd come Laura Boldrini e Matteo Orfini. 

Contrarie al rinnovo dei finanziamenti alla Guardia Costiera Libica anche Ong e associazioni, che, nei giorni scorsi, hanno organizzato una mobilitazione con migliaia di persone in tutta Italia. Oltre 100 organizzazioni per i diritti dei migranti, tra cui Mediterranea Saving Humans, Amnesty International, Arci e Open Arms, hanno invitato i cittadini a manifestare contro la cooperazione con la Libia. Il voto alla Camera, nello specifico, è arrivato appena un giorno dopo la pubblicazione, da parte di Amnesty, il 14 luglio, di un rapporto sulle violenze subite dai migranti soccorsi dalla Guardia costiera nei centri di detenzione libici. Il documento riporta nel dettaglio le esperienze di 53 rifugiati e migranti. La maggior parte di loro è stata arrestata dopo essere stata intercettata in mare. Amnesty ha poi specificato che, nei primi sei mesi di quest’anno, più di 7.000 persone recuperate in mare sono state rimandate con la forza nei centri libici, dove i i migranti “affrontano torture e altri maltrattamenti, condizioni di detenzione crudeli e disumane, estorsioni e lavori forzati”. 

L’aumento del sostegno italiano alla Guardia costiera libica passerà dai 10milioni del 2020 ai 10,5 del 2021, la cifra più alta stanziata finora. La collaborazione si basa sul Memorandum d’Intesa che, dal 2017, vede Roma sostenere con motovedette, denaro, addestramento e supporto tecnico la Guardia Costiera di Tripoli. I milioni destinati al blocco dei flussi migratori dal 2017 sono stati fino ad oggi 32,6.

In base alla legge quadro sulle missioni all’estero del 2016 il Consiglio dei ministri delibera ogni anno quali missioni continuare e quali nuove autorizzare, e presenta al Parlamento il Documento. Questo viene discusso dalle Commissioni Difesa ed Esteri che portano in Aula una relazione, che viene poi votata attraverso una risoluzione. 

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Chiara Gentili

di Redazione

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