Iran: esplodono proteste per la carenza di acqua, 2 morti

Pubblicato il 17 luglio 2021 alle 19:35 in Iran Medio Oriente

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Nel Sud-Ovest dell’Iran, i cittadini stanno protestando da due giorni contro la carenza di acqua. Nella notte tra venerdì 16 e sabato 17 luglio, 2 giovani sono rimasti uccisi negli scontri tra manifestanti e forze di sicurezza. È quanto ha riferito un funzionario locale iraniano, accusando civili armati, che ha definito “opportunisti e rivoltosi”, della sparatoria.

L’Iran sta affrontando la peggiore siccità degli ultimi 50 anni, con proteste scoppiate in diverse città della provincia del Khuzestan, ricca di petrolio e abitata da un’ampia minoranza araba sunnita. La crisi idrica ha colpito le famiglie, devastato l’agricoltura e gli allevamenti, provocato blackout elettrici. 

“Durante la manifestazione, i rivoltosi hanno sparato in aria per provocare le persone, ma sfortunatamente uno dei proiettili ha colpito un giovane presente sulla scena e l’ha ucciso”, ha rivelato all’agenzia di stampa statale, Irna, Omid Sabripour, capo del governatorato della città di Shadegan, dove è avvenuto l’incidente. Poco dopo, anche la morte di un altro uomo è stata riportata. Attivisti iraniani hanno riferito che, nella prima notte di proteste, giovedì 15 luglio, importanti manifestazioni si erano svolte anche nella capitale provinciale del Khuzestan, Ahvaz, e nelle città di Bostan, Hamidiyeh, Mahshahr e Susangerd. Il vicepresidente iraniano, Eshaq Jahanguiri, ha inviato una delegazione del governo ad Ahvaz con l’ordine di “affrontare immediatamente” il problema a causa del forte malcontento popolare. 

I video pubblicati sui social media hanno mostrato i manifestanti che davano fuoco alle gomme delle auto per bloccare le strade e le forze di sicurezza che cercavano di disperdere la folla nel mezzo degli spari. L’agenzia di stampa Reuters, che ha diffuso la notizia, non ha potuto verificare in maniera indipendente l’autenticità dei filmati.

Durante alcune delle proteste, i manifestanti hanno sfogato la loro rabbia contro il leader supremo dell’Iran, l’Ayatollah Ali Khamenei, urlando “Morte al dittatore” e “Morte a Khamenei”. Nelle ultime settimane, anche migliaia di lavoratori impegnati nel settore energetico hanno protestato, chiedendo salari e condizioni di lavoro migliori nei giacimenti di gas del Sud e in alcune raffinerie delle grandi città. 

Il parziale prosciugamento delle zone umide e dei fiumi Dez e Karkheh, che attraversano l’area sud-occidentale del Paese, sarebbe stato provocato, secondo alcuni dei manifestanti, dalla deviazione, da parte delle autorità locali, di quelle fonti di acqua verso i siti industriali nelle regioni limitrofe. Un altro fattore alla base della siccità è il forte calo delle precipitazioni, che negli ultimi mesi sono state inferiori di oltre il 40% rispetto ai livelli dello scorso anno, e l’aumento delle temperature estive. La carenza idrica ha lasciato le dighe iraniane con meno acqua per generare elettricità, contribuendo ai blackout, a livello nazionale, delle ultime settimane.

Rispondendo durante una conferenza stampa del Dipartimento di Stato USA, venerdì 16 luglio, la portavoce Jalina Porter ha affermato che Washington ha visionato i rapporti sulla carenza di acqua in Iran e sulle conseguenti proteste. “Continuiamo a sollecitare il governo iraniano a sostenere il popolo nell’esercizio dei suoi diritti universali, della libertà di espressione e della libertà di riunione pacifica”, ha dichiarato Porter.

L’economia iraniana è stata paralizzata dalle sanzioni statunitensi e dalla pandemia di Covid-19. I lavoratori, alcuni quali lamentano il mancato pagamento degli stipendi, protestano da mesi, con il malcontento che cresce per un tasso di inflazione superiore al 50% e disoccupazione in costante aumento. Da quando, l’8 maggio 2018, l’ex presidente USA, Donald Trump, è uscito dall’accordo sul nucleare, stipulato tre anni prima, il 14 luglio 2015, e ha reimposto pesanti sanzioni all’Iran, la moneta nazionale, il rial, è crollata rispetto al dollaro e l’inflazione interna ha cominciato a galoppare senza freni. I prezzi dei generi alimentari di base rincarano quasi ogni settimana, e alla gente resta ben poco per il superfluo.

A far precipitare ulteriormente la situazione è stato il Covid, che ha colpito l’Iran più di ogni altro Paese mediorientale, facendo oltre 85.000 morti. I contagi giornalieri si mantengono ancora intorno ai 20.000. Nella giornata di ieri, venerdì 16 luglio, si sono registrati circa 21.885 positivi. 

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Chiara Gentili

di Redazione

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