USA-Germania: le conclusioni dei leader su Nord Stream 2

Pubblicato il 16 luglio 2021 alle 15:57 in Germania Russia USA e Canada

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La cancelliera tedesca, Angela Merkel, è giunta, giovedì 15 luglio, a Washington, dove è stata accolta dal presidente degli Stati Uniti, Joe Biden. Il capo della Casa Bianca ha subito posto sul tavolo delle discussioni la questione relativa al gasdotto russo-tedesco Nord Stream 2, ormai completato al 98%.

Nonostante Germania e Stati Uniti abbiano posizioni diverse sul progetto energetico, i due leader hanno concordato su alcuni aspetti prioritari. In primo luogo, entrambi intendono impedire alla Russia di utilizzare Nord Stream 2 come uno strumento per esercitare pressione sui Paesi vicini. È proprio per questo che Washington e Berlino stanno sviluppando “misure pratiche” da adottare quando il gasdotto entrerà in funzione. Per Biden, è necessario comprendere se la sicurezza energetica europea e ucraina saranno “rafforzate o indebolite”, e tutto dipenderà dalle azioni di Mosca.

In secondo luogo, Biden e Merkel hanno riassicurato l’Ucraina. Quest’ultima è una delle principali oppositrici al progetto poiché, una volta messo in funzione, Kiev perderà le entrate derivanti dalle tasse di transito, dato che il Nord Stream 2 è stato concepito per bypassare completamente il suo territorio. Washington e Berlino hanno ribadito la loro posizione: “L’Ucraina deve rimanere un Paese di transito per il gas naturale”. Tali dichiarazioni sono da collocare nel quadro del diritto di sovranità territoriale dell’Ucraina in quanto Paese di transito. Merkel ha anche aggiunto che la Germania è pronta a adottare contromisure nel caso in cui la Russia “non rispetterà il diritto che Kiev ha in quanto Paese di transito”. Nello specifico, si presume che le misure europeo-statunitensi garantiranno il transito di gas attraverso l’Ucraina anche dopo il 2024. È proprio in quell’anno che termina il contratto in vigore tra Mosca e Kiev rispetto al transito di gas russo.  “Per me, Nord Stream 2 è un progetto aggiuntivo, non un progetto che si sostituisce al transito del gas attraverso l’Ucraina”, ha ribadito Merkel.

Secondo le ultime dichiarazioni del consorzio che gestisce il gasdotto, Nord Stream 2 AG, il progetto sarà completato entro agosto. Da settembre a novembre, Nord Stream 2 sarà sottoposto a test operativi, necessari per garantire il rilascio dei certificati. Il Nord Stream è uno dei più grandi gasdotti esistenti al mondo. Passando attraverso il Mar Baltico, viene utilizzato per trasportare il gas dalla Russia all’Europa. Il primo progetto prese forma nel 1997, quando Gazprom e Neste, compagnia petrolifera finlandese, costituirono la North Transgas Oy. In seguito ad accordi e gare di appalto, l’8 novembre 2011, la cancelliera tedesca, Angela Merkel, inaugurò il Nord Stream 1 insieme all’ex presidente della Federazione Russa, Dmitrij Medvedev, e l’ex primo ministro francese, François Fillon. In un secondo momento, nell’ottobre 2012, la Russia valutò un ampliamento della cubatura di gas da trasportare in Europa, così si avviò il progetto Nord Stream 2. Ora in fase di completamento, la lunghezza prevista per il gasdotto è di 1.230 chilometri e il percorso che seguirà è analogo a quello del gasdotto Nord Stream 1. Il Nord Stream 2 attraverserà le zone economiche di 5 Paesi, quali Russia, Germania, Danimarca, Finlandia e Svezia e permetterà alla Russia di raddoppiare i volumi di gas trasportati, arrivando a 110 miliardi di metri cubi di gas all’anno.

Gli Stati Uniti hanno a lungo criticato il progetto Nord Stream 2, definendolo una minaccia alla sicurezza energetica europea. Una delle principali ragioni di attrito è che, una volta completato, il gasdotto aumenterebbe la dipendenza dell’UE dal gas russo. Di conseguenza, il timore è che Mosca si possa servire di tale leva energetica per esercitare pressioni politiche sulle nazioni vulnerabili dell’Europa Orientale e Centrale, soprattutto sull’Ucraina. Nonostante le numerose sanzioni imposte dall’ex presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, al fine di impedire il completamente del gasdotto, Biden ha recentemente rinunciato a nuove misure punitive per varie motivazioni. La prima fa riferimento al fatto che il progetto è ormai pressoché completato. La seconda riguarda le relazioni bilaterali con la Germania. Gli Stati Uniti non intendono comprometterle applicando sanzioni contro società tedesche coinvolte nella costruzione. Tale mossa non era stata accolta con favore né dai membri del congresso statunitense, tantomeno dai Paesi dell’Europa Centrale, quali Ucraina e Repubbliche Baltiche.

 

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Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione

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