Pakistan: l’attacco in cui sono morti 9 cinesi è un atto di terrorismo

Pubblicato il 16 luglio 2021 alle 19:53 in Cina Pakistan

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Il premier cinese, Li Keqiang, ha avuto una conversazione telefonica con il suo omologo pakistano, Imran Khan, il 16 luglio, durante la quale i due hanno descritto i fatti del 14 luglio un “attacco terroristico”. La natura degli eventi è stata poi confermata da un editore del quotidiano pakistano Dawn, Fahd Husain, informato sui fatti da fonti governative.

Secondo quanto ricostruito da Husain, un attentatore suicida alla guida di un veicolo carico di esplosivo ha cercato di colpire due autobus che trasportavano lavoratori cinesi diretti alla diga di Dasu, nel Nord del Pakistan, e partiti dalla cittadina di Barseen. L’attentatore avrebbe individuato i due veicoli alla loro partenza e, non appena entrati in una strada aperta al traffico, avrebbe guidato la macchina carica di esplosivo tra i due mezzi lanciandosi contro il primo ed innescando un’esplosione. Tuttavia, un malfunzionamento del detonatore avrebbe fatto sì che l’esplosivo non sia detonato a massima potenza. L’autista del secondo autobus con a bordo i lavoratori, avendo visto che il mezzo davanti veniva colpito, avrebbe cercato di deviare ma avrebbe perso il controllo del mezzo che finito poi in una scarpata, causando la morte della maggior parte di coloro che erano a bordo.

Tale ricostruzione dei fatti è stata confermata da un secondo giornalista rimasto anonimo a South China Morning Post. Quest’ultimo ha dichiarato di aver partecipato insieme ad Husain ad un aggiornamento non ufficiale sull’accaduto da parte di funzionari pakistani. Al momento, l’attacco non è stato rivendicato e non è stato indicato un responsabile.

Durante la telefonata tra Khan e Li, il primo ha rivolto le proprie condoglianze alla parte cinese per il “recente attacco terroristico” e ha aggiornato la controparte sulle indagini in corso. Il premier cinese ha comunicato che una squadra di Pechino è arrivata in Pakistan per partecipare alle indagini sui fatti del 14 luglio. Li ha quindi chiesto a Khan di impiegare tutti i mezzi necessari a ricostruire la verità dei fatti e che i terroristi responsabili dovranno essere puniti. Prima del 16 luglio, più funzionari pakistani avevano dichiarato che l’incedente fosse stato causato da una perdita di gas o da un malfunzionamento del veicolo. Tra coloro che avrebbero comunicato la notizia ad Husain vi sarebbero anche funzionari coinvolti negli sforzi di mediazione tra talebani e governo afghano.

Il 14 luglio, l’esplosione sotto indagine aveva ucciso 13persone, tra cui 9 cittadini cinesi e 2 soldati pakistani. Il progetto idroelettrico Dasu fa parte del Corridoio Economico Cina-Pakistan (CPEC) che sarà realizzato da Pechino e Islamabad nell’ambito del grande progetto infrastrutturale e di finanziamenti delle Nuove Vie della Seta e nel quale il governo cinese intende investire circa 62 miliardi di dollari.

La presenza cinese in Pakistan è stata colpita da più attacchi. Tra gli ultimi, l’11 maggio 2019, un uomo armato aveva ucciso 8 persone in un hotel di lusso della città portuale di Gwadar, uno snodo fondamentale del progetto delle Nuove Vie della Seta, in quanto rappresenta un importante punto di convergenza tra le rotte terrestri e marittime dell’iniziativa, dove l’azienda statale cinese China Overseas Port Holding Company gestisce le attività del porto. Il 29 giugno 2020, invece, un altro attentato, poi sventato, era stato indirizzato al Mercato azionario del Pakistan, posseduto in parte da aziende cinesi. In entrambi i casi, gli attentati erano stati rivendicati dall’Esercito di Liberazione del Balochistan, con sede in Afghanistan e ritenuto un’organizzazione terroristica da Pakistan, USA e Regno Unito.

Nella provincia pakistana del Balochistan sono attivi gruppi separatisti di etnia baloch che, da anni, starebbero portando avanti insurrezioni nell’area, dove sono però presenti anche gruppi di estremisti islamici e di talebani. La provincia è caratterizzata da povertà diffusa, nonostante disponga di ricche risorse naturali e gli abitanti hanno spesso lamentato di non ricevere una parte della ricchezza derivante dal gas e dai minerali.

Tra gli ultimi attacchi realizzati con autobomba vi sono stati, invece, quelli dello scorso 4 luglio e del 21 aprile avvenuti rispettivamente a Lahore e Quetta. In quest’ultimo caso, L’organizzazione dei talebani pakistani, nota come Tehreek-e-Taliban Pakistan (TTP), aveva rivendicato la responsabilità dell’attacco contro un hotel di Quetta, capoluogo del Balochistan, che ospitava l’ambasciatore cinese nel Paese, Nong Rong, e che ha provocato 5 morti e 12 feriti. Nel primo caso, invece, Islamabad aveva accusato l’India di aver organizzato un attentato eseguito per mezzo di autobomba il 23 giugno scorso a Lahore, nella provincia pakistana del Punjab.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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