La Polonia fortifica la “prima linea difensiva” della NATO con gli M1 degli USA

Pubblicato il 16 luglio 2021 alle 18:41 in Polonia USA e Canada

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La Polonia ha sottoscritto un contratto con gli Stati Uniti per ricevere forniture di 250 carri armati M1A2 Abrams, di fabbricazione USA. Nello specifico, si tratta dell’ultimo modello SEP V3, il quale è entrato a far parte dell’arsenale di Washington nel 2020.

A riferirle la notizia, venerdì 16 luglio, è stato il quotidiano statunitense The National Interest, facendo riferimento alle dichiarazioni rilasciate, mercoledì 14 luglio, dal primo ministro della Polonia, Jarosław Kaczyński. La tipologia e le prestazioni dei nuovi veicoli militari non è tanto distante dai tedeschi Leopard 2, già schierati nelle Forze Armate polacche. Pertanto, è sorprendente che la Polonia abbia scelto di introdurre un nuovo tipo di carro armato con caratteristiche simili ai Leopard, assorbendosi le relative spese logistiche e di addestramento. Altrettanto degno di nota è il costo totale del lotto: 6 miliardi di dollari, i quali saranno stanziati al di fuori del normale budget del Ministero della Difesa polacco. Nella somma complessiva sono inclusi pacchetti per la logistica e per l’addestramento, nonché munizioni militari.

Prima di procedere all’acquisto degli M1 statunitensi, la Polonia aveva anche valutato i sudcoreani K2 Black Panther, nonché un altro lotto dei tedeschi Leopard 2. Tuttavia, la scelta finale è ricaduta sul modello di Washington, sia per ragioni geopolitiche sia per le sue prestazioni dimostrate in più occasioni. Tra queste, la Guerra del Golfo Persico del 1991, dove gli M1 hanno annientato i carri armati iracheni di produzione sovietica, nonché durante le operazioni “Thunder Run” del 2003, a Baghdad, capitale dell’Iraq. I maggiori punti di forza dei veicoli militari di fabbricazione USA sono il cannone da 120 millimetri, il sistema ottico avanzato e il mirino termico. Il rovescio della medaglia, tuttavia, risiede nel suo peso, aumentato anche a seguito delle modifiche apportate al mezzo. A causa di ciò, l’Abrams non può essere utilizzato per varcare ponti o per transitare in aree poco stabili di centri abitati.

L’ultimo modello, il SEP V3, raggiunge il peso di 73 tonnellate ed è caratterizzato da un’unità di alimentazione ausiliaria. Quest’ultima garantisce autonomia al mezzo senza previa accensione del motore. È dotato di nuovi software, di un mitragliatore calibro 50 della tipologia Common Remotely Weapon Station (CROW), di un jammer wireless che disturba il segnale di Ordigni Esplosivi Improvvisati (IED), nonché di altre novità apportate alla struttura esterna del mezzo.

Il ministro della Difesa polacco, Mariusz Błaszczak, ha annunciato che gli Abrams sarebbero stati schierati nella Polonia Orientale per rafforzare la “prima linea di difesa” vicino ai confini di Ucraina, Bielorussia, Lituania e all’exclave russa fortificata di Kaliningrad. Si tratta dei maggiori punti caldi tra NATO e Russia che contribuiscono a danneggiare le precarie relazioni transatlantiche.  Secondo analisti di The National Interest, il totale di 250 M1 sarà sufficiente ad equipaggiare quattro battaglioni, ognuno dei quali disporrà di 58 Abrams. I nuovi mezzi militari saranno collocati presso la 18° Divisione, più dettagliatamente presso la 1° brigata corrazzata di Varsavia, con sede a Wesola, e la 19° brigata meccanizzata, a Lublino. Le prime forniture inizieranno a partire dal 2022.

In tal contesto, è importante sottolineare il ruolo che la Polonia svolge in seno alla NATO. Per la sua posizione strategica, il Paese funge da baluardo corrazzato dell’Alleanza. Il suo arsenale di carri armati, composto da circa 800 mezzi, è equiparabile a quello di Francia, Regno Unito e Germania insieme. Non è un caso che sia stata scelta la Polonia per la difesa del blocco. Gli Stati Uniti e i Paesi Europei Occidentali non riuscirebbero a dispiegare tempestivamente i propri carri armati presso un fronte di battaglia lontano. Per la Polonia, tale problema non persisterebbe. Il Paese sarebbe in prima linea nel caso di un eventuale conflitto con la Russia. Nello specifico, Varsavia dispiegherebbe il proprio arsenale al Suwalki Gap, l’unica terra della NATO che funge da ponte per i Paesi Baltici.

La scelta di acquistare carri armati statunitensi e di non proseguire nell’acquisto dei Leopard tedeschi, il cui utilizzo era già noto alle proprie Forze Armate, ha fondamenta geopolitiche. Questo perché le relazioni bilaterali tra Germania e Polonia si sono deteriorate a causa dell’impegno di Berlino nel gasdotto russo-tedesco Nord Stream 2. Quest’ultimo priverà Polonia, Ucraina e Repubbliche Baltiche dei costi di transito del gas perché la pipeline bypasserà i suddetti territori. Dall’altra parte, i legami tra Varsavia e Washington hanno registrato grandi miglioramenti, soprattutto per l’opposizione degli USA al Nord Stream 2.  

 

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Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione

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